Post sisma, Legnini tira le somme: “Ridotti i tempi d’attesa, ecco i numeri dai quali ripartire”

(Giovanni Legnini e Guido Castelli)
Ad Ancona bilancio di fine mandato dell’ex commissario alla ricostruzione, alla presenza del successore Castelli: “Sarò sempre un tifoso della ripartenza, basta polemiche politiche: c’è da garantire un futuro ai territori”
Punto e a capo. Schivando le polemiche ma sciorinando uno dopo l’altro i numeri del suo lavoro da commissario per la ricostruzione post sisma del centro Italia durato due anni, da Gennaio 2020 a Dicembre 2022.
Giovanni Legnini ad Ancora ha passato le consegne al nuovo commissario Guido Castelli, presentando ufficialmente il bilancio di fine mandato, spendendo solo parole al miele per il senatore di Fratelli d’Italia: “Sono e sarò il primo tifoso della ricostruzione per i prossimi anni, bisogna allontanare le polemiche di ogni sorta perché è legittimo che il governo faccia le sue scelte ed è legittimo che chi è preoccupato per il futuro e non condivide delle scelte lo faccia sapere, purché si mantenga sempre nel perimetro della necessità di garantire un futuro a questi territori".
Legnini ha fatto gli auguri a Castelli, sottolineando che “non sono rituali, c'è da coltivare l'interesse di chi soffre e attende da troppo tempo”.
Nel fare il punto di questi due anni, l’ex commissario ha sottolineato anche quelli che considera alcuni “insegnamenti” tratti da questa esperienza: “Prima di tutto - sottolinea - la necessità di avere sempre un quadro di regole chiare, semplici e complete, con attribuzioni di responsabilità precise per ognuno degli attori della ricostruzione”.
In questo senso, un ruolo chiave lo hanno avuto – e Legnini lo ha ricordato l’ordinanza 100 ed il testo unico per la ricostruzione privata approvato di recente “che hanno permesso una forte semplificazione amministrativa, imprimendo alla ricostruzione un’importante accelerazione”.
Molta della ricostruzione passerà anche dai bandi Next Appennino, pensati proprio per rilanciare l’economia nei territori colpiti. Ma soprattutto nelle Marche e nel Lazio c’è ancora parecchio da fare.
Numeri e dati
Il dato più evidente, quello da cui Castelli dovrà partire, è quello dell’enorme riduzione dei tempi attuata da Legnini per l’avvio del procedimento, da 19 a 4 mesi.
Al 31 dicembre 2022 sono quasi 28.000 le richieste di contributo per la ricostruzione degli edifici privati danneggiati dal terremoto che devastò nel 2016 le regioni di Umbria, Marche, Lazio ed Abruzzo, per un importo di 10 miliardi e 24 milioni di euro.
Dal rapporto emerge anche anche che le richieste approvate dagli Uffici speciali sono pari a 15.737, con la concessione di contributi per 5 miliardi e 300 milioni.
Mentre le somme erogate alle imprese, a fronte dello stato di avanzamento dei lavori autorizzati, hanno raggiunto i 2,4 miliardi di euro.
I cantieri conclusi, a fine anno, sono 8.318, cui corrispondono circa 20mila singole unità residenziali o produttive riconsegnate, quindi, a famiglie e imprese. Nel corso dell'ultimo anno le nuove domande di contributo presentate sono state 6.064, per un valore di 3,4 miliardi.
Circa 2.500 di queste domande sono state inoltrate in forma semplificata dai cittadini che beneficiano del contributo di autonoma sistemazione (Cas) o dell'alloggio nelle soluzioni abitative di emergenza, e che dovranno essere completate entro il 15 marzo 2023. I progetti approvati dagli Uffici regionali sono stati 3.581, con un contributo concesso di 1,6 miliardi di euro.
I progetti presentati agli Uffici speciali della ricostruzione delle quattro regioni sono stati 15.860, per un valore di circa 6 miliardi di euro. I progetti approvati sono stati 11.474, per un importo di 4,3 miliardi.
I pagamenti alle imprese sulla base dei lavori effettuato ammontano a 2,1 miliardi. I cantieri conclusi in questi tre anni sono oltre 6.300, per quasi 15 mila singole unità immobiliari riconsegnate a famiglie e imprese.
Sul fronte della ricostruzione pubblica si è passati dai circa 1.300 interventi finanziati con 1,8 miliardi dell'inizio del 2020, ai quasi 2.500 attuali, con un impegno di 3,6 miliardi di euro, in seguito all'ultimo ciclo di programmazione che ha interessato nuovi interventi di rigenerazione urbana connessi al danno da sisma per Lazio, Umbria ed Abruzzo, mentre il piano per le Marche, per circa 740 milioni di euro, è in corso di elaborazione da parte della Regione. A questi si aggiungono 1.251 chiese e edifici di culto finanziati con ulteriori 800 milioni.
Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)
Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 7023475
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com












