Ricci (Cgil Campania): “Gap fra Nord e Sud si allarga: Governo tuteli il Mezzogiorno. Migliorare offerta di lavoro”

(Nicola Ricci, segretario regionale Cgil Campania)
Il segretario regionale del sindacato: “Sud sia argomento nazionale, verificare che i soldi vengano ripartiti in modo corretto. La crisi morde, ma gli spazi per il lavoro ci sono: la politica si interessi seriamente”
La Campania stretta fra un lavoro che manca, le imprese in difficoltà e la crisi energetica che strozza le famiglie. CUOREECONOMICO fa il punto con Nicola Ricci, segretario regionale della Cgil.
La Campania è fra le regioni più in difficoltà dal punto di vista del lavoro. Quanto sta incidendo la crisi attuale sui lavoratori ed in particolare sulle imprese?
“Recentemente abbiamo ricevuto un rendiconto dall’Inps dove emerge un quadro preoccupante perché abbiamo avuto nel giugno 2021 venti milioni di ore di disoccupazione e nell’agosto dello stesso anno la metà di queste ore.
Abbiamo 380.000 inoccupati escludendo le persone che non cercano lavoro attivamente, tra cui anche giovani che non lo richiedono.
Ci troviamo di fronte ad una crisi che vede soltanto 4 persone su 10 che hanno un lavoro e moltissimi di questi a tempo determinato: la media nazionale è 6 su 10, mentre la nostra è 6,5 su 10, quindi tutta la Campania parte con questo svantaggio. Siamo una regione in cui abbiamo 680.000 pensionati e l’importo arriva a poco meno 800 euro.
La disoccupazione inoltre è al 20% ed è aumentata la fuga dei cervelli, con ragazzi laureati che vanno verso il Nord o verso l’Europa”.
Il reddito di cittadinanza è stato di grande aiuto al Sud, ma non ha funzionato nella parte delle politiche attive del lavoro perché a molti percettori sono stati offerti lavori a cifre più basse o per niente. Ed in molti casi è stata una disincentivazione al cercare lavoro. Come bisogna agire secondo lei?
“Abbiamo 890.000 percettori di reddito di cittadinanza con la sola città di Napoli che ne eroga 290.000: questa cifra la dice lunga sulla situazione lavorativa.
Secondo la mia opinione il Reddito di Cittadinanza deve essere ridisegnato e modificato guardando all’incrocio tra domanda e offerta, deve essere creata una proposta di lavoro stabile.
Abbiamo molti settori attivi come il turismo e la gastronomia, come l’automotive e l’aerospazio, che potrebbero dare posti di lavoro. Ma la politica non è intervenuta.
Vediamo poco interesse a risolvere questa situazione: giovani e famiglie dovrebbero essere sostenute, ed invece vengono lasciati soli in mezzo mille difficoltà senza sicurezze”.
Il recente rapporto Svimez segnala che il gap fra Nord e Sud è destinato ad allargarsi. Quali sono le soluzioni?
“Il gap tra Nord e Sud deve essere colmato fornendo delle risorse al meridione e mantenendo gli impegni dei fondi del Pnrr pari al 40% al Mezzogiorno.
Alcuni esponenti politici vorrebbero togliere il Reddito di Cittadinanza, inserendo nuovamente questi fondi per il mercato del lavoro.
Questi aiuti però, come abbiamo notato più volte, finirebbero soltanto al Nord e quindi non sarebbero ripartiti in maniera normale.
Lo sviluppo del Sud deve essere tema nazionale, insieme all’istruzione pubblica, alla sanità, agli investimenti nella cultura e nella transizione digitale”.
Cosa chiedete al Governo? Come il Governo deve collaborare coi sindacati e con gli imprenditori?
“Siamo preoccupati perché vedo che c’è una grossa tentazione che spinge verso l’autonomia. Ma le aree del nord come Emilia, Lombardia e Veneto, rappresentano la metà della ricchezza del paese ed è evidente che questa forma porterebbe disuguaglianza.
Deve essere l’Europa a mantenere solidi i territori più svantaggiati perché se venisse attuata l’autonomia differenziata, per le zone più povere sarebbe una grossa mazzata, che porterebbe ad una situazione molto pesante”.
Il Pnrr rappresenta un punto di ripartenza perché l’Italia riparta in maniera ambiziosa: cosa pensa riguardo a questo argomento?
“Il Pnrr, in cui credo molto, è un’occasione di riscatto e di iniezione di risorse fresche per uno stato sovraindebitato. Nonostante le critiche, è evidente che una buona parte degli obiettivi saranno raggiunti, e molti progetti entro dicembre verranno attuati.
Penso che non vada ritoccato e il suo impianto deve essere mantenuto in questa maniera, perché rivedere alcuni dettagli sarebbe come perdere un’occasione molto seria”.
Di Andrea Rizzatello
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