Saraceni (Cna Abruzzo): “Regione sblocchi 5 milioni per le Pmi. Su Pnrr non sprecare soldi”

(Savino Saraceni, presidente di Cna Abruzzo)
Il presidente degli artigiani abruzzesi a CUOREECONOMICO: “La zona economica esclusiva rischia di isolare l’Abruzzo, perché servono specialisti per mettere a terra i progetti. Fondamentale sostenere l’accesso al credito con ogni iniziativa in questo momento delicato. Serve un direttore per l’aeroporto o lo scalo ne uscirà penalizzato”
Dopo l’aumento del costo del denaro deciso dalla Bce lo scorso luglio, per le imprese l’accesso alc redito è sempre più difficile, soprattutto per quelle più piccole.
Secondo uno studio del centro studio di Cna Abruzzo, nel 2022 sono stati concessi 107 milioni in meno alle piccole imprese (con una diminuzione de 4,63 percento rispetto all’anno precedente), mentre alle imprese medio – grandi sono aumentati incremento del 4,42, in netta controtendenza nei confronti di una media Italia attestata sul -0,86 percento.
“Non comprendiamo il motivo per cui la Regione Abruzzo mantenga inspiegabilmente chiuso nel cassetto, da due anni e mezzo, un provvedimento di 5 milioni di euro destinato a voucher per le piccole imprese che accedono al credito bancario attraverso i confidi” dice Savino Saraceni, presidente di Cna Abruzzo.
“Sin qui - continua - la pressione che abbiamo esercitato insieme alle altre organizzazioni di rappresentanza non ha dato esito alcuno, ma questo danneggia ulteriormente il mondo della micro impresa e tutto questa avviene in un momento nel quale, alla carenza di credito si aggiunge l’aumento dei costi nella gestione dei conti correnti bancari, che risulta per le imprese sempre più oneroso e quasi insostenibile”.
Presidente, secondo lei è giusta la tassa sugli extraprofitti delle banche?
“Se ne può discutere, anche se credo esista una bella differenza tra i colossi della finanza e una banca di credito cooperativo. Poi, magari, si dovrebbe poter parlare anche di extraprofitti generati altrove, da altri colossi, come quelli del web o quelli legati al mondo dell’energia”.
Sul Pnrr come valuta l’impegno del Governo?
“Credo che si debba fare presto, si debba fare bene e nessun euro deve andare perduto. Un giudizio, insomma, si potrà trarre solo alla fine. Intanto in Abruzzo prendiamo atto della cancellazione dal Pnrr dei fondi destinati alla velocizzazione della linea ferroviaria Roma-Pescara, e questo è profondamente sbagliato”.
Rimanendo nei rapporti tra Italia e Ue, crede che l’impianto del Green Deal sia valido?
“Come Cna abbiamo illustrato al Governo alcune proposte che stanno dentro l’orizzonte del Green Deal. In particolare, sosteniamo la necessità di incentivare l’installazione di piccoli impianti fotovoltaici sui tetti degli immobili strumentali, sfruttando l’enorme potenziale delle piccole imprese stimabile in oltre mezzo milione di immobili.
L’integrazione del Repower EU nel Pnrr offre l’opportunità per un maggiore coinvolgimento delle Pmi per la realizzazione degli investimenti.
Inoltre, sottolineiamo l’esigenza di garantire adeguata programmazione e di risorse, per gestire le sfide in arrivo dall’Europa, a partire dal riordino dei meccanismi di incentivazione per la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare,prevedendo un programma di medio e lungo termine”.
In relazione all’impatto sulla regione Abruzzo, crede sia stato un errore eliminare il Superbonus?
“Come nel resto d’Italia, il blocco dei crediti fermi nei cassetti fiscali delle imprese che hanno lavorato al Superbonus rischia di produrre un’autentica bomba sociale dagli esiti imprevedibili, con il rischio fallimento per decine e decine d’imprese di costruzioni, ma anche per i bilanci delle famiglie.
Per questo, d’intesa con le altre sigle associative del settore, abbiamo chiesto la proroga del provvedimento per un tempo ragionevole che consenta di completare i lavori avviati, ma anche l’introduzione di misure immediate per lo sblocco dei crediti.
In questo caso sarebbe auspicabile un intervento della Regione, magari attraverso le sue aziende pubbliche controllate, per partecipare alla compensazione dei crediti fiscali: ma al momento siamo sostanzialmente solo in presenza di annunci.
In Abruzzo, infine, che è purtroppo terra a forte rischio sismico, la messa sicurezza del patrimonio edilizio non è e non potrà mai essere un optional”.
Crede che l’istituzione della Zona economica esclusiva riservi opportunità?
“Siamo d’accordo in linea di principio, ma l’Abruzzo rischia di uscire penalizzato perché allo stato attuale non sono previsti meccanismi che permettano l’assunzione nella nostra regione di specialisti in grado di gestire le numerose e complesse operazioni collegate. Al contrario di quel che avverrà per tutti gli altri territori coinvolti”.
Pensa che ci sia bisogno di un direttore generale per l’Aeroporto d’Abruzzo?
“L’aeroporto rappresenta un’infrastruttura unica e strategica non solo per lo sviluppo economico ma anche per il rilancio sociale del territorio. Immaginare che possa restare a lungo senza la guida della figura manageriale di riferimento significa votarsi a un sicuro declino che non possiamo permetterci.
Oltretutto, i numeri dicono che, nell’area adriatica, il nostro scalo è il più trafficato dopo i poli di Venezia a Nord e Bari-Brindisi a sud che è frutto di una crescita costante negli anni, con ricadute positive per tutto il sistema Abruzzo.
In un momento di incertezza nei rapporti con le maggiori compagnie aeree come lo scontro tra governo e Ryanair, ma anche ad alcune discutibili scelte di Ita Airways, non vorrei che a farne le spese fossero gli scali più piccoli del Paese. Per tutto ciò una figura di riferimento è imprescindibile”.
Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)
Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com










