Sempre meno prestiti alle imprese, Cna: "Sostegni immediati o le Pmi pagheranno duro conto"

La nota dell'associazione dopo il dato di Bankitalia che segnala una riduzione su base annua del 4.8 percento: "Rischiamo fase di stallo". Cecchi (Fisac Cgil): "Stiamo progressivamente registrando negativamente gli effetti del giro di vite avviato dalla Banca Centrale Europea sui tassi al fine di ridurre l’inflazione"
Nonostante un'inflazione che scende, continua ancora a preoccupare l'ennesimo calo dei prestiti alle imprese. Il dato è quello registrato da Banca d’Italia e parla, a novembre, di una riduzione su base annua dei prestiti verso le società non finanziarie pari a ben il 4,8 percento.
I dati di Bankitalia mostrano inoltre che in novembre il calo dei depositi dei residenti presso le banche italiane è pari a 4,1 percento dopo la flessione di 5 punti in ottobre.
In termini assoluti il controvalore dei depositi passa a 2.39 miliardi di euro rispetto ai 2.40 miliardi di ottobre.
La raccolta obbligazionaria nel mese in esame aumenta del 19,7 percento annuo rispetto al 17,9 del mese precedente, leggermente rivisto. Risulta in maggiore difficoltà il sistema delle piccole imprese (-7 percento).
Situazione migliore per quanto riguarda i finanziamenti alle famiglie il cui andamento continua peraltro a decelerare (+0,2 percento).
Con specifico riferimento ai prestiti alle famiglie per l’acquisto della casa si rileva, su base annua, un deciso calo dei nuovi contratti di mutuo (-19 percento).
La preoccupazione delle realtà economiche
“Come sappiamo dal nostro confronto quotidiano – afferma Cna – a soffrire questa situazione sono in particolare artigiani, micro e piccole imprese, ovvero tutte quelle realtà imprenditoriali più dipendenti dal credito bancario.
È importante che in questa fase le banche evitino gli irrigidimenti che rischiano di soffocare la gran parte del tessuto produttivo sia locale che nazionale”.
La Banca centrale europea ha indicato come le prospettive dell’economia siano inclinate al ribasso. “Per invertire questa tendenza servono investimenti – sottolinea l'associazione di categoria – Senza prestiti però diventa impossibile per le nostre aziende investire.
Si rischia quindi di entrare in una pericolosa fase di stallo. Sul territorio chiediamo come Cna anche di prendere in considerazione un sostegno diretto alle imprese convogliato attraverso un nuovo modello di garanzia delle cooperative di garanzia”.
A parere del Segretario Generale della Fisac Cgil Toscana, Paolo Cecchi: “Stiamo progressivamente registrando negativamente gli effetti del giro di vite avviato dalla Banca Centrale Europea sui tassi al fine di ridurre l’inflazione.
Peraltro, visto i tempi dilatati di esplicazione della politica monetaria, nonché il persistere di un consistente livello dei prezzi specie dei beni alimentari, si reitera la richiesta di un intervento della politica, soprattutto a livello nazionale ma anche regionale, al fine di gestire al meglio le difficoltà che i cittadini toscani stanno attraversando, soprattutto coloro che hanno redditi più bassi e/o che sono titolari di mutui. In proposito, si auspica che la Regione Toscana si attivi per un tavolo di concertazione tra banche e parti sociali”.
Redazione Cuoreeconomico
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