Regione Toscana e sindacati firmano il nuovo patto per il lavoro

(Eugenio Giani, presidente Regione Toscana)
Si tratta di un pacchetto di 9 misure di politica attiva finalizzate a favorire l’inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro, oltre che nuova occupazione. Le destinatarie e i destinatari degli strumenti previsti nel Patto sono prevalentemente persone iscritte allo stato di disoccupazione, residenti in tutto il territorio toscano. Soddisfazione da parte di Cgil, Cisl e Uil
La Toscana vara il “Nuovo Patto per il Lavoro”. Un pacchetto di 9 misure di politica attiva finalizzate a favorire l’inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro, oltre che nuova occupazione: dagli assegni per l’impiego ad azioni a sostegno della fase di 'start up' di impresa e voucher di conciliazione, da misure destinate a lavoratrici e lavoratori coinvolti in crisi aziendali a veri e propri incentivi all'occupazione.
La firma del presidente Eugenio Giani, dell'assessora alla formazione e al lavoro Alessandra Nardini, delle parti sociali e soggetti presenti nella Commissione regionale permanente tripartita è giunta questa mattina nell'auditorium di Sant'Apollonia a Firenze a conclusione dell'incontro di presentazione “Il Nuovo Patto per il Lavoro della Regione Toscana, una nuova sfida per il modello toscano di politiche attive”.
Il Patto è interamente finanziato con la quota ricevuta dalla Toscana - la più significativa tra quelle assegnate alle Regioni - dei “residui storici” della cassa integrazione in deroga sbloccati negli scorsi mesi a livello nazionale e oggetto del protocollo tra Regione e Ministero del Lavoro siglato con l'allora Ministro Orlando e fa tesoro della precedente esperienza del “Piano Integrato per l’Occupazione”, si integra con Gol - Garanzia Occupabilità Lavoratori - il programma nazionale di riforma delle politiche attive, ed il Piano Nuove Competenze, previsti dal Pnrr, con il Pon “Giovani Donne e Lavoro” e con la programmazione regionale Fse+ 2021/2027, ampliando quindi i possibili strumenti di politica attiva e le tipologie di destinatari raggiungibili.
Le destinatarie e i destinatari degli strumenti previsti nel Patto sono prevalentemente persone iscritte allo stato di disoccupazione, residenti in tutto il territorio toscano, ed una particolare attenzione è stata rivolte a donne, giovani e soggetti vulnerabili, coloro che, in questa crisi, rischiano di restare ancora più indietro sul fronte occupazionale.
Il piano include anche specifici interventi per alcune tipologie di occupati. La Regione punta a coinvolgere almeno 10 mila persone.
Entro la fine di dicembre sarà emanato il primo avviso che riguarderà gli incentivi per l’occupazione.
Cosa prevede il Patto
Il Patto prevede di ripartire e assegnare risorse ad ogni territorio su base provinciale, tenendo conto della situazione economica, sociale e occupazionale dei territori e dell’eventuale presenza di aree di crisi complessa e non complessa e delle aree interne, secondo un modello definito da Irpet.
Alle aree di crisi industriale complessa (Livorno e Piombino), non complessa (Massa Carrara) e regionale è stata assegnata una quota di risorse pari complessivamente al 25% dell’intero budget.
In prima battuta è previsto lo stanziamento del 50% delle risorse totali disponibili, per consentire monitoraggi e valutazioni su riparti territoriali ed efficacia delle misure.
Una sorta, quindi, di prima fase di sperimentazione, durante la quale assessorato al lavoro e Commissione regionale permanente tripartita potranno mettere in campo, se necessario, eventuali correttivi, superare, implementare o introdurre altre misure, anche alla luce dell'attuazione degli strumenti previsti dal Pnrr, della nuova programmazione Fse+ 2021/2027 e del mutato scenario socio-economico.
Le parole dei sindacati
Gessica Beneforti, della segreteria Cgil Toscana sottolinea come "Oltre che nel merito, c’è anche nel metodo un elemento innovativo di grande importanza in quest’intesa: attraverso il confronto che si è svolto tra parti sociali e istituzioni locali si sono provati a cogliere i fabbisogni specifici di ogni territorio della Toscana, ognuno diverso dall’altro, a cui rispondere con le risorse a disposizione, valorizzando le differenze per superare le diseguaglianze in termini di sviluppo e accesso alle misure disponibili. Un approccio, questo, improntato alla massima equità e giustizia sociale”.
Ciro Recce, segretario della Cisl Toscana aggiunge: "Ci sono tante risorse a disposizione e quindi abbiamo la possibilità di fare un ottimo lavoro.
Le politiche attive sono quelle che mancano realmente per il mercato del lavoro: le politiche passive funzionano, quelle attive purtroppo non hanno funzionato.
Queste risorse che abbiamo a disposizione permettono di poter formare o riqualificare le persone che non hanno il lavoro o chi lo ha perso".
Per Paolo Fantappiè, Segretario Generale Uil Toscana e Flavio Gambini, rappresentante Uil Toscana nella Commissione regionale tripartita: "Questo patto per il lavoro è un passo in avanti che va nella giusta direzione per ricollocare chi ha perso il lavoro.
È importante che la Toscana intervenga su un tema centrale che colma un vuoto che tocca tante famiglie. Puntare su politiche attive del lavoro e formazione è la strada da percorrere per contrastare la disoccupazione e allo stesso tempo venire incontro alle esigenze delle aziende del territorio".
Redazione Cuoreeconomico
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