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12/07/2023

Pnrr, non centrati 16 obiettivi per la quarta rata. Fitto: "Nessun ritardo"

La Commissione Europea mette spalle al muro il Paese ma il ministro rassicura: "Chieste modifiche per poter tenere fede al percorso. Ma ritardo è solo propaganda dell'opposizione. Nessuno può dare certezze sulla quarta rata, per la terza siamo in fase di verifica".  La maggior parte delle milestones non raggiunte riguarderebbero l’ambiente e l’istruzione, ma anche alcuni decreti attuativi nel settore della giustizia

Sarebbero ben sedici le milestone non raggiunte al 30 giugno 2023 rispetto agli obiettivi previsti per la quarta rata del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Lo ha sottolineato l'Unione Europea. Per questo motivo, il ministro delegato, Raffaele Fitto, ha spiegato in conferenza stampa la situazione.

Da adesso può partire il processo formale di revisione della quarta rata che, dice Fitto "verrà chiesta dal governo nei prossimi giorni". In estrema sintesi: i 16 miliardi "di giugno" non arriveranno prima del 2024.

Senza dimenticare però che c'è la terza rata ancora da incassare: "siamo in fase di verifica di alcuni aspetti di dettaglio, sul piano dell'interpretazione", spiega Fitto.

"Questo lavoro di dettaglio mette al sicuro da interpretazioni sia la Commissione sia il governo. Definiremo questi aspetti nei prossimi giorni".

La maggior parte delle milestones non raggiunte riguarderebbero l’ambiente e l’istruzione, ma anche alcuni decreti attuativi nel settore della giustizia.

Per quanto riguarda la terza rata da 19 miliardi, per la quale è ancora in corso l’interlocuzione con la Commissione europea, il nodo da sciogliere riguarda gli asili nido e soprattutto gli studentati, un progetto in capo al Ministero dell’Università e della Ricerca.

La Commissione avrebbe dubbi sulle modalità di attuazione della riforma che dovrebbe portare ad aumentare i posti letto a disposizione degli studenti.

L'obiettivo delle modifiche

Con le modifiche al Pnrr approvate, dice Fitto, "puntiamo ad ottenere un risultato importante perché ci consentono di tenere fede al percorso stabilito. La quarta rata cosi può essere oggetto di una richiesta di pagamento che inoltreremo nei prossimi giorni".

La quarta rata prevedeva "27 obiettivi da raggiungere: il 27 aprile abbiamo mandato una proposta di modifica alla Commissione europea di questi obiettivi e le modifiche riguardano dieci interventi e diversi sono i ministeri coinvolti", ha puntualizzato il ministro.

Inoltre, dice, la modifica degli obiettivi "porterà alla richiesta dell'intera quarta rata, non immaginando un definanziamento".

Nessun ritardo, è solo campagna opposizione

Fitto risponde poi anche alle opposizioni. Valentina Ghio,  vice capogruppo alla Camera del Partito democratico sottolinea: "Sono mesi che chiediamo che il ministro Fitto venga a riferire con precisione sulla rimodulazione del Pnrr e il governo non risponde o minimizza.

Oggi apprendiamo che la situazione è estremamente critica: non ci sono ancora i 19 miliardi della terza rata e sono lontanissimi i 16 della quarta, per i quali devono essere definiti ancora 17 dei 27 obiettivi collegati".

Il ministro risponde: "Andrò a riferire in Parlamento nei prossimi giorni, il 18, per la relazione semestrale" sul Pnrr, penso di essere andato in Parlamento un numero di volte non paragonabile rispetto a quanto accaduto nei due anni precedenti".

Fitto aggiunge che nessuno "può dare garanzie sui tempi della quarta rata. Noi abbiamo impostato un lavoro preliminare definendo quali obiettivi andavano corretti per raggiungere il risultato ed evitare di avere una fase di verifica molto lunga", ha aggiunto Fitto.

Che sul "tema dei ritardi sul Pnrr" si difende, dicendo che è "opinabile perché non ancorato a dati oggettivi".

Dunque secondo Fitto non ci sono ritardi, c'è solo una campagna dell'opposizione. E sulle scadenze semestrali, solitamente rispettate, il ministro risponde che il 30 giugno non è "un termine obbligatorio per il raggiungimento degli obiettivi.

È un termine puramente indicativo. Siamo nelle regole previste, ci stiamo muovendo d'intesa con la Commissione europea".

Redazione Cuoreeconomico
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