ven 20 mar 2026

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SANITÀ. Marche, denuncia dei sindacati: “Curarsi è roba da ricchi”

Sanità sempre più a pagamento e nelle mani dei privati, con liste d’attesa lunghe e rette delle strutture sociosanitarie che ricadono sulle spalle degli utenti. A denunciare la situazione della sanità nelle Marche sono la Uil e Uil Pensionati Marche, critici nei confronti della Regione e delle scelte politiche degli ultimi anni.

“Le lunghe liste di attesa sono la principale causa del ricorso alle prestazioni private – commenta Marina Marozzi, segretaria generale della Uil Pensionati Marche. Se, come dice la Fondazione Gimbe rielaborando i dati dell’Istat, ogni marchigiano spende 638 euro (anno 2023) per curarsi, si deduce come sempre più marchigiani siano costretti a rinunciare a curarsi: sono stati il 9,7% contro la media nazionale del 7,6% - terza regione dopo Sardegna e Lazio - e, analizzando la media regionale, emerge che il 7,8% sono uomini e l’11,6% sono donne.

Costi che aumentano anche per i pazienti delle strutture sociosanitarie. “Il Fondo di Solidarietà con il quale i Comuni sostenevano il pagamento delle rette dei cittadini meno abbienti è stato azzerato – attacca Claudia Mazzucchelli, segretaria generale della Uil Marche – La Uil aveva, invece, chiesto all’assessore regionale Saltamartini di incrementare le risorse e di allargare la platea del fondo, rappresentata inizialmente da disabili e psichiatrici, anche agli anziani non autosufficienti. L’assessore aveva assunto nel tempo precisi intendimenti – prosegue Mazzucchelli – ma quel che rimane è soltanto un’utenza che fa sempre più difficoltà a sopravvivere”.

Simona Fuso
(Riproduzione riservata)

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