ven 20 mar 2026

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Podella (Cia Calabria): 'Costruire insieme una maggiore resilienza economica regionale’

Nicodemo Podella, Presidente Cia Calabria

In un contesto di nuovi equilibri geopolitici ed economici come i territori si stanno riorganizzando per evitare ripercussioni irreversibili.
La ‘guerra USA dei Dazi’ (con l’accordo al 15%); i conflitti mondiali che sembrano in stallo e con alle porte una manovra finanziaria con pochissimi margini di azione (anche in considerazione dell’alto debito pubblico che ha superato i 3.000 mld di euro), quali potranno essere le prospettive? E poi ancora: manovra finanziaria: su quali fattori il Governo dovrà incidere per dare fiato ad un’economia che sta tornando alla crescita ‘zerovirgola’ anche considerando che l’effetto trascinatore del PNRR fra qualche trimestre finirà?
Su questi temi CUOREECONOMICO ha invitato ad intervenire gli stakeholder socio-economici nazionali e dei ‘territori’ per avere un primo quadro di proposte da offrire ai nostri lettori e alla classe politica nazionale e delle regioni.

‘In una situazione così articolata e denso di sfide, è necessario che i territori a livello locale e regionale diversifichino le strategie per riorganizzarsi e costruire una maggiore resilienza economica. Le ripercussioni geopolitiche, i conflitti, le tensioni commerciali e la debolezza finanziaria di alcuni Stati rendono cruciale per le comunità nazionali europee agire di concerto con i Paesi comunitari, nel rispetto dei vincoli nazionali e internazionali, evitando fenomeni di concorrenza sleale.

Strategie di Riorganizzazione Territoriale

Per mitigare i rischi e cogliere nuove opportunità, i territori hanno la necessità di  concentrarsi su approcci multidimensionali:

Diversificazione Economica e Catene di Fornitura Locali: Per ridurre la dipendenza da catene di approvvigionamento globali vulnerabili (come emerso durante la pandemia e accentuato dai conflitti devastanti in atto), le regioni devono incentivare la produzione locale e la cooperazione tra imprese del territorio. L'obiettivo è creare ecosistemi economici più robusti e meno esposti a shock esterni.

Investimenti in Innovazione e Transizione Energetica: Con i prezzi dell'energia instabili e gli obiettivi climatici sempre più stringenti, i territori, senza forzare sull’impossibile o l’insostenibile, devono investire in tecnologie verdi e fonti rinnovabili. Questo non solo riduce i costi a lungo termine e l'esposizione geopolitica, ma genera anche nuove opportunità di business e posti di lavoro "green".

Aumento della Resilienza Sociale e del Capitale Umano: Un territorio non è solo un sistema economico, ma anche una comunità. Le strategie includono la formazione continua per aggiornare le competenze della forza lavoro e il miglioramento dei servizi pubblici per mantenere un tenore di vita dignitoso, rendendo la regione più attraente per investitori e professionisti.

Prospettive nel Contesto Attuale

In uno scenario caratterizzato dai fattori che hai menzionato, le prospettive dipendono dalla capacità dei territori di tradurre queste strategie in azioni concrete.

Pressione Finanziaria e Debito Pubblico: L'alto debito pubblico limita i margini di manovra del governo centrale, riducendo i trasferimenti e gli investimenti pubblici verso le regioni. Questo spinge i territori a cercare fonti di finanziamento alternative, come partenariati pubblico-privati e investimenti esteri diretti, nonché a ottimizzare la gestione delle risorse esistenti.

Impatto dei Conflitti e delle Tensioni Commerciali: Conflitti e guerre commerciali come la "guerra dei dazi USA" (con un accordo al 15% che ne mitiga l'impatto ma non ne annulla la logica) alterano i flussi commerciali globali. Per i territori, ciò significa la necessità di identificare nuovi mercati di sbocco e di rafforzare le relazioni con partner commerciali più stabili e affidabili, evitando una dipendenza eccessiva da un unico blocco.

Competizione tra Territori: In questo nuovo contesto, la competizione non è più solo tra stati, ma anche tra territori. Le regioni più agili, innovative e capaci di attrarre investimenti avranno un vantaggio competitivo. Le prospettive per un singolo territorio dipenderanno quindi dalla sua capacità di differenziarsi e di sfruttare le proprie specificità (come agricoltura di qualità, turismo sostenibile o eccellenze tecnologiche) per creare un'identità forte e desiderabile.

In sintesi, le prospettive non sono uniformi. Mentre i grandi equilibri geopolitici e il debito pubblico pongono un quadro di riferimento complesso, la capacità dei territori di riorganizzarsi attraverso la diversificazione, l'innovazione e il rafforzamento del capitale umano sarà il fattore determinante per evitare ripercussioni negative e trasformare le sfide in opportunità. È una fase che premia l'adattabilità e la pianificazione a lungo termine a livello locale.

In un contesto come quello che hai descritto, la Calabria può sfruttare i propri punti di forza e le opportunità del momento per riorganizzarsi e costruire un futuro più solido.

Valorizzazione delle Eccellenze Locali

La Calabria ha un enorme potenziale in settori specifici che possono renderla meno vulnerabile alle crisi globali.

