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15/11/2022

Rafanelli (Cna Toscana Centro): “Serve una Ue più forte contro lo strapotere della Cina”

(Marcello Rafanelli, presidente di Cna Toscana Centro)

Il presidente della struttura regionale: “Dumping penalizza le imprese italiane, bisogna farsi rispettare. Certezze sul tetto al prezzo del gas o ci saranno problemi per tanti”

Se fino a qualche anno fa la Cina veniva considerata come un’opportunità per le imprese italiane, oggi, con il dumping, rappresenta un allarme per la concorrenza sui mercati internazionali.

Con il graduale ritorno alla normalità Pechino ha diminuito i trasporti, dato che se prima la spesa per un container variava tra i 18 e i 20mila ero, oggi si attesta a circa 4000 euro”, dice Marcello Rafanelli, presidente di Cna Toscana Centro.

“Oltre alla nostra dipendenza dalla Cina - continua - ciò che sta frenando il nostro export è il dollaro, che negli ultimi tempi si è apprezzato del 15% rispetto all’euro e ciò rende i nostri prodotti meno appendibili sul mercato”.

Presidente Rafanelli, condivide l’appello della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per un’Europa più forte nel digitale e nei semiconduttori?

Sì, anche se mi sembra difficile perché ormai i giochi sono fatti. Il problema non è tanto la Cina, quanto l’Italia e l’Ue che non si sono dimostrate abbastanza determinate sul rispetto delle regole e oggi ne stiamo pagando le conseguenze, nonostante la ripresa.

Credo che la scelta del governo Meloni di costituire un ministero per il Made in Italy sia un primo passo per la tutela delle nostre eccellenze”.

Guardando ai problemi di casa nostra, i provvedimenti del governo Draghi come il taglia-bollette e il Dl Aiuti hanno funzionato?

Diciamo che hanno funzionato in misura limitata perché gli aiuti promessi non sono arrivate a tutte le attività, tanto che diverse imprese della chimica e della plastica hanno dovuto ridurre gli orari di lavoro.

Credo che per una vera e propria ripresa dovremmo aspettare il calo della volatilità dei prezzi e la stabilizzazione dei costi di produzione”.

E sulla diffusione delle fonti rinnovabili le misure del governo Draghi hanno sensibilizzato le imprese?

Devo dire che le aziende mi sembrano molto sensibili perché in molte hanno installato impianti solari e fotovoltaici, segno che gli imprenditori hanno compreso i vantaggi delle energie pulite.

Purtroppo questa situazione di incertezza scoraggia gli investimenti negli impianti perché i benefici si vedono nel lungo periodo”.

Occorre stabilire un tetto del prezzo del gas?

Certo, per evitare la frammentazione dell’offerta del gas, ma deve essere complementare a delle politiche che tengano conto della condizione del mercato.

Ad oggi ci sono tante aziende di fornitura elettrica e per il consumatore non ci sono certezze, tanto che alcune compagnie hanno annullato contratti da un giorno all’altro. Purtroppo con i rincari energetici c’è stata speculazione, con chi ha guadagnato troppo e chi poco”.

Condivide i progetti della Regione Toscana legati al Pnrr?

“I progetti mi sembrano validi, ma mi auguro che non vengano frenati dalla burocrazia con il rischio che le aziende non possano partecipare e quindi rimangano irrisolti”.

Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)

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