Russo (Cisl Calabria): “Rigassificatore ed eolico occasioni da sfruttare, ma prima di tutto servono infrastrutture”

(Antonio Russo, segretario generale della Cisl Calabria)
Il segretario del sindacato: “È urgente completare l’A2, definire i tempi per la nuova strada statale 106 e serve assolutamente l’alta velocità. Sul Pnrr, subito un tavolo per fare chiarezza su cronoprogrammi, percorsi e tempi di realizzazione delle opere”
Piccoli ma comunque concreti segnali di luce. È un bilancio positivo quello da parte di Antonio Russo, segretario generale della Cisl Calabria, relativo alle decisioni economiche assunte in questa prima fase del governo Meloni.
Il numero uno calabrese della Cisl chiede di insistere con il confronto propositivo nell’interesse della comunità approfittando della preziosa opportunità dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Per Russo le infrastrutture e la sanità rappresentano, invece, i punti deboli del territorio calabrese, su cui bisogna intervenire rapidamente.
Segretario, come giudica l’operato del governo Meloni in merito alle recenti scelte economiche assunte?
“La scelta del confronto che ha caratterizzato e caratterizza l’azione della Cisl ci fa dire che alcuni risultati significativi sono stati raggiunti, in una manovra finanziaria ingessata che impegna solo 24 miliardi, di cui 18 in deficit.
Non era facile invertire la tendenza dei mancati finanziamenti alla sanità e postare tre miliardi per il comparto, così come non era scontato recuperare cinque miliardi per il rinnovo del contratto del pubblico impiego né prorogare il taglio del cuneo fiscale che chiediamo diventi strutturale, in modo da far arrivare ai lavoratori più liquidità.
Sono solo alcuni esempi, dal momento che con un debito pubblico che costa al Paese quel che costa, si tratta di risultati non secondari”.
Come Cisl richiedete modifiche in particolare su investimenti, pensionati, politiche dei redditi e sanità.
“Chiediamo più risorse per fragilità e non autosufficienza. La presentazione in Cdm del decreto attuativo della Legge Delega n. 33/2023 nei tempi previsti dal Pnrr è un passo importante per costruire un nuovo modello di welfare che risponda ai bisogni di 14 milioni di anziani.
Ci vorranno, però, ulteriori provvedimenti per arrivare a contenuti esigibili e tangibili. Chiediamo inoltre, per chi vuole andare in pensione, misure di flessibilità per il superamento della legge Fornero, l’eliminazione delle penalizzazioni su quota 103, ape sociale e opzione donna; la cancellazione dei tagli alle rendite pensionistiche di alcune categorie di lavoratori; la piena indicizzazione delle pensioni per tutti; una maggiore equità fiscale e un deciso contrasto all’elusione e all’evasione”.
Che anno è stato il 2023 per la Calabria?
“Faccio solo due riferimenti, di enorme rilevanza. Il tema del lavoro, e del lavoro dignitoso, resta centrale nella nostra regione per i tanti precari, per i giovani costretti a lasciare la nostra terra, per chi perde l’occupazione, per le famiglie; la sanità rimane un punto dolente per la mancata fruizione dei Livelli essenziali di assistenza da parte di tutti i cittadini”.
Come si può rendere attrattiva questa regione?
“Vediamo diverse opportunità di sviluppo. Penso al rigassificatore di Gioia Tauro, al progetto di polo industriale per l’eolico offshore, al progetto di Baker Hughes a Corigliano Rossano e Vibo. Servono, naturalmente, confronto e valutazione nel merito.
Bisogna rendere attrattiva la Calabria per gli investitori, puntando sulla Zes, sulla valorizzazione del porto di Gioia Tauro e di tutto il sistema portuale calabrese, su una migliore ed efficiente mobilità”.
Capitolo infrastrutture, nota dolente per la regione calabrese. Quali le priorità su cui lavorare?