Agricoltura di Qualità: Promuovere e proteggere prodotti tipici come la cipolla rossa di Tropea, il bergamotto, l'olio d'oliva e i vini DOC e IGT. Ma anche valorizzare le produzioni agrumicole, frutticole e orticole che hanno eccellenze riconosciute da meglio presentare sui mercati, così come la diffusa e sostenibile produzione zootecnica, il cui sostegno assicura reddito alle popolazioni e fa da argine allo spopolamento delle aree interne. Investire in filiere corte, valorizzare le produzioni biologiche (la Calabria possiede un vero e proprio primato europeo in fatto di superfici investite) per posizionarsi su mercati di nicchia e ad alto valore.

Turismo Sostenibile: Sfruttare la bellezza del territorio, che offre mare e montagna a breve distanza, per attrarre un turismo di qualità. Incentivare un'offerta turistica che rispetti l'ambiente e valorizzi la cultura, la storia e la gastronomia locale, anche al di fuori dei circuiti di massa.

Artigianato e manifattura di nicchia: Sostenere le imprese artigiane e le piccole e medie imprese che producono eccellenze (es. tessile, ceramica, lavorazione del legno) per consolidare le identità dei territori e creare brand forti.

Investimenti Strategici

Per compensare i limiti imposti dal debito pubblico, è fondamentale che la Calabria si concentri su investimenti mirati, anche attraverso fondi europei e partenariati (che però devono essere aggiuntivi e non sostitutivi come di fatto sono stati).

Infrastrutture Digitali: Completare la copertura della banda ultra-larga in tutta la regione, compreso l'entroterra, per favorire il lavoro da remoto e lo sviluppo di nuove attività economiche, soprattutto nelle aree interne.

Infrastrutture Idriche ed Energetiche: Visto il problema della siccità e della scarsa efficienza della rete idrica la regione deve dare priorità a investimenti per modernizzare gli impianti di distribuzione dell'acqua e per l'installazione di fonti rinnovabili.

Ricerca e Innovazione: Promuovere la collaborazione tra università, centri di ricerca e imprese locali. Incentivare la creazione di startup e spin-off nel campo dell'agricoltura 4.0, della biotecnologia e delle energie rinnovabili.

Sviluppo del Capitale Umano e della Comunità

Il futuro di un territorio dipende dalle persone.

Formazione e Competenze: Offrire corsi di formazione professionale che rispondano alle esigenze del mercato del lavoro locale, formare competenze sui settori trainanti dell’economia (in primis agricoltura e attività connesse) - per rendere questi settori più attrattivi anche nei confronti dei giovani - con un focus sulle competenze digitali e ambientali.

Attrarre Talenti: Continuare ad incentivare il "rientro dei cervelli" e attrarre professionisti e nomadi digitali interessati a uno stile di vita meno frenetico ma con opportunità di crescita; evidentemente migliorando la logistica e la mobilità dei territori, così come assicurando i servizi essenziali (sanità, scuola, trasporti, ecc.).

Rafforzamento della Governance Locale: Migliorare l'efficienza della pubblica amministrazione per accelerare i processi burocratici, attrarre investimenti e garantire l'accesso ai fondi europei in modo tempestivo, così come si sta facendo con i nuovi bandi in agricoltura.

In sintesi, la Calabria può evitare ripercussioni irreversibili concentrandosi su ciò che la rende unica e investendo con lungimiranza in tradizione, innovazione e persone, costruendo così una maggiore resilienza economica e sociale.

In un contesto di crescita economica a ritmo ridotto e di un alto debito pubblico, il Governo deve concentrare la manovra finanziaria su fattori che non solo sostengano la domanda nel breve periodo, ma che soprattutto pongano le basi per una crescita strutturale a lungo termine, superando l'effetto trainante temporaneo del PNRR.

Fattori Chiave su cui Agire

Per un'economia come quella italiana, che si trova a gestire la fase successiva al picco di investimenti del PNRR, i fattori su cui agire sono principalmente tre:

Investimenti in Sviluppo e Produttività

Sarà sempre più necessario per il Governo puntare su investimenti mirati e strategici. Questo significa:

Ricerca & Sviluppo (R&S) e Innovazione: Incentivare la spesa privata in R&S, collaborazioni tra università e imprese, e la creazione di startup innovative. Un'economia che non produce innovazione è destinata a perdere competitività.

Transizione Ecologica: Nonostante il contesto di alta inflazione, gli investimenti in energie rinnovabili e in tecnologie per la sostenibilità sono cruciali. Tali interventi riducono la dipendenza energetica dall'estero (con benefici sulla bilancia commerciale e sulla geopolitica) e stimolano un nuovo settore industriale, evitando, però, di chiedere a settori quali l’agricoltura sforzi e adeguamenti insostenibili sul piano economico e sociale.

Infrastrutture Strategiche: Continuare a investire in infrastrutture materiali (trasporti, logistica) e immateriali (connettività, banda ultra-larga), essenziali per attrarre investimenti esteri e facilitare la crescita delle imprese locali.

