mer 29 apr 2026

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Serra (Confartigianato Sardegna): “Meno burocrazia e gestione attenta dell’intermodalità per un territorio più efficiente”

(Daniele Serra, segretario di Confartigianato Sardegna)

Il segretario di Confartigianato Sardegna a CUOREECONOMICO: “L’aumento del costo del denaro sta mettendo a rischio anche la transizione digitale. Bene lo stanziamento per le rinnovabili, ma la Regione è stata troppo lenta sui tempi di partecipazione ai bandi”

Nonostante i buoni propositi auspicati dalla Banca centrale europea l’inflazione continua a salire, con tante imprese che sono sempre più scoraggiate a fare nuovi investimenti. D’altra parte i tassi a giugno hanno toccato il 4 percento e l’accesso al credito risulta difficile.

“L’impatto sui finanziamenti e sui prestiti in generale risulta negativo. Purtroppo il rialzo del costo del denaro non gioca a favore delle piccole attività che erano abituate a formule con tassi più accettabili rispetto a quelli attuali”, dice Daniele Serra, segretario di Confartigianato Sardegna.

“Oltre alle imprese presenti da anni sul mercato - continua - questa situazione sta scoraggiando quelle guidate dai più giovani che vorrebbero innovare i loro mezzi di produzione “.

Segretario, in un periodo di incertezza come questo è stato un errore eliminare i fondi previsti da Italia 4.0?

Italia 4.0 è stata una misura utile e adesso tante imprese rischiano di rimanere fuori dai processi di ammodernamento. Mi auguro che venga ripristinata perché l’innovazione rappresenta una marcia in più per competere sul mercato”.

Le imprese fanno fatica a reclutare nuovi lavoratori. Che effetti ha dato il Decreto Lavoro?

Il Decreto Lavoro presenta alcuni provvedimenti che vanno incontro ai bisogni delle imprese, come l’accesso all’apprendistato e le facilitazioni alle assunzioni, ma occorrono programmi per il futuro in vista del calo demografico.

Purtroppo il divario tra le scuole superiori e il mondo del lavoro è ancora troppo alto e questo problema non aiuto a trovare figure professionali nei servizi, nel commercio e nell’edilizia nonostante la domanda sia alta”.

Crede che il clima di incertezza attorno al Pnrr possa mettere a rischio i progetti?

Il Pnrr offre grandi opportunità, ma la burocrazia complica lo svolgimento delle opere, tanto che i  comuni hanno difficoltà a portare avanti i progetti.

Purtroppo tante idee sono state messe a punto prima della guerra in Ucraina e ora che i costi sono aumentati serve una rimodulazione dei piani.

Oltre ai ritardi l’aumento delle materie prime ha tagliato fuori le piccole e medie imprese dalle assegnazioni dei lavori e per questo motivo occorre ripensare i programmi ma nell’interesse degli utenti”.

Restando in tema di opere pubbliche, pensa che sia stato giusto riformare il Codice degli appalti?

Il Codice degli appalti andava riscritto perché era obsoleto e troppo lento per quelli che sono i tempi di oggi. L’aggiornamento è stato un passo avanti importante e ora vedremo con l’esperienza se darà gli effetti sperati”.

Cosa pensa del prezziario per le opere edili?

Valuteremo l’efficacia nel corso del tempo. Noi abbiamo chiesto di essere ascoltati dalla Regione e di questo ne siamo soddisfatti, ma vogliamo che i prezzi siano in linea con le spese delle piccole e medie imprese”.

Crede che la Regione stia facendo un buon lavoro per lo sviluppo dell’autoproduzione dell’energia?

La Regione ha messo a disposizione 70 milioni di euro per le imprese e le famiglie che vogliono passare alle fonti rinnovabili.

Lo stimolo è sicuramente positivo, ma occorre ridurre i tempi di partecipazione ai bandi affinché quante più persone possano accedere ai fondi. Purtroppo la Regione si è dimostrata lenta e ciò compromette la transizione energetica”.

E’ giusta la strategia della Regione di una gestione intermodale dei trasporti?

La strategia è giusta, ma occorre una regia più attenta che possa sfruttare tutti i mezzi di trasporto per rendere la Sardegna quanto più efficiente.

Dal trasporto su gomma a quello su rotaia tutti i collegamenti sono importanti e non solo per i turisti ma anche per gli abitanti, soprattutto per quelli che abitano nelle zone periferiche che hanno difficoltà a raggiungere le aree centrali”.  

Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)

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