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04/09/2023

Rossi (Cgil Toscana): “Con i ritardi nel Pnrr a rischio 20.000 posti di lavoro e un punto di Pil”

(Rossano Rossi, segretario di Cgil Toscana)

Il neosegretario regionale del sindacato: “Da noi inflazione più alta della media nazionale e carrello della spesa aumentato fino al 10 percento. Tanti tavoli di crisi aperti, lo stallo non aiuta e intanto le famiglie sono costrette a scegliere se mangiare o curarsi”

Nonostante la Toscana abbia registrato miglioramenti sotto tanti indicatori (a cominciare dall’aumento dei turisti), l’inflazione sta erodendo gli stipendi, tanto che secondo l’ultimo studio di Ires la perdita media del potere di acquisto di un lavoratore dipendente è stata di 2.411 euro.

In Toscana l’inflazione è stata più alta rispetto a quella nazionale, a cominciare dai beni di prima necessità, che hanno visto un aumento del 10 percento”, dice Rossano Rossi, neo segretario di Cgil Toscana.

Ma l’aumento dei prezzi non è l’unico problema per tante famiglie toscane, perché tante crisi sono ancora aperte con le grandi aziende come la Whirpool a Siena o la Gkn a Firenze. 

“Il settore manifatturiero - continua - rappresenta un fiore all’occhiello della nostra regione perché dà lavoro a tante persone ma sul territorio il rapporto con le multinazionali a volte non funziona”.

Segretario, oltre alle crisi con le multinazionali crede che con il mancato rinnovo agli operai forestali i territori possano essere meno tutelati?       

Non si comprende perché non si debba rinnovare il contratto ai forestali, quando la Toscana è la seconda regione italiana per numero di foreste.

Oltre che nel corpo forestale, anche sulla sanità vediamo che le condizioni in cui versano i lavoratori sono pessime e gli infermieri e i medici rischiano il burnout.

D’altronde tutti i governi che si sono succeduti hanno fatto degli per decine di miliardi e anche i servizi sanitari efficienti come quelli in Toscana stanno avendo sempre più problemi”.

Sul Pnrr ormai è scontro tra le forze politiche. Voi come vivete questo problema?   

Con preoccupazione perché i ritardi legati al Pnrr si fanno sentire anche sull’occupazione. Nonostante le rassicurazioni del Ministro Fitto ancora non sono arrivati i 16 miliardi della quarta rata per la Toscana il rischio è quello di perdere 20.000 posti di lavoro, cioè un punto di Pil in meno”.

Venendo alle politiche nazionali, come valuta l’introduzione di un salario minimo?

Per noi la via maestra è la contrattazione nazionale, ma in Italia esistono milioni di lavoratori poveri che guadagnano meno di nove euro all’ora e quindi il salario minimo è senza dubbio una misura giusta.

Negli ultimi anni si sono verificate tante ingiustizie nel lavoro, con tanti contratti pirata e tante imprese troppo rigide tanto alcuni settori non rientrano nei contratti nazionali.

Trovo ridicola la discussione secondo cui il salario minimo è un provvedimento comunista, perché i salari italiani sono trai i più bassi d’Europa e quindi occorre un sistema che dia ossigeno ai lavoratori”.

Come giudica l’eliminazione del reddito di cittadinanza?

Si tratta di una vera e propria cattiveria perché in questo contesto di forte inflazione e come quello che stiamo vivendo il reddito di cittadinanza rappresenta una fonte per i più poveri.

Con la sanità in crisi tante persone rinunciano a curarsi in maniera adeguata e l’abbandono scolastico è sempre più crescente, tutti campanelli di allarme che indicano che la povertà sta aumentando.

Ovviamente il reddito di cittadinanza non era perfetto, tanto che non ho difficoltà a dire che non ha incoraggiato l’occupazione, anche se ha consentito a tante persone di mangiare.

Quanto alle risorse, quello dello spreco è un falso problema, perché in media le somme erogate sono state intorno ai 500 euro e in Toscana ha interessato circa 25.000 persone”.

Sugli extraprofitti delle banche il Governo ha fatto bene a proporre un provvedimento ad-hoc per la tassazione?

Certo perché nonostante la pandemia e l’inflazione le banche hanno registrato utili di vasta portata, basti pensare al Superbonus.

Più in generale ritengo sbagliato l’impianto fiscale del Governo perché non considera le fasce più deboli, a cominciare dalle pensioni che quelle medie sono tasse da 80 a 350 euro. Per questo il prossimo 7 settembre scenderemo in Piazza per protestare”.

Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)

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