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26/04/2023

Roggerone (Cia Liguria): “Pnrr occasione unica, ma burocrazia frena tutto”

(Stefano Roggerone, presidente di Cia Liguria)

Il presidente dell’associazione di categoria a CUOREECONOMICO: “Le nostre strutture stanno monitorando con attenzione tutte le opportunità legate al piano. Lavoriamo in sinergia con la Regione, con tutti gli enti per cercare di ottenere soluzioni efficaci. Preoccupa la siccità soprattutto a Ponente, dove i torrenti sono quasi secchi”

La crisi energetica come motore per accelerare la transizione ecologica nel settore agricolo ligure; la necessità di realizzare infrastrutture per la raccolta dell’acqua per far fronte alla crisi idrica; e l’importanza di abbattere gli ostacoli burocratici per l’accesso alle risorse del Pnrr.

Questi sono alcuni dei temi toccati dal presidente di Cia Liguria, Stefano Roggerone, che ha spiegato inoltre a  CUOREECONOMICO l’importanza dell’innovazione tecnologica nel comparto agricolo.

Come la crisi energetica ha impattato sul settore agricolo ligure? Avete riscontrato un’accelerazione nell’adesione a modelli produttivi incentrati sulla sostenibilità?

Purtroppo, in maniera analoga a tutti gli altri settori, anche il comparto agricolo ligure ha subìto i pesanti effetti dell’emergenza energetica, con il rincaro delle bollette e l’aumento dei costi delle materie prime.

Questa situazione ha aumento la sensibilità delle nostre imprese agricole verso i temi della transizione ecologica, anche se sottolineo che il percorso virtuoso di adesione ai principi della sostenibilità ambientale era già in atto da tempo.

Abbiamo capito tutti che è fondamentale attrezzarci per promuovere il più possibile le energie rinnovabili. In quest’ambito il settore agricolo può essere protagonista.

Puntiamo molto sul fotovoltaico con installazioni sui tetti di agriturismi, capannoni, stalle. Quello che ha frenato un po’ gli investimenti delle aziende agricole in quest’ambito è stato il fatto che l’energia prodotta è solo per l’autoconsumo.

Per noi invece sarebbe molto interessante avere la possibilità di cedere alla rete questo surplus di energia prodotta.

L’agrivoltaico è invece un qualcosa che ci sfiorerà soltanto. La Liguria ha infatti un territorio che non si presta a questi impianti a causa della sua morfologia, caratterizzata dalla mancanza di grandi estensioni di terreno. A ciò si aggiunge inoltre la necessità di preservare le bellezze naturali di cui la nostra regione è ricca.

Infine un altro ambito su cui le nostre imprese agricole stanno puntando è quello dell’efficienza energetica, con l’introduzione di soluzioni volte a promuovere il più possibile un uso razionale dell’energia”.

Al di là della riduzione dei consumi energetici, in quali altri ambiti state intervento per promuovere la transizione ecologica nel comparto agricolo?

Un punto chiave su cui stiamo lavorando in tema di sostenibilità è la gestione razionale della risorsa idrica. Attualmente la tecnologia ha fatto passi da gigante in quest’ambito e gli investimenti richiesti per l’introduzione di queste soluzioni ora non sono proibitivi.

Ci sono, ad esempio, sensori per misurare l’umidità, la pioggia, nonché sistemi per l’irrigazione a goccia, importanti per non sprecare acqua.

Un altro tema di grande importanza è quello del monitoraggio da remoto delle colture, che però ha registrato purtroppo un rallentamento negli ultimi due anni a causa ad esempio della mancanza dei chip, ma è un settore su cui sicuramente continueremo ad agire.

Altre soluzioni tecnologiche che stiamo sperimentando per il controllo delle colture sono i droni, da impiegare, ad esempio, nella lotta alle patologie delle piante. Questo è un settore nuovo che sta facendo passi da gigante.

Siamo un po’ più preoccupati sul fronte della sostituzione degli agrofarmaci che vengono vietati. Sia ben inteso, la sostenibilità ambientale è un presupposto ineludibile per il settore agricolo e, in particolare, per quello ligure, che utilizza pochissimi agrofarmaci.

Tuttavia, secondo noi, questi divieti non dovrebbero arrivare ex-abrupto, ma dovrebbero essere sostituiti gradualmente con prodotti green secondo una programmazione graduale. Inoltre va sottolineato che spesso ci sono poche alternative agli agrofarmaci, non altrettanto  efficaci.

Ribadisco che riteniamo fondamentale avere prodotti poco impattanti dal punto di vista ambientale, ma è altrettanto fondamentale che questi prodotti ci permettano di combattere in modo efficace le patologie delle piante, altrimenti rischiamo di subire la concorrenza sleale di prodotti, provenienti da altri territori, non in linea con le nostre regole”.

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Come invece la crisi idrica sta impattando sul territorio ligure?

Faccio una premessa: la Liguria ha pochi fiumi e molti torrenti. In generale nel Levante gli effetti della crisi idrica non sono così rilevanti come nel Ponente, dove situazione è oggi drammatica. Non abbiamo piogge importanti oramai da otto-nove mesi, per cui i nostri torrenti sono assolutamente asciutti, siamo preoccupati.

Tra gli strumenti a disposizione per affrontare questa problematica ci sono sicuramente le risorse del Pnrr, da impiegare nella realizzazione di infrastrutture che consentano di raccogliere la poca acqua piovana per poi utilizzarla in un secondo momento, quando serve.

La Liguria non ha vallate molto lunghe, c’è però la possibilità di realizzare invasi di piccole dimensioni, poco impattanti sul territorio, ma molto utili per stoccare acqua e poi distribuirla all’occorrenza.

Un’altra via da percorrere per affrontare in modo efficace la crisi idrica è quella di sfruttare l’acqua ottenuta dai depuratori che, se filtrata bene, si può utilizzare tranquillamente per l’irrigazione.

A ciò si aggiunge, infine, la necessità di abbattere la burocrazia per accelerare la realizzazione di tutti questi progetti virtuosi. Non possiamo più perdere tempo”.

Lei ha menzionato il Pnrr. Qual è l’importanza del Piano di Ripresa e Resilienza per promuovere un’agricoltura sostenibile e all’avanguardia?

Il Pnrr rappresenta un’occasione unica e irripetibile. Tuttavia mi preoccupa la burocrazia, che rallenta tutto. Le nostre strutture stanno monitorando con attenzione tutte le opportunità legate al piano.

Cerchiamo di lavorare in sinergia con la Regione, con tutti gli enti per cercare di ottenere soluzioni efficaci. Riteniamo, in particolare, che nel settore irriguo, si potrebbero realizzare progetti interessanti.

Tuttavia è fondamentale muoversi in modo efficace, individuando l’ente giusto per richiedere l’accesso ai finanziamenti.

Noi abbiamo, ad esempio, il Consorzio Canale Lunense a La Spezia che ha le caratteristiche adeguate per accedere alle risorse del piano”.

Di Monica Giambersio
(Riproduzione riservata)

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