mar 28 apr 2026

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PRODUZIONE. Confcooperative Abruzzo, Marascia: “Non possiamo produrre meno per essere competitivi. Servono misure rapide per difendere le nostre imprese”

(Antonio Marascia, Presidente Confcooperative Abruzzo)

Di fronte ai dazi americani entrati in vigore lo scorso 2 aprile, anche il mondo cooperativo italiano alza la voce. Antonio Marascia, presidente di Confcooperative Abruzzo, interviene con lucidità e pragmatismo, mettendo al centro le reali difficoltà delle imprese: “Abbiamo criticato i dazi come strumento di politica economica, ma ora che gli Stati Uniti li hanno attivati – seppur in forma meno pesante di quanto annunciato – serve agire con urgenza a difesa della competitività delle nostre aziende.”

Una posizione che si distingue per l’equilibrio tra la fiducia nelle istituzioni e la richiesta di risposte immediate e concrete. “La politica e la diplomazia – ha affermato Marascia – devono ora occuparsi delle contromisure. Ma al tempo stesso non possiamo permetterci di restare in attesa: servono interventi mirati per sostenere le nostre filiere strategiche.” 

I numeri parlano chiaro: le cooperative aderenti a Confcooperative hanno un ruolo di primo piano nell’export agroalimentare verso gli Stati Uniti. Le cantine cooperative fatturano oltre 570 milioni di euro nel mercato USA, pari al 30% dell’intero export vitivinicolo italiano oltreoceano, che nel 2024 ha superato 1,9 miliardi. A questo si aggiungono 122 milioni di euro di esportazioni di formaggi DOP da parte delle cooperative, il 25% del totale italiano verso gli USA.

Secondo Marascia, per contenere i danni e rilanciare l’export, bisogna intervenire subito su tre fronti: "Più fondi per la promozione, in particolare per il vino, al fine di conquistare nuovi mercati. Sburocratizzazione immediata delle procedure per accedere ai bandi, oggi troppo lente e complesse. Politiche europee più incisive, con strumenti snelli per la promozione internazionale, perché quelle attuali sono timide rispetto all’urgenza del momento". Sul fronte nazionale, invece, il presidente di Confcooperative Abruzzo lancia un monito: “Ridurre la produzione per tutelare il patrimonio vitivinicolo non è la strada. Non possiamo pensare di produrre meno per essere più competitivi. Questa logica va ribaltata.”

Oltre alla risposta immediata, Marascia guarda al lungo periodo: “Per i settori più esposti all’export, le istituzioni devono rafforzare i rapporti internazionali. Servono nuovi accordi di libero scambio con paesi extra-UE per migliorare i canali esistenti o aprirne di nuovi. Non possiamo dipendere da un solo mercato.” Le cooperative non chiedono aiuti a fondo perduto, ma condizioni per competere. “La cooperazione ha già dimostrato di saper stare sui mercati internazionali. Quello che chiediamo – conclude Marascia – è di non essere ostacolati da barriere esterne e inefficienze interne. Le nostre imprese vogliono lavorare, esportare, crescere. E noi saremo al loro fianco, con proposte concrete e visione.”

Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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