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21/09/2023

Proietti (Ismea): "Agroalimentare non più cenerentola ma centrale per il Paese"

(Livio Proietti, commissario Ismea)

Il commissario Ismea al convegno organizzato dal Ministero per l'agricoltura: "L'export traina il Pil Nazionale. Gestione del rischio fondamentale dopo gli ultimi eventi che hanno pesato moltissimo sui bilanci delle aziende"

"L'agricoltura e l'industria l'agroalimentare devono diventare sempre più centrali per il Paese. Per anni è stata ritenuta una Cenerentola.

Le esportazioni dell'agroalimentare italiano nel primo trimestre 2023 hanno visto una crescita di quasi il 12 percento, trainando il Pil nazionale. Non a caso il ministero ha cambiato il nome: non è stato un vezzo ma un segnale chiarissimo".

Lo ha spiegato il commissario Ismea Livio Proietti, intervenendo al convegno "La nuova architettura della gestione del rischio nel Piano Strategico della Pace 2023-2027", promosso dal Ministero dell'agricoltura per fare il punto sulla gestione del rischio in agricoltura.

Gli strumenti per la gestione del rischio

"Nel termine sovranità alimentare, che è stato aggiunto al nome del ministero dell'Agricoltura, è racchiuso tutto. Questo settore strategico per l'economia nazionale - ha proseguito Proietti - non può essere abbandonato al destino dei cambiamenti climatici e agli eventi catastrofali, che sono sempre più ricorrenti". 

Dalle gelate alla siccità, dalla peste suina alla peronospera, i danni per il settore primario hanno lasciato quest'anno una pesante eredità sui bilanci delle aziende agricole, anche perché poche ricorrono a strumenti di prevenzione risk management. È necessario quindi trovare il sistema per ridurre al massimo i rischi.

"Guardando al futuro, serve ricerca su sementi sempre più resistenti alla siccità, scelte corrette delle varietà di piante rispetto all'ubicazione dei territori, sistemi adatti di irrigazione innovativi ad esempio con il controllo attraverso i droni".

Il fondo Agricat

Ma serve anche maggior conoscenza di strumenti del risk management. "Serve, infatti, una difesa attiva, con l'innovazione, ma anche una difesa passiva dal danno nel mondo agricolo.

Ancora troppi agricoltori - ha proseguito il commissario Ismea - non conoscono strumenti come le polizze, che devono essere viste in sinergia con il Fondo mutualistico nazionale contro gli eventi catastrofali AgriCat, al suo primo anno di esercizio. E su questo pesa anche una divaricazione totale tra Nord e Centro-Sud", a svantaggio delle regioni meridionali.

Nonostante le polizze assicurative abbiano visto una crescita, sono ancora poco diffuse tra gli agricoltori e limitati a una platea che rappresenta circa il 10 percento delle aziende agricole. E regna una forte asimmetria territoriale.

Secondo l'ultimo rapporto Ismea sulla gestione del rischio, il 78 percento dei valori assicurati si concentra al nord, con una drammatica asimmetria, con il restante 22 percento al centro sud. Tra i motivi, gli alti costi delle polizze ma anche una generale carenza di cultura per la prevenzione dei rischi. 

"Il lavoro che stiamo facendo - ha spiegato il commissario Ismea - è quello di ampliare il ventaglio a disposizione delle imprese e aumentare il grado di resilienza e risorse.

Agricat non è una risposta totalitaria alla gestione del rischio al risarcimento dei danni per eventi catastrofali. Il nuovo fondo Agricat non si sostituisce agli altri strumenti ma integra il sistema di strumenti disponibili".

Redazione Cuoreeconomico
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