PORTI. ADSP del Mare di Sardegna, presidente Deiana: “Le sfide dei porti sardi? Infrastrutture complesse e un futuro digitale”

(Massimo Deiana, Presidente Autorità di Sistema Portuale Mare di Sardegna)
Massimo Deiana, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, racconta le grandi opere in corso, dal Terminal ro-ro di Cagliari alla digitalizzazione dei porti, tra finanziamenti PNRR e strategie per un trasporto sostenibile.
Quali sono le principali sfide che l'Autorità Portuale sta affrontando nello sviluppo delle infrastrutture materiali nei porti sardi?
“Le sfide in campo sono molteplici e complesse, sia dal punto di vista infrastrutturale che economico. Senza ombra di dubbio, il nuovo Terminal ro-ro, che sta sorgendo nel compendio del Porto Canale di Cagliari, può essere considerata l’opera più consistente finora progettata e realizzata. Un nuovo scalo commerciale, dotato di sei ormeggi, piazzali e stazione marittima per un valore complessivo di circa 340 milioni di euro, 99 dei quali finanziati con fondi PNRR. Così come, sul versante Nord dell’Isola, l’Antemurale di Porto Torres, opera per la quale sono in atto tutti gli adempimenti previsti dal decreto VIA del Ministero dell’Ambiente e che entrerà nel vivo nei prossimi mesi, per un importo superiore ai 45 milioni di euro. Un’altra sfida in atto è quella relativa al progetto di dragaggio del bacino portuale di Olbia, opera attualmente in fase di valutazione di impatto ambientale che avrà, a lavori ultimati, un valore di circa 90 milioni di euro e che consentirà un notevole potenziamento in termini di ricettività dello scalo. Intervento non meno importante interesserà, nei prossimi mesi, lo scalo di Oristano, nel quale hanno preso avvio i lavori di ristrutturazione, finanziati con fondi PNC, di un importante fabbricato destinato a centro servizi per il porto con locali adibiti a terminal crociere. Non ultimo il progetto di elettrificazione delle banchine degli scali di competenza che, dal 2026, consentirà alle navi in sosta di collegarsi alla rete elettrica e abbattere totalmente le emissioni in aria. I lavori, aggiudicati per un importo di circa 52 milioni di euro, ma su un quadro economico di oltre 70 milioni di euro (finanziati con fondi PNRR) sono stati avviati a dicembre a Portovesme e stanno proseguendo, per step successivi, negli altri scali di sistema.”
Recentemente si è discusso dell'importanza di integrare le infrastrutture materiali con quelle immateriali per migliorare la competitività portuale. Quali iniziative sono state intraprese in tal senso? Può condividere esempi concreti?
“Dal 2022, in linea con gli obiettivi attribuiti dal MIT ai Presidenti delle AdSP italiane, il nostro Ente ha premuto l’acceleratore sui processi di telematizzazione dei porti e delle procedure amministrative. Un’infrastrutturazione virtuale, quella ancora in atto, che ha visto il primo risultato concreto nell’avvio dello Sportello Unico Amministrativo di Sistema Sardegna, attraverso il quale converge l’intera gestione ordinaria delle pratiche demaniali, degli accessi in porto e tutte le iscrizioni al registro ex art. 68 del Codice della Navigazione. La seconda scommessa, che completerà in toto la digitalizzazione dei porti, è quella avviata, nel mese di giugno 2024, con l’“accensione” del Sardinia Port Community System - oggi in fase di sviluppo evolutivo - che ingloberà tutta la gestione delle pratiche portuali, doganali e operative degli scali. Contestualmente, l’AdSP sta procedendo al potenziamento dei propri sistemi informatici e alla programmazione di un’adeguata formazione per il personale dipendente finalizzati entrambi ad un allineamento efficace alle recenti disposizioni in tema di cybersecurity. A tal proposito, nel mese di settembre 2024, la nostra Autorità di Sistema Portuale ha ottenuto, prima tra tutte le AdSP italiane e secondo Ente pubblico a livello nazionale, 1,5 milioni di euro (fondi PNRR) per il progetto finalizzato all’ “Implementazione di un modello tecnico organizzativo di cybersecurity aziendale.”
Come l'Autorità sta collaborando con altre istituzioni e stakeholder per promuovere un sistema di trasporto integrato e sostenibile nell'isola anche in risposta alle esigenze del turismo?
“Partiamo dal principio che, per legge, le principali istituzioni e gli stakeholder del cluster portuale sono ben rappresentati in seno all’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare e al Comitato di Gestione e, pertanto, contribuiscono fattivamente a delineare strategie di governance condivise e in linea con le esigenze economiche dell’Isola. Contestualmente l’AdSP condivide con i soggetti deputati tutte le informazioni (statistiche e tecniche) finalizzate ad una programmazione coerente dei trasporti da e per la Sardegna e, quindi, allo sviluppo delle strategie a sostegno del turismo.”
In che modo le politiche regionali e nazionali stanno supportando o influenzando i progetti infrastrutturali portuali attuali e futuri?
“I porti di competenza dell’AdSP sono di interesse nazionale e, dunque, le principali progettualità sono sottoposte e sostenute economicamente dal nostro Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Basti pensare che, allo stato attuale, le principali opere infrastrutturali sono in buona parte coperte da finanziamenti PNRR e PNC, per un totale di circa 200 milioni di euro.”
Come vede il ruolo dei porti sardi nel contesto del commercio internazionale e quali strategie sono in atto per potenziarne la posizione?
“A differenza degli scali della Penisola, quelli del Sistema Sardegna non rappresentano gateway di accesso ai mercati retrostanti continentali e, pertanto, non sono particolarmente sensibili all’interconnessione logistica con reti autostradali e ferroviarie di rilevanza nazionale ed internazionale. È, invece, la condizione insulare a condizionare l’attività dei porti di competenza dell’Ente, essendo quella marittima la pressoché totalizzante modalità di trasporto delle merci e, per circa il 50 per cento, del trasporto passeggeri. Oltre ai collegamenti con la penisola sono quindi ben chiare e definite, nella programmazione a lungo termine, le linee di sviluppo di futuri traffici incrementali dei flussi orizzontali (Italia-Spagna e v.v.) e verticali (con il Nordafrica). Su quest’ultima direttrice l’AdSP sta orientando particolare attenzione, sforzi programmatori e investimenti infrastrutturali, come, ad esempio, il già accennato cantiere del terminal Ro/ro del porto canale di Cagliari. Così come, una volta concluso l’iter autorizzativo, potrebbe rivelarsi vincente la scommessa della creazione di una piastra logistica su Porto Torres, scalo di convergenza dei traffici dal nord Italia, dalla Francia e dalla Spagna.”
Claudia Boccucci
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