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09/05/2023

Rebecchi (Assoviaggi): “Pnrr soddisfa il turismo, ma adesso occorre passare ai fatti, con investimenti precisi”

(Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi e vice presidente di Confesercenti con delega all’internazionalizzazione delle imprese)

Il vicepresidente nazionale di Confesercenti e numero uno della federazione delle agenzie di viaggio: “Serve una strategia chiara per rendere il settore dinamico ed appetibile. Tanti giovani vogliono investire, ma inflazione e burocrazia sono un freno. Attendiamo ancora i soldi del decreto ristori 2021”

Con la Pasqua e le festività comprese tra Aprile e Maggio li italiani hanno ripreso a viaggiare. Secondo l’ultima indagine di Assoviaggi Cts, per la settimana di Pasqua e dei Ponti di primavera sono stati acquistati oltre 1,2 milioni di pacchetti vacanza “tutto compreso” presso la rete delle agenzie italiane, con un aumento del +11% sullo scorso anno.

Se le mete estere sono cresciute del 22% rispetto al 2022, quelle italiane hanno registrato una contrazione del 7%.

Prima dello scoppio della pandemia non abbiamo chiesto ammortizzatori sociali, ma serve una strategia per il settore turistico per renderlo più dinamico e appetibile”, dice Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi e vice presidente di Confesercenti con delega all’internazionalizzazione delle imprese.

“Paesi più piccoli del nostro come l’Arabia Saudita - continua - stanno investendo ingenti somme di denaro nel turismo e anche da noi occorre elaborare una visione strategica che tenga conto di tutta la filiera”.

Presidente, in questo senso il Piano strategico del turismo del Governo rappresenta un buon punto di partenza? 

Siamo contenti che il governo abbia preso in considerazione il settore del turismo stilando un Piano che comprende anche il segmento dei viaggi organizzati, che conta più di 13.000 imprese e 8.000 addetti.

Per noi rappresenta un buon punto di partenza perché finalmente il turismo è stato riconosciuto come una vera e propria industria, al pari della pesca e dell’agricoltura e ora occorre passare ai fatti con investimenti precisi per raggiungere gli obiettivi che il Governo ha stabilito”.

LEGGI LA NOSTRA INTERVISTA ALLA PRESIDENTE DE LUISE

Rimanendo sulle politiche del Governo, come valuta lo stanziamento di i fondi per il turismo sostenibile e per i viaggi didattici?

Accogliamo con favore i provvedimenti ma con l’inflazione e l’instabilità finanziaria i costi sono aumentati per tutti gli attori della filiera del turismo e siamo preoccupati perché vanno a incidere sulle prenotazioni.

Ciò che attendiamo sono i 31 milioni previsti dal decreto Ristori del 2021 e, nonostante siano stati approvati dall’ultima Legge di Bilancio, ancora non abbiamo visto nulla.

Così abbiamo chiesto alla Ministra Santanché di accelerare i tempi per lo stanziamento delle risorse per una ripartizione equa secondo i parametri decisi”.

Crede che, relativamente al vostro settore, l’offerta formativa necessiti di un aggiornamento?  

Abbiamo collaboratori con un’attività media di 10 anni, ma il turismo è un settore in continua evoluzione quindi occorre una formazione con materie professionalizzanti già dalle scuole di secondo grado per specializzare i giovani.

Purtroppo negli anni della pandemia tante persone si sono allontanate dal nostro mondo e una formazione giusta oltre a sviluppare le competenze adatte può essere utile anche per mostrare le opportunità legate ai viaggi.

Spero che il sistema formativo italiano possa essere rinnovato, non solo per gli studenti ma anche per i lavoratori e gli imprenditori”.

E l’aumento del costo del denaro sta gettando ombre su chi vuole aprire un’attività nel turismo?

Per i giovani oggi ci sono più opportunità rispetto a decenni fa, ma il clima è più difficile. L’aumento dei tassi e l’inflazione non aiuta chi vuole aprire un’attività, ma rimangono problemi come l’eccessiva burocrazia, il carico fiscale che ci portiamo dietro danni.

Mi auguro che i giovani possano essere inclusi in una nuova strategia del turismo dando loro agevolazioni e contributi a fondo perduto”.

La convincono i progetti legati al Pnrr?

Alcuni progetti, se realizzati con i giusti metodi, possono portare a risultati importanti, come il rilancio di Italia.it e la creazione di un albo nazionale per raccogliere le imprese autorizzate che lavorano nel settore.

La Direttiva Ue 2302 stabilisce delle certificazioni per gli operatori del turismo e un’anagrafe pubblica rappresenta una sicurezza in più per il consumatore.

Comunque il fatto di aver incluso il turismo nel Pnrr è sicuramente positivo e ora attendiamo di vedere come andranno avanti i progetti”.

Secondo lei la scelta di Venezia di istituire un tetto al numero di turisti è sbagliata?

Ad oggi non stiamo riscontrando un’emergenza da sovra prenotazioni, ma se vogliamo combattere occorre i problemi legati all’eccesso di turisti occorre che le istituzioni e gli operatori si mettano a un tavolo per trovare nuove soluzioni di promozione per nuovi itinerari.

Tante città e tante località sui laghi oggi sono poco frequentate perché sono sconosciute, ma con un giusto riconoscimento potrebbero diventare delle attrazioni di sicuro interesse.

Comprendo che per una città come Venezia l’impatto ambientale del turismo è notevole, ma la sfida credo sia quella di destagionalizzare l’offerta”.

Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)

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