RINNOVABILI. De Luca: “La legge Energia Umbra è la chiave per il futuro della regione, urgente procedere all’approvazione”

L’Umbria avanza nel settore delle rinnovabili con la legge "Energia Umbra", un disegno di legge regionale approvato dalla Giunta regionale per promuovere la transizione energetica sostenibile e l'autonomia energetica regionale con l'obiettivo di raggiungere zero emissioni nette entro il 2050.
La legge dal titolo “Misure urgenti per la transizione energetica e la tutela del paesaggio umbro", definisce un quadro normativo volto a favorire la produzione di energia da fonti rinnovabili, soprattutto attraverso un mix diversificato di energie come solare, eolico, idroelettrico e geotermico, integrato con tecnologie di accumulo dell'energia come batterie, idrogeno verde e pompe idroelettriche.
Elemento centrale della legge è l'individuazione di aree idonee e non idonee per l'installazione di impianti rinnovabili, con procedure semplificate e tempi autorizzativi ridotti nelle aree idonee, che includono superfici antropizzate, coperture, aree dismesse, parcheggi e infrastrutture esistenti. Le aree non idonee, spesso di pregio paesaggistico o culturale, sono protette prevedendo rischi molto alti di bocciatura per progetti in tali zone.
La legge inoltre valorizza le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) come pilastro del sistema energetico regionale, favorendo la produzione locale di energia e contrastando la povertà energetica. Sono anche previste garanzie finanziarie per la dismissione degli impianti con programmi di compensazione ambientale e territoriale destinati ai comuni o alle comunità energetiche."Il grave ritardo nella realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile, che emerge dal nuovo rapporto Terna, è il risultato di anni di mancate decisioni da parte della politica - commenta l'assessore regionale all'ambiente e all'energia Thomas De Luca analizzando la notizia di Ansa sui dati elaborati da Italia Solare su base Gaudì-Terna”.
L'Umbria a giugno 2025 registra un divario di 80 megawatt di potenza nominale installata di impianti alimentati da fonti di energia rinnovabile rispetto all'obiettivo intermedio fissato dal DM Aree Idonee a 354 megawatt.
"Sono dati che ci spingono a ribadire con forza l'urgenza di procedere all'approvazione della legge entro il mese di settembre. Quella forbice negativa del 20% in meno di impianti è costituita da progetti di piccole e medie imprese, di famiglie che preferiscono rinunciare. Non hanno le forze per assumersi il rischio di un investimento messo a repentaglio da un quadro normativo a dir poco folle. Oggi vanno avanti solo esclusivamente i grandi progetti proposti da gruppi che hanno le risorse economiche per forzare la mano con i territori, con conseguenze incalcolabili. Abbiamo il dovere di consegnare un quadro certo e definito su dove poter realizzare gli impianti, nel più breve tempo e nel minor costo possibile, e dove non si può fare".
L'assessore De Luca infine chiama in causa il Governo. "Il Ministro Pichetto Fratin aveva annunciato che avremmo avuto il nuovo decreto entro luglio, poi prima delle ferie ma ancora non c'è traccia dell'adeguamento alla sentenza del TAR del Lazio che, è bene ricordarlo, dava 60 giorni di tempo a metà maggio. Nell'auspicio che arrivi prima di Natale, ci organizziamo da soli".
Simona Fuso
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