“A questo mi riferivo parlando di una migliore e più efficiente mobilità. La Calabria deve essere liberata dall’isolamento che riguarda soprattutto alcuni territori.
Anche insieme a Cgil e Uil abbiamo ribadito l’urgenza di realizzare gli investimenti promessi, di fare chiarezza su tante opere di fronte ad annunci di cifre e progetti, di tracciati, come quello per l’Alta Velocità, che cambiano.
È urgente completare l’A2, definire i tempi per la nuova strada statale 106. Riguardo a quest’ultima, in particolare, vogliamo sottolineare la priorità assoluta della sua messa in sicurezza e della cantierizzazione finalizzata al rifacimento a quattro corsie con barriera per l’intero tracciato.
La Calabria ha bisogno anche dell’Alta Velocità e della elettrificazione della ferrovia Jonica, di investimenti e interventi sulle altre arterie stradali e sui collegamenti tra le aree interne, ma notiamo notevoli ritardi da parte di Governo, Anas e Rfi.
Su questi temi e su altre questioni relative alla “vertenza Calabria” abbiamo chiesto al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, la convocazione di un tavolo con Rete Ferroviaria Italiana e Anas al fine di accelerare la realizzazione di fondamentali opere infrastrutturali. Con Anas il dialogo è stato avviato in merito alla 106”.
Come la Calabria si sta preparando all’ importante sfida del Pnrr? E dal suo punto di vista, come è possibile valorizzare al meglio queste preziose opportunità per il rilancio del Mezzogiorno e della Calabria?
“Mai come oggi è possibile attingere a risorse importanti come quelle del Pnrr, quelle del Fondo Sviluppo e Coesione di cui l’80 percento va al sud. La spesa è molto rallentata per intervenire in vari ambiti, per rilanciare la crescita, per creare lavoro finalizzato alla realizzazione di infrastrutture materiali e immateriali.
Risorse del Fondo sviluppo e coesione e Zes unica, come dicevo, devono far diventare attrattivi i territori del sud, a partire dai sistemi portuali.
Abbiamo giudicato positivamente lo stanziamento di 3 miliardi per la strada statale 106: ora si tratta di mettere a terra gli investimenti e realizzare le opere aprendo i cantieri, ma anche ultimando gli interventi, come abbiamo chiesto ad Anas”.
In conclusione, cosa chiedete al governo regionale?
“Alla Regione chiediamo di promuovere l’apertura o la prosecuzione di tavoli sugli interventi programmati, al fine di fare chiarezza su cronoprogrammi, percorsi e tempi di realizzazione delle opere. È necessario, inoltre, un confronto serrato sui temi del lavoro dignitoso, sicuro, stabile, orientato verso lo sviluppo.
Tutti gli interventi sul sistema sanitario, inoltre, devono puntare al miglioramento del servizio, a dare dignità al personale che opera tra mille difficoltà, alla qualificazione dell’offerta, alla riduzione di liste d’attesa ed emigrazione sanitaria.
La tutela dell’ambiente e la messa in sicurezza del territorio necessitano di un’attenta ed oculata riflessione sugli interventi necessari ad evitare nuove tragedie e a valorizzare le tante ricchezze naturali che la Calabria offre, a partire dalla risorsa mare, per incentivare il mercato turistico.
Senza dimenticare che le vertenze aperte negli enti strumentali della Regione Calabria richiedono immediati tavoli di confronto utili a migliorare la qualità dei servizi erogati e ad evitare mortificazioni al personale che vi opera, spesso insufficiente e sottodimensionato.
Non mancano i segnali di apertura su questi e altri temi, ma bisogna individuare e attuare gli interventi da realizzare per concretizzare gli impegni assunti.
Quando manca il lavoro, la sanità non migliora significativamente e le politiche sociali sono al di sotto dei molti bisogni, la coesione sociale è a rischio e la politica deve saper ascoltare il disagio”.
Di Guido Tortorelli
(Riproduzione riservata)
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