Riforma del Lavoro e del Fisco

Dare respiro all'economia significa rendere il sistema più efficiente e meritocratico.

Taglio del Cuneo Fiscale: Ridurre il costo del lavoro per le imprese e aumentare il potere d'acquisto dei lavoratori, agendo sul divario tra il costo per l'azienda e il salario netto del dipendente.

Semplificazione Fiscale: Snellire il sistema tributario per ridurre il carico burocratico su imprese e famiglie. Questo favorisce l'emersione del sommerso e incentiva gli investimenti.

Politiche Attive del Lavoro: Migliorare l'efficacia dei centri per l'impiego e i programmi di riqualificazione professionale per ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, a vantaggio della produttività complessiva del sistema.

Risanamento e Credibilità

In un contesto di alto debito, la credibilità finanziaria è fondamentale.

Controllo della Spesa Pubblica: Trovare inefficienze e tagli a settori non produttivi per liberare risorse da destinare a investimenti strategici.

Lotta all'Evasione Fiscale: Una lotta efficace all'evasione fiscale non solo aumenta le entrate dello Stato, ma contribuisce anche a creare un sistema più equo, migliorando la fiducia dei cittadini e degli investitori.

Rafforzamento del Sistema Bancario e Finanziario: Garantire un accesso più agevole al credito per le imprese, specialmente per le piccole e medie, che rappresentano il cuore dell'economia italiana.

In conclusione, la prossima manovra finanziaria dovrà essere un bilanciamento tra austerità selettiva (dove c'è spreco) e investimenti per la crescita. Il rischio è che, senza riforme strutturali e una visione a lungo termine, i benefici del PNRR rimarranno un'iniezione di liquidità temporanea, e l'economia rischierà di tornare a una crescita marginale una volta esauriti tali fondi.

L'agricoltura, pur essendo un settore tradizionale, ha un ruolo cruciale e spesso sottovalutato nel rilancio di un'economia moderna. Può contribuire in modo significativo a tutti i fattori che abbiamo discusso, fungendo da traino per la crescita, l'innovazione e la stabilità.

Contributo a Investimenti e Produttività

L'agricoltura non è solo una questione di coltivazione e di produzione di cibo – che rimane strategico se veramente vogliamo assicurare al nostro Paese la sovranità alimentare - ma anche un settore ad alta tecnologia, che può contribuire alla crescita della produttività attraverso:

Innovazione Agritech: Investire in agricoltura di precisione, droni per il monitoraggio dei campi, sensori per l'irrigazione intelligente e software per la gestione delle colture, protezione dagli animali selvatici. Queste tecnologie aumentano le rese, riducono i costi e l'impatto ambientale.

Sviluppo delle Filiere: Rafforzare i collegamenti tra produttori, trasformatori e distributori. La valorizzazione del "Made in Italy" passa per la qualità e la tracciabilità, che danno valore aggiunto ai prodotti agricoli e creano un'industria alimentare e del packaging più forte e competitiva.

Bioeconomia e Economia Circolare: L'agricoltura può diventare un'industria che produce energia (biomasse), biomateriali e fertilizzanti da scarti agricoli. Questo crea soprattutto se organizzate in forma consortile, nuove fonti di reddito per gli agricoltori oltre che ridurre la dipendenza dalle risorse fossili.

Contributo alle Riforme del Lavoro e del Fisco

Il settore agricolo è un importante datore di lavoro e può essere un banco di prova per l'efficacia delle riforme.

Occupazione di Qualità: Promuovere la formazione per nuove professioni legate all'agricoltura moderna (es. tecnici agritech, esperti di sostenibilità) e regolarizzare la manodopera stagionale.

Semplificazione Fiscale e Burocratica: Ridurre la complessità del sistema tributario e delle normative per le imprese agricole, che sono spesso piccole e a conduzione familiare. Un fisco più equo e una burocrazia snella permettono a queste aziende di reinvestire e crescere.

Contributo a Risanamento e Credibilità

Un'agricoltura efficiente e competitiva migliora la bilancia commerciale e rafforza l'immagine del Paese a livello internazionale.

Riduzione delle Importazioni: Aumentare la produzione nazionale di beni alimentari di base e di alta qualità per ridurre la dipendenza dalle importazioni, rendendo l'economia meno vulnerabile alle crisi internazionali.

Potenziamento dell'Export: L'agrifood italiano è un'eccellenza riconosciuta in tutto il mondo. Incentivare l'export di prodotti di alta qualità (vino, olio, formaggi, ecc.) non solo aumenta il PIL, ma rafforza anche la credibilità dell'Italia sui mercati globali.

Sostenibilità Ambientale: Un'agricoltura che investe nella sostenibilità contribuisce agli obiettivi di sviluppo sostenibile, migliorando l'immagine del Paese e attirando investimenti che cercano aziende socialmente e ambientalmente responsabili.

In sintesi, il contributo dell'agricoltura va oltre il semplice settore primario. Investendo in innovazione e valorizzando le sue specificità, può diventare una leva potente per la crescita e la resilienza economica dell'intera nazione.

Di Nicodemo Podella, Presidente Cia Calabria
(Riproduzione riservata)