ESG89 MADE in UMBRIA - Serafini (Parco 3A): “Il futuro va verso il corretto uso delle risorse e degli interventi ambientali”

(Marcello Serafini, Presidente Parco 3A)
Nel contesto umbro, l’attenzione deve canalizzarsi sul patrimonio della biodiversità unito al rispetto per gli agricoltori e gli allevatori che dal passato tramandano il loro sapere alle nuove generazioni. Guardare al futuro dell’agricoltura include un uso responsabile delle risorse e attenzione agli interventi ambientali.
Di seguito l’intervista a Marcello Serafini, Presidente Parco 3A e relatore dell’iniziativa “Made in Umbria firmata ESG89.
Presidente Serafini, può spiegarci in che modo il Parco 3A si impegna nella valorizzazione del Made in Umbria e come questa iniziativa contribuisce alla salvaguardia della biodiversità agroalimentare regionale?
"Parlando di Biodiversità di interesse agrario e zootecnico l’attenzione si deve focalizzare sul duplice binario del patrimonio delle varietà e razze locali da un lato e dall’altro rispetto ai 'custodi' ovvero gli agricoltori e allevatori che perpetuano e tramandano da generazioni tanta ricchezza.
Nel contesto della Regione Umbria questo, di fatto, si sostanzia oggi negli strumenti operativi codificati dalla L.R. 12/2015: il Registro Regionale e la Rete di Conservazione e Sicurezza.
Il primo rappresenta il repertorio delle risorse genetiche di interesse agrario a rischio di erosione riconosciute come tali al termine di un percorso di studio e di approfondimento tecnico scientifico; il secondo è l’insieme di tutti i soggetti, pubblici e privati, che compartecipano l’azione di conservazione e messa in sicurezza di queste risorse.
Il lavoro congiunto sia delle varie aree della nostra società sia l’intervento delle istituzioni e degli stakeholder (primi fra tutti i Consorzi di tutela) ha consentito di passare dalla conservazione alla creazione, per i prodotti con maggiore capacità, di indicazioni geografiche umbre agricole, alimentari, del vino e delle bevande che contribuiscono ancor di più a far da volano alla valorizzazione non solo dei prodotti interessati ma dell’intero territorio Regionale.
È noto che il consumo e la rimessa in produzione - con altissimi livelli di qualità - sono lo strumento migliore per salvaguardia della nostra biodiversità".
Quali sono i progetti principali che state sviluppando per preservare e promuovere le varietà autoctone umbre? E come il Parco 3A collabora con agricoltori e produttori locali in questo contesto?
"La società sta coordinando, per conto della Regione Umbria, numerose attività realizzate in stretta collaborazione tra tutti gli attori coinvolti, primi fra tutti certamente gli agricoltori e gli allevatori che si impegnano quotidianamente a mantenere in vita semi, piante.
Attività che hanno permesso il raggiungimento di importanti e significativi obiettivi tra cui è importante ricordare il Progetto degli Itinerari della Biodiversità, a valere sui fondi della L.194/2015, rappresentato sostanzialmente da tre percorsi in tre distinti territori che hanno come attori protagonisti gli Agricoltori e gli Allevatori Custodi dell’Agrobiodiversità.
Questi itinerari rappresentano uno strumento di promozione del territorio e delle sue ricchezze naturali, culturali e storico artistiche dove il filo conduttore è rappresentato dalla biodiversità animale e vegetale".
Il coinvolgimento dei giovani nel settore agricolo è cruciale per il futuro dell'agricoltura. Quali strategie sta adottando il Parco 3A per incentivare l'occupazione giovanile e far fronte alla disoccupazione in questo settore e come vede il futuro agricolo in mano alle nuove generazioni?
"Per poter guardare con fiducia al futuro dell'agricoltura, pilastro dell'economia locale e regionale, occorre che si intervenga, in modo deciso e concreto, attraverso un corretto uso delle risorse e degli interventi ambientali. Di concerto con i nostri soci infatti abbiamo investito nel potenziamento delle nostre attività societarie anche sulla terza A di ambiente.
Insieme ai servizi per la Regione nella vigilanza degli impianti termini e delle attestazioni di prestazione energetica, oltre che la gestione del bando per la sostituzione degli impianti a biomasse inquinanti, abbiamo infatti investito significative risorse in attività di comunicazione ed informazione.
Non solo, da settembre abbiamo avviato in collaborazione con l’ente regionale un progetto interamente finanziato da fondi comunitari per andare a redigere la strategia regionale sui cambiamenti e gli adattamenti climatici.
La sostenibilità ambientale rappresenta un obiettivo cruciale per garantire la salute del nostro pianeta e il benessere delle future generazioni, riuscire a coniugarlo con gli interventi che da anni svolgiamo nel settore agricolo ed agroalimentare permette di costruire un plus in linea anche con i nuovi dettami costituzionali che trovano nella difesa dell’ambiente uno dei valori più importanti per i nostri ragazzi".
Di Claudia Boccucci
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