Ravenna, si corre per il rigassificatore. Colla: “Sentiamo responsabilità del progetto”

(Vincenzo Colla, Assessore allo sviluppo economico Regione Emilia Romagna)
Presentato il progetto della struttura, che ha ottenuto l’ok bipartisan dell’assemblea regionale. L’assessore allo sviluppo economico: “Area dove sorgerà è vincolata come non soggetta alla pesca, ora si intervenga sul gas”
Mentre a Piombino, dopo l’ok della conferenza dei servizi, le operazioni di costruzione del rigassificatore potrebbero scontrarsi con l’annunciato ricorso del Comune, l’'Emilia-Romagna prosegue dritta verso l'obiettivo della realizzazione del rigassificatore di Ravenna.
Nonostante qualche malumore da parte dei Verdi (che in Regione governano con la maggioranza), durante la campagna elettorale delle elezioni politiche, il progetto va avanti spedito, come riferito anche dalla Giunta in Assemblea legislativa e in un'apposita seduta congiunta della commissione Territorio, ambiente e mobilità e di quella Politiche economiche.
La procedura autorizzativa è stata definita e quasi conclusa e sono stati compattati i tempi di valutazione, compresa la fase partecipativa e di condivisione, anche per quanto riguarda gli espropri.
Il progetto è stato presentato pubblicamente al Palazzo dei congressi di Ravenna ed ha ottenuto l’ok bipartisan di tutto il Consiglio Regionale.
L’'assessore allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, ha sottolineato: “Sentiamo la responsabilità di concretizzare il progetto. Ora l’auspicio è che arrivi l’applicazione del tetto sul prezzo del gas e che, a fine ottobre, ci sia la risposta dall’Europa”.
“Con il rigassificatore di Ravenna - ha aggiunto -, siamo di fronte a un’operazione di valenza internazionale che vuole dare una risposta coerente all’obiettivo della transizione ecologica ed energetica che questo Paese si è dato. Inoltre, fornirà una diversificazione geopolitica degli approvvigionamenti”.
Le integrazioni e le modifiche al progetto
La Regione ha presentato le integrazioni e gli aggiustamenti previsti dopo le richiesta di modifica a Snam, arrivate dalla Conferenza dei servizi.
Uno dei punti importanti riguarda la scelta dell’ancoraggio che avverrà con cassoni annegati, invece che tramite palancole fissate sul fondo del mare. Una protezione maggiore dalle mareggiate e dal moto ondoso.
Il rigassificatore sarà ormeggiato alla piattaforma Petra a 8,5 km dalla costa. Un collettore di 8,5 km, poi, trasporterà il gas e una condotta a terra - che non attraverserà più la pineta di Punta Marina e circumnavigherà la città - farà affluire il gas all’impianto che lo immetterà nella rete nazionale.
Per quanto riguarda l'attracco a Punta Marina della nave gasiera Bw Singapore, saranno espropriati 90 ettari di terra per creare un bosco a protezione dell’area. Un microtunnel eviterà l’attraversamento della pineta.
La piattaforma sarà collegata a terra con una sealine sostanzialmente interrata, la tubazione sarà sotterranea (oltre 10 metri sotto la superficie) e terminerà il suo tragitto oltre spiaggia e pineta e lontano dall’abitato..
Altre misure di ottimizzazione riguardano i fondali marini, la barriera frangiflutti e l’area di dragaggio. I materiali saranno trasportati e dispersi a 31 km dalla costa, in aree idonee (è previsto un deposito sul fondo di sei centimetri, nonostante Ispra consenta fino a 10 cm).
Snam: entro Novembre le autorizzazioni
Snam ha dato rassicurazioni anche sull’uso del cloro: non sono previsti effetti, non ci saranno schiume e le temperature resteranno inalterate. Le integrazioni ora sono al vaglio della seconda Conferenza dei servizi.
Il procedimento si chiuderà con le autorizzazioni, compresa l’intesa della Regione e le normative Seveso e antincendio. Poi, arriverà il decreto del Commissario di Governo per il rigassificatore, Stefano Bonaccini.
Snam conta di avere tutte le autorizzazioni entro novembre e di aprire il cantiere entro marzo-aprile del 2023. La nave arriverà a Ravenna un anno dopo e potrà diventare operativa nel settembre 2024.
Colla: “Scelta di Ravenna non casuale”
“La società che si occuperà dell’operazione - ha chiarito Colla - è una partecipata della portata di Snam, un soggetto in grado di dare risposte a un investimento di questa grandezza.
La scelta di Ravenna non è casuale: vanta competenze eccezionali nel settore dell’energia. La struttura che nascerà in questa regione potrà monitorare nel tempo il progetto. Il percorso è stato molto trasparente e democratico: più di 50 soggetti, oltre a tutti quelli del Patto per il lavoro e per il clima, sono stati coinvolti nella valutazione”.
Nessun pericolo, infine, per la pesca. “L’area individuata - ha assicurato Colla - è già vincolata come non soggetta alla pesca. La nave è a ciclo aperto, perché a ciclo chiuso si brucerebbe più gas in atmosfera, producendo più Co2.
In più, l’attivazione del rigassificatore prevede interventi di mitigazione ambientale, come 90 ettari di piantumazione”.
Di Paola Benedetta Manca
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