Rollo (Legacoop Puglia): "Pnrr, sì a riprogrammazione ma non sia disimpegno"

(Carmelo Rollo, presidente di Legacoop Puglia)
Il presidente della cooperazione pugliese: "Chiediamo chiarezza non solo per la Puglia ma per tutte le regioni che in questo momento sono paralizzate dalla condizione di non sapere cosa sarà della programmazione fatta e soprattutto di quella a venire"
“È arrivato il momento di fare chiarezza e di dire una volta per tutte che cosa ne sarà delle risorse del Pnrr del Fondo di coesione e sviluppo, dei Fondi strutturali europei 21-27.
Chiediamo chiarezza non solo per la Puglia ma per tutte le regioni che in questo momento sono paralizzate dalla condizione di non sapere cosa sarà della programmazione fatta e soprattutto di quella a venire".
Le parole arrivano da Carmelo Rollo, presidente di Legacoop Puglia, a corredo delle dichiarazioni del Governo sullo scarso utilizzo dei fondi da parte dell'Italia.
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Non possiamo permetterci di restare al buio
"La chiarezza è necessaria - prosegue Rollo - perché, come emerge dal dibattito regionale, anche in virtù di una congiuntura economica molto complessa, non ci possiamo permettere di rimanere ancora al buio rispetto alle dotazioni finanziarie.
Ecco perché è arrivato il momento di fare massima chiarezza sull’attribuzione delle risorse per poter programmare senza correre il rischio di distruggere il sistema economico, sociale e culturale costruito negli ultimi anni anche sopperendo con i fondi europei all’insufficiente attribuzione di fondi ordinari.
Non c’è settore che oggi non sconti criticità che possono rivelarsi fatali per la continuità delle imprese, penso in particolare alla salute, al welfare, alla cultura; così come non ci sono i margini per ritardare il sostegno alle imprese che vogliono innovare ed essere presenti su mercati sempre più sfidanti e competitivi".
"Senza sfuggire all’evidenza delle difficoltà nell’attuare il Pnrr nei tempi previsti, ci auguriamo che si possa procedere ad una chiara riprogrammazione che non vuol dire disimpegno. Una ipotesi quest’ultima da scongiurare in tutti i modi, che il Paese tutto non può permettersi.
Il dissidio Stato-regioni delle ultime settimane, assecondato da una girandola di voci, polemiche strumentali e reali preoccupazioni, ha dato l’impressione di uno scollamento tra potere centrale e poteri locali che non aiuta certo il perseguimento dell’unità nazionale, concetto tanto sbandierato nelle ultime ore, cui riesce davvero difficile credere quando gli intenti sembrano essere del tutto divergenti”.
Redazione Cuoreeconomico
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