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30/11/2023

Servadei (Confartigianato ER): “Situazione è difficile, ma grazie a digitale e green le Pmi resistono”

(Davide Servadei, presidente Confartigianato Emilia-Romagna)

Il presidente di Confartigianato Emilia-Romagna a CUOREECONOMICO: “Le Pmi artigiane sono parte di una filiera complessa, per questo puntare sul digitale e sulla sostenibilità è un presupposto ineludibile. Ora però è tempo di aiuti, perché molte realtà hanno riaperto grazie a risorse proprie e questo sta pesando”

Da un lato le difficoltà delle Pmi artigiane di fronte alle criticità dell’attuale scenario economico, dall’altro la grande resilienza di un comparto da sempre all’avanguardia sui temi della transizione ecologica e digitale.

E’ questa la fotografia scattata da Davide Servadei, presidente di Confartigianato Emilia-Romagna, che ha spiegato a CUOREECONOMICO come all’immagine romantica delle botteghe artigiane si debba affiancare quella più concreta e reale di aziende in cui l’innovazione tecnologica e il green sono ormai la normalità, in quanto rappresentano il requisito fondamentale per essere parte integrante di filiere produttive sempre più complesse.

Come le imprese artigiane dell’Emilia Romagna stanno affrontando questa fase complessa che ha visto prima la pandemia, poi l’emergenza energetica e ora l’aumento del costo del denaro?

Gli effetti di questo scenario complicato si sono fatti sentire in modo importante in tutti settori. Tuttavia possiamo dire che fortunatamente le imprese artigiane del territorio si sono mostrate molto resilienti.

Naturalmente la situazione non è semplice e, nel nostro territorio, è acuita  dagli effetti devastanti della recente alluvione. Questo evento ha messo ancora una volta a dura prova le aziende della regione: basti pensare che  il 2- 4 percento delle imprese non è più riuscito a riaprire.

Il problema grosso rimane quello economico. Finora la maggior parte delle imprese ha riaperto l’attività grazie a risorse proprie e questo ha pesato molto. A brevissimo si potrà iniziare a fare richiesta anche per i contributi messi a disposizione dal Governo, speriamo che gli aiuti economici arrivino in tempi brevi.

Insomma tutti gli imprenditori, volenti o nolenti, si sono dovuti occupare di economia di banca, perché hanno dovuto far ricorso a prestiti in un momento in cui, come è noto, i tassi di interesse sono molto alti.

A questa situazione si è aggiunto poi un altro problema: quello della carenza di manodopera qualificata”.

Come vi state muovendo per dare supporto alle imprese?

Come Confartigianato, insieme a Regione Emilia-Romagna, abbiamo messo a disposizione delle pmi artigiane un piano di finanziamenti a tasso zero per un prestito ponte con cifre fino a 50.000 euro. Abbiamo capito che il vulnus era la mancanza di risorse finanziarie e abbiamo deciso di intervenire in quell’ambito.

E’ questa la via più efficace per aiutare le imprese a crescere. Al di là delle difficoltà dello scenario attuale, possiamo dire comunque ci sono molte aziende che registrano risultati estremamente positivi.

Mi riferisco in particolare a quelle più grandi e strutturate. Tra i settori con i dati migliori c’è sicuramente quello dei professionisti della casa, come ad esempio idraulici elettricisti e carpentieri”. 

A che punto siamo invece in tema di transizione ecologica e digitale?

Su questi temi c’è una forte sensibilità, sia lato imprenditori sia lato dipendenti. Le imprese hanno capito che puntare sulla sostenibilità  dei loro modelli produttivi significa anche accrescere la loro resilienza. In sostanza la transizione ecologica viene interpretata come un presupposto ineludibile.

Stesso discorso anche per quanto riguarda la transizione digitale. Secondo i nostri ultimi dati, oltre il 60 percento delle imprese artigiane ha intrapreso percorsi di innovazione che comprendono anche soluzioni all’avanguardia come l’intelligenza artificiale.

Oggi abbiamo degli ottimi imprenditori con aziende sì di piccole dimensioni, ma parte di una filiera complessa.

Ciò presuppone l’obbligo di adeguarsi alle richieste dell’industria 4.0, in modo da essere competitive e all’avanguardia. Quando si lavora in filiera, se non si affrontano in modo mirato le sfide digitali, si rimane infatti tagliati fuori”.

Passando invece al Pnrr, quale opportunità può rappresentare il piano per il settore delle pmi artigiane ?

Il Pnrr è una grande occasione e deve essere interpretato come uno stimolo al lavoro. Non possiamo dimenticare che una grossa percentuale dei soldi che arrivano dal piano, andranno restituiti. Per questo è importante che una parte sia messa a disposizione delle imprese per produrre più redditività.

Un altro punto chiave è poi la necessità di riuscire a valorizzare adeguatamente i risultati raggiunti dalle imprese in ambito green e tecnologico.

Spesso infatti rigide griglie classificatorie, che procedono per generalizzazioni e dati, non riescono a restituire l’impegno green connaturato alle attività stesse del settore artigiano”.

Come infine le Pmi artigiane declinano il tema della sostenibilità sociale, legato in maniera indissolubile a quella economica e ambientale?

Le nostre imprese sono molto sensibili a questo tema e stanno innalzando l’asticella sul welfare. Questo accade anche perché, come dicevo prima, si fa sempre più fatica a trovare mano d’opera qualificata e ad attrarre talenti.

Anche in tema di parità di genere le nostre associate stanno facendo molto. C’è una grande sensibilità si questo tema e c’è grande interesse per strumenti come la certificazione della parità di genere”.

Di Monica Giambersio
(Riproduzione riservata)

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