Sabatini (Abi): "Norma manovra per alluvione non è sostenibile per le banche"

(Giovanni Sabatini, direttore generale dell'Abi)
L'allarme del direttore generale dell'associazione bancaria: "Troppi crediti d'imposta. Inoltre sarebbe vantaggioso non limitare l'accesso solo alle banche fisicamente presenti nelle regioni colpite, come Emilia-Romagna, Toscana e Marche. Superbonus? Sforzo in atto, ma ci vuole tempo"
"La norma della Manovra sulla cessione dei crediti d'imposta e i finanziamenti agevolati per la ricostruzione dopo l'alluvione di Maggio potrebbe causare problemi di sostenibilità".
Così Giovanni Sabatini, direttore generale dell'Abi "Le banche, che già devono affrontare altri tipi di crediti d'imposta, potrebbero non avere la capacità fiscale sufficiente per gestire questa nuova norma".
"L'Abi ha già iniziato a discutere con Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) per stabilire come verranno erogati i contributi pubblici attraverso le banche," ha continuato Sabatini.
"Inoltre, ritengo che sarebbe vantaggioso non limitare l'accesso solo alle banche fisicamente presenti nelle regioni colpite, come Emilia-Romagna, Toscana e Marche.
Dovremmo anche considerare la possibilità di coprire le spese di ricostruzione già anticipate dai beneficiari attraverso il credito bancario, seguendo l'esempio delle misure adottate dopo il terremoto nel Centro Italia".
Deroga alle Norme Ueper: una richiesta dell'Abi per le regioni del Centro Italia
Sabatini ha espresso preoccupazioni riguardo alle norme Ueper e ha sottolineato la necessità di una deroga per le regioni del Centro Italia colpite dal terremoto.
"Abbiamo il paradosso che, anche se la banca vuole aiutare il cliente ad affrontare una situazione difficile, spalmare il debito su un periodo più lungo, non può farlo a causa del rischio di pregiudicare la condizione del beneficiario," ha spiegato. "Questo potrebbe rendere molto più difficile ottenere nuovi finanziamenti".
"Le banche sono soggette a disposizioni di vigilanza europee che considerano tali operazioni come misure di 'concessione', con conseguente classificazione del beneficiario come soggetto che ha usufruito di una misura di 'concessione'," ha continuato Sabatini.
"Ciò mette il beneficiario sotto osservazione per il futuro rispetto al rimborso del finanziamento, il che potrebbe comportare un aumento dei requisiti di capitale da parte della banca".
"Inoltre, in alcuni casi, la stessa esposizione deve essere classificata come 'deteriorata' (in default)," ha sottolineato.
"Questo si applica alle moratorie concesse dalle banche, che riducono i pagamenti attuali netti relativi all'esposizione."
La questione Superbonus
Sabatini ha anche discusso delle sfide legate al superbonus e alle cessioni di credito. "Ci sono sforzi nel settore bancario per riattivare il circuito delle cessioni di credito per il superbonus," ha detto. "Tuttavia, questa procedura richiede più tempo rispetto all'alternativa dell'F24, che avevamo proposto ma non è stata adottata".
"Abbiamo visto alcune misure che hanno migliorato la posizione giuridica degli acquirenti," ha aggiunto, "ma si tratta comunque di un processo lento".
Ha menzionato il fallimento di un tentativo di creare una piattaforma per facilitare l'incontro tra domanda e offerta, sottolineando che una piattaforma Abi potrebbe non essere possibile a causa delle preoccupazioni antitrust.
Redazione Cuoreeconomico
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