Semplificazione Pac, le organizzazioni agricole divise ma unite nella richiesta di più tutele

(da Sx Massimiliano Giansanti, Cristiano Fini e Ettore Prandini)
Cia: "Primi passi in avanti, ma c’è ancora molto da fare per ridurre gli oneri amministrativi degli agricoltori". Confagricoltura: "Nessuna vera risposta e tanti rinvii, ancora troppi adempimenti onerosi e dannosi". Coldiretti: "I tempi delle aziende non combaciano con quelli della burocrazia europea". E lunedì saranno ancora a Bruxelles
Le nuove politiche europee sull'agricoltura sono ancora al centro della discussione e dopo le prime proposte della commissione Ue per la semplificazione, tornano a farsi sentire le tre principali organizzazioni agricole.
"Nelle proposte avanzate - spiega Ettore Prandini, presidente di Coldiretti - abbiamo letto alcune semplificazioni da noi proposte, ma manca completezza e certezza dei dettagli. Si sono, finalmente, accorti di alcuni aspetti su cui intervenire, come ad esempio la condizionalità ambientale e la razionalizzazione dei controlli.
Sono positive anche le ipotesi di intervento per i piccoli agricoltori. Però al momento sono solo dichiarazioni: i tempi delle aziende non combaciano con i tempi della burocrazia europea. Noi vogliamo risposte concrete e interventi immediati. Non è più tempo di annunci, serve cambiare le regole che penalizzano l’agricoltura.
La posizione di Coldiretti non cambia: lunedì saremo di nuovo a Bruxelles a manifestare in piazza insieme a migliaia di agricoltori per avere tempi e strumenti certi per cambiare le politiche europee che minacciano la sopravvivenza del settore”.
Anche Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, boccia le proposte Ue: "Gli agricoltori hanno chiesto una drastica semplificazione degli adempimenti burocratici imposti dalla Pac.
La risposta della Commissione europea è assolutamente inadeguata. Alcune iniziative vengono addirittura rinviate al prossimo autunno. Abbiamo invece bisogno di decisioni immediate ed efficaci”.
“Gli orientamenti della Commissione - sottolinea Giansanti - non consentono di risolvere i problemi posti dagli agricoltori, con particolare riferimento alla cosiddetta ‘condizionalità rafforzata’.
Prendiamo atto della disponibilità a rivedere gli obblighi fissati dalla Pac in materia di rotazione obbligatoria delle colture e destinazione a finalità non produttiva dei terreni. Intanto, però, in assenza di una deroga totale per il 2024, vanno quantomeno sospese le sanzioni.
A riguardo, dovrebbe essere ampliata al massimo la possibilità di riconoscere, a livello nazionale, la condizione di forza maggiore. Vanno poi semplificate e velocizzate le procedure per la modifica dei Piani strategici nazionali”.
La Commissione ha anche proposto di esentare dai controlli sul rispetto della condizionalità le aziende con una superficie fino a 10 ettari. “E’ una proposta inaccettabile - dichiara il presidente di Confagricoltura - Se una regola è sbagliata e introduce adempimenti troppo onerosi, va eliminata per tutti. Senza discriminazioni in funzione della superfice aziendale”.
“Sulle proposte per migliorare la posizione degli agricoltori nella catena del valore, ci pronunceremo quando saranno effettivamente licenziate” - conclude Giansanti.
Cia più dialogante: le proposte
Diversa e più dialogante la posizione di Cia: "Primi passi in avanti in direzione della revisione della Pac con le deroghe sui controlli e le sanzioni, ma c’è ancora molto da fare per ridurre gli oneri amministrativi degli agricoltori", spiega il presidente Cristiano Fini.
Per Cia, l'obiettivo è quello di una vera e propria revisione della Pac, oltre a risorse aggiuntive che servano a intervenire con continuità nella gestione delle multiformi crisi del settore.
Occorre, inoltre, garantire agli agricoltori un’equa distribuzione del valore lungo la filiera alimentare con la creazione di un osservatorio europeo su prezzi e marginalità. Queste le priorità della piattaforma Cia presentate al commissario Wojciechowski.
Per quanto concerne l’obiettivo di revisione della politica agricola comune Cia, reputa essenziale avviare un’attenta riflessione sugli eco-schemi che - a un anno dalla loro attuazione - hanno ridotto (in molti casi del 50 percento) i valori degli importi unitari attesi.
Si chiede, in aggiunta, la revisione del valore dei “premi accoppiati” e una maggiore flessibilità in merito all’applicazione delle regole della condizionalità ambientale.
La messa a riposo dei terreni non è la soluzione agli obiettivi di sostenibilità e per il presidente Cia, Cristiano Fini, occorre uno stralcio “senza se e senza ma” dell’obbligo di lasciare incolto il 4 percento destinato a seminativi per continuare a garantire la sicurezza alimentare.
E’, altresì, necessario allargare gli incentivi per gli under 40 oltre i primi 5 anni di attività per favorire il ricambio generazionale e rafforzare gli strumenti di gestione del rischio per ampliare la base delle aziende agricole assicurate. Secondo Cia, una revisione della Pac non si può dissociare dallo smaltimento del pesante carico burocratico che la contraddistingue, favorendo sempre di più la digitalizzazione.
Per poter intervenire con continuità e prontezza nella gestione delle crisi climatiche e fitosanitarie, Cia reputa, inoltre, indispensabile che il settore rurale si doti di una riserva di crisi finanziata da risorse extra Pac. Oltre a ciò, si chiede all’Europa di proseguire con il quadro temporaneo per gli aiuti di Stato che preveda maggiori margini di manovra economica e promuova misure di sostegno alle aziende nella difficile situazione contingente.
In merito all’equa remunerazione all’interno della catena agroalimentare, Cia ritiene urgente la creazione di un osservatorio europeo sui prezzi e le marginalità che condivida dati di mercato e analisi a breve e lungo termine, oltre all’attuazione efficace della direttiva sulle pratiche commerciali sleali.
Sul tema delle relazioni con i Paesi extra-Ue, si chiede, infine, garanzia di reciprocità negli standard di produzione e condizioni di parità dei nostri scambi commerciali. Per questo motivo, gli accordi attualmente prefigurati nel negoziato con il Mercosur, potrebbero risultare gravemente dannosi per tutto il sistema rurale europeo.
Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)
Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com











