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28/12/2023

Rinnovabili, paradosso Italia: aumentano le installazioni ma dl Energia e Manovra le disincentivano

Il dato dell'osservatorio Anie Rinnovabili: cresce la superficie dedicata a nuovi impianti, benchè ancora molto al di sotto della media europea. Ma le ultime recenti mosse del Governo invece di favorire le fonti pulite, hanno messo loro nuovi ostacoli

La buona notizia è che nei primi nove mesi del 2023 sono stati installati in Italia 3,1 gigawatt di nuove rinnovabili, e che alla fine dell'anno si arriverà a oltre 5 gigawatt.

La cattiva notizia è che non basta: bisognerebbe installare almeno 10 gigawatt all'anno di rinnovabili per rispettare gli obiettivi europei di decarbonizzazione.

E il Decreto Energia e la Legge di Bilancio, denunciano le imprese del settore, invece di favorire le fonti pulite, hanno messo loro nuovi ostacoli.

Secondo Anie Rinnovabili, l'associazione delle aziende delle fonti green, aderente a Confindustria, nei primi 9 mesi del 2023 sono stati installati in Italia 3.122 megawatt di nuova potenza rinnovabile (3,1 gigawatt), il 57 percento in più rispetto allo stesso periodo del 2022: 2.804 Mw sono di fotovoltaico, 305 Mw di eolico e 13 Mw di idroelettrico.

Terna, la società pubblica della rete elettrica, ha dichiarato di fronte alle Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera che nel 2023 si arriverà a 5,5 - 5,8 gigawatt di nuova potenza rinnovabile installata.

Non è un progresso da poco. Nel 2020 erano stati installati in Italia appena 0,8 Gw di rinnovabili. Nel 2021 si era passati a 1,3 Gw, nel 2022 a 3 Gw. Il problema è che anche 5,5 gigawatt in un anno non bastano. 

Cosa serve per raggiungere i target europei

Per raggiungere i target europei, hanno spiegato i manager di Terna, si dovrebbe arrivare tra 8 e 10 Gw l'anno. "Sicuramente si può apprezzare un'accelerazione nel percorso", riconosce Terna. Ma non siamo ancora alla velocità giusta.

Al 30 settembre di quest'anno, le fonti green nel nostro paese arrivavano a 63.838 megawatt (63,8 Gw) e coprivano il 37 percento del fabbisogno nazionale: 4.125 Mw sono di bioenergie, 12.133 Mw di eolico, 27.816 Mw di fotovoltaico, 817 Mw di geotermoelettrico e 18.947 Mw di idroelettrico.

La disincentivazione a norma di legge

Per dieci anni, dal 2012 al 2021, le rinnovabili erano rimaste ferme in Italia, complice il gas russo a basso prezzo. Poi, con lo scoppio della crisi energetica e della guerra in Ucraina, i governi Draghi e Meloni hanno dato una bella accelerata alla posa di pannelli solari e pale eoliche,diventati all'improvviso una questione di sicurezza energetica.

Ma la corsa verso le fonti green non è lineare e priva di ostacoli. Sempre Anie Rinnovabili lamenta che "le fonti rinnovabili producono oggi l'energia elettrica a minor costo rispetto alle fonti fossili", ma "tali costi aumenteranno ulteriormente a causa di due misure legislative recentemente introdotte", nel Decreto legge Energia e nella Legge di Bilancio.

Secondo Anie, "le misure legislative recentemente introdotte renderanno le tariffe incentivanti del Decreto ministeriale Fer 2019 non più congrue per la sostenibilità degli investimenti".

La prima misura contestata Da Anie Rinnovabili, contenuta nel Decreto legge Energia, riguarda il contributo di 10 euro al kilowattora che tutti gli impianti a fonte rinnovabile diversi da geotermico ed idroelettrico di nuova realizzazione con una potenza superiore a 20 kilowatt, dovranno versare al Gse (la società pubblica per la promozione delle rinnovabili) nei primi tre anni dall'entrata in esercizio, per alimentare un fondo di compensazione e di riequilibrio ambientale e territoriale, allo scopo di incentivare le Regioni e le Province autonome ad ospitare impianti a fonti rinnovabili.

La seconda misura criticata è contenuta nella legge di bilancio. Questa introduce la tassazione dei diritti dii superfice per i proprietari delle aree dove sorgono gli impianti. Questi, vedendosi ridurre i ricavi, finiranno per aumentare i canoni ai gestori delle centrali, che a loro volta vedranno ridursi i loro margini e dovranno alzare le tariffe.

In aggiunta, conclude Anie Rinnovabili, per l'idroelettrico sono previsti per il biennio 2024-2025 ulteriori incrementi dei costi, a causa dell'incremento del 13 percento dei canoni di concessione.

Redazione Cuoreeconomico
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