mer 18 feb 2026

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ESG89 MADE in UMBRIA - Ranocchia: “Ho deciso di tornare a vivere in Umbria. Credo nel potenziale di crescita della regione”

(Andrea Ranocchia, ex calciatore)

Lavori in corso per MADE in UMBRIA, il tradizionale GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89 di fine anno in programma il 27 e 28 novembre a Foligno, presso l’Auditorium di San Domenico.

Un legame profondo con la sua regione d’origine, l’ex calciatore italiano Andrea Ranocchia racconta della sua scelta di tornare a vivere in Umbria con la sua famiglia. Il territorio è cresciuto rispetto al passato, ora occorre incentivare gli investimenti e migliorare i collegamenti con il mondo esterno.

Essendo nato in Umbria come definirebbe il suo legame con il territorio?

"Ho un legame molto stretto con l’Umbria. Nonostante i tanti anni fuori per lavoro ho deciso di tornare qui per il resto della mia vita. Sono stato via per circa vent’anni, ma nessun posto mi ha dato i legami affettivi che ho costruito qui.

Mi dispiace vederla un po' “isolata” rispetto al resto del Paese, ma è il luogo ideale dove crescere i figli, all’insegna della semplicità".

Che effetto fa, in contesti internazionali, dire di essere umbro? La consiglierebbe come posto in cui abitare?

"Post Covid ho notato una maggiore propensione a investire da parte di connazionali e stranieri. Purtroppo non siamo facili da raggiungere, pur riconoscendo la crescita infrastrutturale in atto, siamo più chiusi rispetto alle regioni limitrofe.

Il potenziale è innegabile, qui è possibile trovare confort che si equiparano a quelli offerti dalla Toscana, ma a prezzi più accessibili, un fattore che ha alimentato il flusso turistico degli ultimi anni".

Potrebbe dirci qual è secondo lei il più grande pregio e difetto della regione?

"Il pregio che può vantare la nostra regione è senza dubbio il turismo enogastronomico e le bellezze paesaggistiche peculiari del territorio. L’Umbria è un tesoro tutto da scoprire, piena di angoli nascosti.

Una bellezza che non ha nulla da invidiare a quella della Toscana, regione molto simile nell’aspetto morfologico territoriale. Fino a qualche anno fa eravamo un po' snobbati, ora la regione sta prendendo piede.

Il più grande difetto? Senza dubbio l’isolamento territoriale: le vie ferroviarie lasciano a desiderare. Spero in maggiori investimenti nei trasporti per favorire una maggiore internazionalizzazione".

Ha mai considerato l’idea di vivere fuori dall’Umbria a fine carriera?

"Nonostante abbia vissuto in tanti posti diversi, primo fra tutti a Milano che è una città all’avanguardia dal punto di vista dei servizi e delle infrastrutture, non ho mai considerato l’idea di non tornare a vivere in Umbria.

Sono tornato due anni fa e ho deciso di investire nel territorio acquistando due hotel per contribuire allo sviluppo della regione facendo la mia parte".

Ultima domanda. Il suo augurio per il futuro dell’Umbria?

"Come dicevo, il territorio è pieno di potenzialità che meritano di essere conosciute e sfruttate. Parlando dell’Umbria veniamo associati a San Francesco e all’imprenditore Brunello Cucinelli, ma c’è anche tanto altro.

A tal proposito è necessario incentivare gli investimenti ottenuti nell’ultimo periodo e potenziare l’internazionalizzazione. La regione era vergine da questo punto di vista, a differenza di Toscana e Marche, eppure vedo l’intraprendenza per avviare un percorso di crescita in cui sicuramente ci sarà da offrire.

Di Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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