ven 20 mar 2026

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Russo (Cisl Calabria): “Siamo fiduciosi nella Zes unica e preferiamo il confronto alla cultura del no”

(Tonino Russo, Segretario di Cisl Calabria)

Il segretario regionale del sindacato: “Siamo fiduciosi, preferiamo il confronto alla cultura del no. Ora però occorre lavorare per formare maestranze e monitorare attentamente i progetti, che in Italia si chiudono sempre con difficoltà”

Con il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 29 novembre scorso, le 8 Zes del Sud Italia dal 1 gennaio 2024 verranno conglobate sono un’unica Zona economica speciale del Mezzogiorno. Fra queste c’è la Calabria che, come le altre regioni, potrà assumere fino a 2200 unità di personale non dirigenziale.

“Siamo stati sostenitori di una fiscalità di vantaggio e di semplificazioni per le imprese che devono trovare condizioni giuste per investire in un territorio che ha carenze infrastrutturali importanti”, dice Tonino Russo, Segretario di Cisl Calabria.

Valuteremo dai frutti il passaggio alla Zes unica - continua -, anche se sappiamo che non si crea lavoro per decreto ma non possiamo nemmeno far prevalere posizioni ideologiche che hanno fatto perdere tante occasioni”

Segretario, che cosa si augura dopo l’accordo tra la Regione e WeBuild?

"Il protocollo d’intesa fra Regione Calabria e WeBuild è importante, perché consente di programmare in anticipo la formazione delle competenze e dei saperi professionali che servono per la realizzazione delle opere.

Per noi è fondamentale formare maestranze qualificate da inserire in un sistema di politiche attive che parta realmente dai fabbisogni delle imprese".

A fronte delle rassicurazioni del Presidente Occhiuto per il Ponte sullo Stretto e per i lavori del tratto calabrese dell’A2, come valuta l’impegno della Regione sulle infrastrutture?

"Occorre realizzare gli investimenti annunciati e fare chiarezza su tempi e tracciati di tante opere perché registriamo annunci di cifre e progetti come quello per l’Alta Velocità, che cambiano.

La Cisl è un sindacato riformista e siamo per migliorare il livello di dotazione infrastrutturale e da sempre a sostegno del Ponte sullo Stretto, ma allo stesso tempo è urgente completare l’A2, definire tempi e progetti della nuova S.S. 106.

Per promuovere questo sviluppo serve un tavolo istituzionale di confronto con la Regione, Anas, Rfi, OO.SS, da far partire immediatamente per accompagnare la cantierizzazione delle opere".

Con i progetti del rigassificatore di Gioia Tauro e del Polo eolico del Sud, crede che il Dl Energia possa dare ricadute positive alla vostra regione?

"I risvolti geopolitici dopo il conflitto in Ucraina stanno cambiando gli scenari politici, ma noi da sempre sosteniamo che il rigassificatore di Gioia Tauro sia fondamentale per il Paese e per la Calabria che può dimenare hub energetico euro-mediterraneo.

Ora serve passare ai fatti, con un confronto che possa portare  a condizioni di favore in relazione ai costi energetici sostenuti dalle imprese che si insediano sui territori che saranno individuati. Il rigassificatore dovrà essere accompagnato dalla piastra del freddo, che può far decollare il sistema agroalimentare del Mezzogiorno".

Venendo alle politiche del Governo, come valuta la Manovra?

"Vediamo luci e ombre. Consideriamo positiva la conferma del taglio del cuneo fiscale e la riduzione al 23% dell’aliquota fiscale fino a 28.000 euro. Così come valutiamo positivamente lo stanziamento di risorse per il rinnovo dei contratti pubblici, ma sono necessarie alcune modifiche.

Ad esempio, l’art. 33 della Legge di Stabilità è profondamente iniquo perché introduce penalizzazioni sul versante previdenziale per alcune categorie di lavoratori quali medici, infermieri, maestre d’asilo.

Certo, il taglio di 37 miliardi operato dal 2010 al 2019 ha lasciato macerie, ma finanziamento di 3 miliardi per la Sanità è solo un primo passo, serve investire di più per la salute dei cittadini, sapendo che non è solo un problema di risorse, ma anche di organizzazione.

Aggiungo che chiediamo il finanziamento della legge per la non autosufficienza e, per le pensioni, il riconoscimento dell’adeguamento all’inflazione al 100% per tutti i pensionati e una maggiore flessibilità per l’uscita dal mondo del lavoro".

Ora che il Pnrr è arrivato alla quarta rata, vi sentite rassicurati per il futuro?

"A parte i 69 miliardi di euro a fondo perduto, i fondi del Pnrr sono un prestito che pagheranno le future generazioni. Servono, perciò, un’attenzione vigile e un monitoraggio costante sulla capacità di messa a terra degli investimenti, in un Paese dove troppo spesso i cantieri si aprono e poi non si chiudono mai.

Il nostro compito è, come sindacato, come Cisl, quello di fare da sentinelle rispetto alla realizzazione dei progetti, con un sguardo rivolto verso l’occupazione che sarà creata, nel rispetto delle clausole relative all’assunzione di giovani e donne, clausole alle quali non si può derogare con disinvoltura, altrimenti si smarrisce la finalità di un Pnrr che costituisce la versione italiana del Next Generation Eu, il piano per le generazioni dell’Europa che verrà".

Restando in tema di rapporti fra Italia e Ue, crede che sia stato giusto mettere un freno all’aumento del costo del denaro?

"Sicuramente è importante contenere le dinamiche inflattive che decurtano pesantemente il potere d’acquisto di salario e pensioni, ma c’è stata tanta speculazione anche sui beni di prima necessità che doveva essere tenuta sotto controllo".

Vi preoccupa la desertificazione bancaria?

"Sì, in Calabria un terzo dei cittadini risiede in comuni che non hanno neanche uno sportello bancario. Dove arretrano i servizi, si alimentano i processi di contrazione demografica in una regione che è sempre più anziana, con gli over 65 che sono 430.000 circa su 1.845.000 abitanti. E in questo contesto la chiusura degli sportelli è ancora più grave".

Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)

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