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09/11/2022

Regione Umbria, con Solar Attack 26 milioni per la transizione energetica delle imprese

Presentata in sede la manovra economica finanziata da Gepafin. La presidente Tesei: “Sostegno fondamentale per la costruzione di nuovi impianti e scrivere il futuro”

Al via “Solar Attack. Con questa denominazione la Regione Umbria ha voluto chiamare la manovra economica destinata all’economia, che con una dotazione di 26 milioni di euro, ambisce a dare una forte spinta alla transizione energetica delle imprese del territorio.

La manovra, presentata dalla Presidente Donatella Tesei e dall’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Michele Fioroni, insieme al Presidente di Gepafin, Carmelo Campagna, sarà aperta ad una ampia platea di imprese con un forte focus sul settore manifatturiero, particolarmente colpito dalla crisi energetica.

Verso l’autoconsumo

Prima misura che verrà realizzata, in modo particolare, con le risorse della nuova programmazione, Solar Attack destinata infatti 20 milioni alle Pmi, di cui 15 per il settore manifatturiero e 5 per turismo, commercio e servizi alla produzione e altri 6 milioni alla realizzazione di progettualità da parte di grandi imprese.

L’obiettivo centrale della manovra sarà quindi quello di incentivare fortemente l’autoconsumo delle aziende, attraverso la realizzazione di impianti fotovoltaici e accumuli, che la presidente Tesei ha definito “investimenti fondamentali per permettere alle imprese di affrontare il momento contingente della crisi energetica, ma anche i prossimi decenni, in cui la transizione energetica non sarà più un opzione ma un percorso necessario.

La Regione - ha spiegato ancora - ha fatto una scelta di campo importante. Ha deciso di orientare, in maniera consistente, le prime risorse che arriveranno dalla Commissione Europea per il nuovo ciclo di programmazione al tema dei temi, ossia l’energia.

Siamo fiduciosi che questa scelta sarà vincente e che le imprese ne comprenderanno il valore e sfrutteranno al meglio questa opportunità”.

Le novità rispetto al passato

Per prima cosa, seguendo le orme dello “SMART Attack”, una misura a supporto della transizione digitale del tessuto imprenditoriale che ha riscosso particolare successo, anche il “SOLAR Attack” prevedrà incentivi diversi a seconda della taglia dell’investimento.

Le Pmi potranno infatti presentare domanda per tre riserve diverse: Small, per impianti fino a 75kWp di potenza, Medium per impianti da 75kWp a 150 kWp e Large per impianti sopra i 150kWp.

Tali riserve daranno quindi vita a tre graduatorie diverse e gli impianti saranno incentivati, a seconda della taglia, in maniera differente.

In particolare, per lo Small le imprese potranno scegliere tra un fondo perduto del 40% per l’impianto fotovoltaico e del 25% per gli accumuli o un finanziamento del 50% dell’investimento con una remissione del debito pari al 25% dell’investimento.

Per il Medium sarà possibile invece richiedere un fondo perduto del 35% per fotovoltaico e del 20% per le batterie o alternativamente un finanziamento con remissione del debito del 22,5% rispetto all’investimento.

Infine, al Large sarà destinato o un fondo perduto del 30% su fotovoltaico e del 15% su batterie, oppure alternativamente un finanziamento agevolato con remissione del debito del 20% dell’investimento.

Le opportunità di finanziamento

Le possibilità di scegliere tra finanziamento e fondo perduto, definita dal presidente di Gepafin, “un’opportunità di fondamentale importanza, in un momento in cui tante piccole imprese fanno fatica ad accedere al credito”, non sarà possibile per le grandi imprese, le quali potranno richiedere esclusivamente un finanziamento del 50% dell’investimento e con limite massimo di 1.000.000 e con una remissione del debito pari al 20% dell’investimento stesso.

Per quanto riguarda le spese ammissibili, oltre alle spese relative ai materiali inventariabili, quali costi relativi all’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, componenti, nonché le relative spese di montaggio e allacciamento, saranno compresi anche i costi di progettazione fino ad un massimo del 10% dell’investimento.

Per la prima volta saranno inoltre ammissibili anche costi relativi a interventi edili connessi all’installazione dell’impianto, che non potranno superare il 15% dell’investimento.

Redazione Cuoreeconomico
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