mer 29 apr 2026

Seguici su:

04/08/2025

PORTI. Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, segretario Paroli: “Il porto per la ricerca sostenibile. Digitalizzazione e Darsena Europa saranno la vera svolta”

(Matteo Paroli, Segretario Generale Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale)

Nel settore portuale, l’innovazione tecnologica e l’infrastruttura sono elementi chiave per garantire efficienza, sicurezza e sostenibilità. Il segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale Matteo Paroli, racconta le sfide e le soluzioni adottate per modernizzare il comparto. Dall’importanza della digitalizzazione e della cybersecurity, all’uso dei droni per la sicurezza e l’ecosostenibilità, fino ai grandi progetti infrastrutturali come la Darsena Europa, Paroli traccia il futuro del porto come hub logistico di livello internazionale

Segretario Paroli, quanto è importante la digitalizzazione nel settore portuale?

“La digitalizzazione è spesso sottovalutata, ma è essenziale per garantire la competitività. Un esempio nel nostro caso è il TPCS (Taskan Port Community System), un software sviluppato in collaborazione con partner nazionali che velocizza le pratiche doganali e commerciali. Grazie a questo sistema, i tempi di sdoganamento si sono notevolmente ridotti e il suo successo è stato tale che altre Autorità portuali hanno chiesto di utilizzarlo. In parallelo, il GTS3 (Gate Transit Security) ha ottimizzato il flusso di mezzi in entrata e uscita dai porti. Un camion che prima attendeva 20 minuti ora passa il varco in meno di un minuto, con un impatto positivo sulla sostenibilità ambientale, riducendo il rilascio di emissioni nocive nell’atmosfera”.

E sul fronte della sicurezza informatica?

“La cybersecurity è una battaglia quotidiana. Gli attacchi ai sistemi informatici portuali sono costanti e aumentano in momenti critici, spesso legati a tensioni geopolitiche. Per questo collaboriamo con i principali attori della difesa informatica nazionale, sviluppando soluzioni avanzate per proteggere i dati e garantire l’operatività."

Avete spesso parlato dell’uso di droni Sentinel nelle operazioni portuali. Quali vantaggi offrono?

“I droni rappresentano un'innovazione strategica in diversi ambiti dell’attività portuale, Anzitutto la sicurezza e il controllo: essendo dotati di telecamere termiche e a infrarossi, possono monitorare l’area portuale, rilevando le attività sospette. In secondo luogo per emergenze e operazioni di soccorso: grazie alla capacità di trasportare fino a 1 kg per 300 km, permettono di consegnare farmaci salvavita su isole remote in meno di 30 minuti, con costi e limitazioni decisamente inferiori rispetto all’elisoccorso. Per ultimo, la tutela ambientale: i droni possono infatti individuare fonti di inquinamento delle acque portuali, facilitando interventi rapidi e mirati”.

Per quanto riguarda le infrastrutture materiali invece, quali sono le principali criticità?

“La crescita del traffico marittimo e l’evoluzione delle navi impongono adeguamenti strutturali. Due aspetti fondamentali riguardano l’adeguamento dei fondali e l’ampliamento del canale di accesso. Nel primo caso, l’attività di dragaggio richiede costi ingenti e lenti passaggi burocratici. In questo senso il porto di Livorno, con fondali attualmente inferiori agli standard richiesti (13 metri), vedrà nella nuova Darsena Europa una soluzione cruciale, con l’ipotesi di fondali fino a 20 metri. Nel caso del canale di accesso, l’attuale larghezza di 60 metri nel tratto più corto e di 90 nel tratto più lungo è insufficiente per le navi di ultima generazione. I lavori di ampliamento del canale, che prevedono un investimento di 24 milioni di euro, consentiranno di portarlo a una larghezza massima di 125 metri, migliorano la manovrabilità e riducendo i tempi di attesa."

La Darsena Europa segnerà un punto di svolta?

“Assolutamente sì. Con un investimento superiore al miliardo di euro, la Darsena Europa sarà il riferimento logistico del Centro Italia. Non è solo un ampliamento, ma una rivoluzione nel modo di concepire il porto: più efficiente, sostenibile e competitivo a livello internazionale."

E dal lato normativo quali aspetti permangono?

“La lenta burocrazia rappresenta un freno allo sviluppo. Oggi, modificare la destinazione d’uso di una banchina portuale richiede anni, quando il mercato richiede risposte in tempi decisamente più ristretti. È necessaria una revisione del Piano Regolatore Portuale per snellirlo e renderlo maggiormente flessibile, dinamico e adattabile alle esigenze logistiche in continua evoluzione."

Quali sono le prospettive a lungo termine?

“Oltre al potenziamento infrastrutturale, puntiamo su un modello di porto green e autosufficiente. Stiamo sviluppando progetti su più fronti. A partire dalla produzione di energia rinnovabile con pannelli fotovoltaici e impianti eolici che stiamo sperimentando in collaborazione con partner del settore. A seguire lo stoccaggio e utilizzo dell’idrogeno: utilizziamo la tecnologia Cold Ironing che consente alle navi che attraccano di spegnere il motore a diesel, fornendo loro l’energia necessaria e riducendo così le emissioni di CO₂. L’auspicio è che il porto possa diventare un centro di studio e ricerca al fine di renderlo un hub energetico per la logistica sostenibile”.

Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com