Raffa (Bankitalia): “L’Emilia-Romagna rallenta, con l’alluvione ora due velocità”

(Pietro Raffa, direttore sede Bologna di Banca d'Italia)
Intervista al direttore della filiale bolognese di Banca d’Italia: “L’occupazione cresce ancora negli altri comparti, ma la calamità ha dato un colpo molto forte ad alcuni settori, in particolare l’agricoltura, soprattutto nelle aree coinvolte”
Nei primi sei mesi dell'anno, l'economia dell'Emilia-Romagna ha rallentato, in linea con quanto accaduto nel resto del Paese. Lo rileva Banca d'Italia che ha presentato a Bologna l'aggiornamento congiunturale.
“L'indicatore trimestrale dell'economia regionale (Iter) – spiega Pietro Raffa, direttore della sede di Bologna – registra un aumento tendenziale del prodotto dell'1,2 per cento, un valore in linea con la media nazionale, ma ampiamente inferiore a quello registrato nello stesso periodo del 2022”.
“Dopo un primo trimestre ancora vivace – chiarisce – , il quadro congiunturale è sensibilmente peggiorato nei mesi primaverili, con una brusca frenata soprattutto della produzione industriale.
Anche i servizi rallentano, così come l'edilizia. Per quanto riguarda l'industria, il dato è strettamente ricollegabile alla flessione che abbiamo registrato nell'esportazione che risente dell'andamento del commercio mondiale.
L'edilizia, poi, soffre della rimodulazione di quelli che sono i bonus fiscali, mentre per i servizi si attenua la spinta che invece avevamo registrato particolarmente forte nell'immediatezza del dopo pandemia”.
Le conseguenze dell’alluvione
“L'alluvione che ha colpito la regione a maggio scorso ha avuto, inoltre – sottolinea – , “un impatto rilevante nel settore dell'agricoltura: abbiamo calcolato che il 31,5 percento delle superfici coltivate è stato interessato da frane e allagamenti”.
Nelle aree interessate dall'alluvione non sembrano esserci stati effetti significativi sulle attivazioni nette: il saldo cumulato del bimestre maggio-giugno è risultato in linea con quelli osservati negli stessi mesi del 2022 e del 2019. La situazione, però – sottolinea ancora Raffa –, cambia nel settore agricolo, dove il saldo “è sensibilmente diminuito”: 1.500 unità a fronte di 3.700 nel 2022 e 4.000 nel 2019".
"Un'analoga riduzione – precisa il direttore – non è stata riscontrata nei comuni delle province non colpite dall'alluvione".
Calano anche le assunzioni
I dati sulle assunzioni nette, poi, mostrano effetti negativi nel bimestre maggio-giugno solo nel settore agricolo: "Una flessione netta dell'occupazione in agricoltura se raffrontata al periodo precedente” specifica Raffa.
Negli altri comparti, invece, “l'occupazione continua a crescere nonostante il rallentamento dell'economia – spiega Raffa – . sono aumentate le ore lavorate e diminuisce il ricorso alla cassa integrazione.
Contemporaneamente, però, riscontriamo che i consumi delle famiglie diminuiscono per effetto dell'inflazione che va ad intaccare il potere d'acquisto in termini reali”.
Di Paola Benedetta Manca
(Riproduzione riservata)
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