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07/12/2023

Postacchini (Confcommercio ER): “Le imprese ripartono, ma la sfida sarà restare sul mercato”

(Enrico Postacchini, presidente Confcommercio Emilia Romagna)

Il numero uno della Confcommercio emiliano-romagnola a CUOREECONOMICO: “Paghiamo ancora gli effetti post pandemici e l’alluvione è stato un altro duro colpo. L’entroterra ha subito danni importanti, mentre il turismo ha risentito molto della diffidenza delle persone”

Dalla pandemia all'alluvione. Le attività commerciali della regione Emilia-Romagna sono in ripresa e ad analizzarne il quadro con CUOREECONOMICO è Enrico Postacchini, presidente regionale di Confcommercio.

Presidente Postacchini, come stanno le imprese?

"Lo stato di salute delle attività lavorative legate ai settori del commercio e del turismo emiliano-romagnole, dopo il dissesto idrogeologico di maggio, è in ripresa. Possiamo dire che abbiano vissuto una discreta estate, soprattutto sul fronte del turismo, anche perché il caldo si è prolungato fino al mese di ottobre.

Ma la regione, in questi comparti, continua a soffrire: ha lottato con i due anni di pandemia, poi con il disastro di maggio".

Quali attività hanno sofferto maggiormente?

"Parliamo di aziende che, se sono strutturalmente capitalizzate, sono riuscite a indebitarsi e a ricostruirsi, ricominciando da capo.

Ma chi non lo è, e quindi non riesce a ottenere determinati prestiti, non ha modo di andare avanti. La situazione sul fronte del commercio, dunque, è a macchia di leopardo, a seconda dei comparti, ma è ancora in possibile ripresa.

Ci vorranno tanti anni per rifarsi del danno. Ammesso che si riesca nel frattempo a stare sul mercato, perché è stato un duro colpo".

Quanto ha influito l'alluvione sul turismo dell'Emilia-Romagna?

"L'alluvione ha influito parecchio sui territori dell'entroterra romagnolo e molto anche sulla montagna, non solo sul fronte romagnolo, ma anche in Emilia, come nel Bolognese.

Per quanto riguarda il marittimo, invece, dal punto di vista alluvionale, la costa ha risentito meno dell'impatto: ha sofferto, però, gli effetti postumi, come la diffidenza di andare in posti dove si pensava che il mare fosse inquinato o dove l'aria fosse meno pulita rispetto al livello di prima. Sono tutte dinamiche per le quali la stagione è partita tardi".

Le festività natalizie potrebbero aiutare il rilancio del commercio?

"Generalmente, il periodo festivo natalizio risolleva un po' le sorti, ma questo lo potremo sapere solamente dopo Natale.

I consumi sono difficilmente rapportabili a quelli del 2022, perché lo scorso anno c'è stata una variazione positiva del 5,6 percento circa; per l'anno corrente, invece, si raggiunge indicativamente l'1,2 percento. Si fa fatica, quindi, a seguire il trend del 2022: c'è un ribasso soprattutto nella parte voluttuaria.

È complicato. In merito al turismo, poi, i territori regionali sono attrattivi, maggiormente nelle città d'arte, mentre in montagna l'innevamento è indietro. Ma non escludo che, magari, in Appennino si possa sciare giá a breve”.

Ci sono novità sui ristori per le attività che hanno subito i danni dell'alluvione?

"Veniamo costantemente aggiornati dalla Regione Emilia-Romagna sulla questione dei ristori, anche all'interno del Patto di lavoro per il clima. Lavoriamo molto bene con il commissario, il generale Figliuolo, e siamo fiduciosi sul fatto che il governo mantenga le sue promesse.

I ritardi ci sono stati a causa della modulistica, ma l'impegno c'è e vogliamo continuare a credere nelle risposte che ci darà il governo".

Di Mariateresa Mastromarino
(Riproduzione riservata)

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