Scende il petrolio ma sale la benzina: inchiesta della Procura di Roma

Finiti gli sconti sulle accise, prezzi di nuovo fuori controllo. Scattano i controlli da parte di Mef e Ministero delle Imprese, ma l'indagine più importante è quella della Guardia di Finanza. Codacons: "Boicottate le pompe più care"
La fine degli sconti sulle accise è coincisa con il rialzo del prezzo della benzina alle pompe. Condizione di per sè fisiologica, ovviamente.
Ma non certo nei modi in cui si sta verificando, visto che i prezzi del carburante si stanno nuovamente impennando. Un dato controcorrente se si considera che il Brent in due mesi ha subito un deprezzamento del -25,5%, passando dai 99 dollari al barile del 7 novembre 2022 agli attuali 73,7 dollari.
Situazione analoga per il Wti, che passa dai 92,5 dollari al barile di novembre ai 78,6 dollari di oggi (-15%). Anche rispetto al 30 dicembre 2022, ultimo giorno di rilevazioni per l'anno passato, quando il petrolio chiuse a 80,26 dollari al barile, le quotazioni sono in calo del -8,2%.
Ecco dunque scattare i controlli. Fonti del Mef informano che il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha già dato mandato alla Guardia di Finanza, sempre nello scorso mese di dicembre, di monitorare in via preventiva la situazione.
Lo stesso ha fatto il ministero delle Imprese, con Adolfo Urso che ha dato mandato di verificare a Mr. Prezzi, ma la vera notizia è l'apertura di un fascicolo da parte della Procura di Roma: l'inchiesta è volta a verificare le ragioni di tale aumento ed individuare eventuali responsabilità.
Gli accertamenti sono stati affidati al nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Roma. Inoltre finirà presto all'attenzione dei pm di Roma l'esposto presentato dal Codacons in ben 104 procure in cui si chiede "di indagare sui prezzi di benzina e gasolio allo scopo di accertare eventuali speculazioni o rialzi ingiustificati dei listini".
Parte la caccia agli speculatori
Finiti gli sconti, sembra dunque partire la caccia alla speculazione, un fenomeno che purtroppo è tutto italiano. Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo No Profit, sottolinea come "Siamo l'unico Paese in Europa che subisce una ingiustificata speculazione sui prezzi dei carburanti, che si registra nonostante i rifornimenti di petrolio non abbiano subito drastici tagli e raffinarlo non risulti più costoso di prima".
E aggiunge: "Per questo abbiamo chiesto alla Presidente del consiglio, Giorgia Meloni, di ripulire da anacronistiche tasse anteguerra i prezzi dei carburanti, e di fare sopratutto chiarezza sulla filiera dei prezzi.
La nostra proposta è di reintrodurre gli sgravi ma solo per mezzi da lavoro e auto di piccola cilindrata e per redditi sotto i 50mila euro l'anno, introdurre una carbon tax specifica per i prodotti petroliferi, inviare la Guardia di Finanza nelle direzioni generali degli operatori e controllare tutta la filiera del prezzi.
Ai consumatori però diciamo di attivarsi modificando le proprie abitudini allo scopo di contrastare il rialzo dei listini: condividete l'auto, ove possibile prendete mezzi alternativi, per piccoli tratti preferite i piedi o la bici".
Codacons: via al boicottaggio
Oltre all'esposto, Codacons ha avviato un boicottaggio delle pompe scorrette: "Abbiamo deciso - dice il presidente Carlo Rienzi - di lanciare un boicottaggio nazionaldei distributori più cari, invitando gli automobilisti italiani a verificare i prezzi sul proprio territorio, anche attraverso le apposite app che segnalano i gestori più convenienti, e a non fare rifornimento presso le pompe che applicano prezzi eccessivi".
Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)
Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 7023475
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com












