Pnrr, Penna (Mase): "Complicato spostare fondi dove c'è più richiesta, terza rata può saltare"

(Fabrizio Penna, capo dipartimento per il Pnrr del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica)
L'allarme del capo dipartimento del Ministero dell'ambiente all'Ansa: "Per alcune voci ci sono tantissime domande, e i fondi non bastano, mentre per altre voci non vengono presentati progetti, e i fondi rimangono inutilizzati. Spostando fondi si potrebbero colmare molti gap, ma il dialogo con l'Europa è complesso. Lavoro del Ministro Fitto è fondamentale"
Il Pnrr è stato scritto male, ma nonostante questo, non potrà essere stravolto. Lo dice, parlando all'agenzia Ansa, il capo dipartimento per il Pnrr del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, Fabrizio Penna.
Secondo il dirigente "per alcune voci del Pnrr ci sono tantissime domande, e i fondi non bastano, mentre per altre voci non vengono presentati progetti, e i fondi rimangono inutilizzati".
Un allarme che aveva lanciato, ai microfoni di CUOREECONOMICO anche il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.
"Ma il piano non può essere cambiato radicalmente, perché la Ue non lo permette. Così non si possono spostare i soldi da dove non servono a dove invece sono richiesti", dice Penna.
"Per l'economia circolare abbiamo a disposizione 2,1 miliardi del Pnrr - aggiunge spiega Penna -. Ma abbiamo ricevuto così tanti progetti di qualità, cioè progetti degni di finanziamento, che servirebbero almeno 4 miliardi per finanziarli tutti.
E potremmo anche migliorare il divario di impianti per il riciclo che c'è oggi fra Nord e Sud. Invece, per l'eolico offshore abbiamo a disposizione 650 milioni, ma i bandi stanno andando deserti. Gli imprenditori temono i tempi lunghi delle autorizzazioni, e non investono".
Pnrr è Bibbia per Ue, ora tutto è a rischio
"Sarebbe logico poter spostare i fondi del Piano dalle voci che non hanno richieste a quelle che ne hanno troppe - dice ancora il dirigente -. Ma il Pnrr per la Ue è la Bibbia, non si può cambiare. E il rischio è che se non si raggiunge un obiettivo, può saltare l'intera rata dei finanziamenti da Bruxelles".
"Quello che il ministro del Pnrr Raffaele Fitto sta cercando di ottenere dall'Europa - conclude Penna - è di spostare alcuni progetti del Piano, che non possono oggettivamente essere raggiunti entro il 2026, sui fondi di coesione (i fondi Ue per ridurre i divari fra i territori, n.d.r.).
Questi fondi sono utilizzati dall'Italia solo per il 20%, e non hanno la scadenza temporale del Pnrr".
Redazione Cuoreeconomico
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