Sgambati (UIL Campania):’Le conseguenze della desertificazione bancaria sono state occupazionali, economiche e sociali’

(Giovanni Sgambati, segretario generale UIL Campania)
Il sistema bancario italiano sta vivendo una fase di contrazione con la chiusura di numerosi sportelli, che, nel 2024 sono stati più di 500 e, anche nel 2025, si sta mantenendo un trend negativo. Tuttavia, la chiusura di filiali, non impedisce alle banche di registrare utili faraonici. Questo fenomeno, la "desertificazione bancaria", penalizza soprattutto le aree interne e più disagiate (che rappresentano circa il 34% del territorio italiano), creando un circolo vizioso di riduzione dei costi per gli istituti e impatti negativi su comunità (spopolamento e chiusura delle Pmi) e occupazione. In questo contesto l’Italia sta perdendo quella caratteristica del sistema del credito ‘diffuso’ che aveva contraddistinto in passato lo sviluppo economico così ben distribuito sul territorio nazionale. Oggi tutto questo sembrerebbe compromesso con le ricadute su lavoro, spopolamento, chiusura di Pmi e restrizioni creditizie
‘La Uil Campania insieme alla categoria che tutela le lavoratrici e i lavoratori bancari (UILCA) già nel 2024 aveva cominciato e sostenuto una campagna nazionale, diffusa su tutte le regioni, per denunciare la desertificazione degli sportelli bancari sui nostri territori. Lo abbiamo fatto per due buone ragioni: la prima, è che con la chiusura delle banche viene meno quel contatto diretto e di fiducia fondamentale tra piccole e medie aziende artigianali locali e gli istituti bancari stessi, colpendo, quindi, investimenti e crescita dei territori.
L’altra buona ragione, è che la desertificazione bancaria crea un vuoto profondo nei servizi, non solo delle grandi città, ma anche e soprattutto delle periferie e delle province interne, dove la presenza delle banche erano servizi istantanei e importanti per la cittadinanza e i lavoratori. Con la chiusura di tantissimi istituti bancari è venuta meno anche la loro funzione sociale, isolando maggiormente i territori interni e mettendo ulteriormente in difficoltà le fasce sociali più fragili come pensionati o portatori di handicap.
Altro aspetto sul quale pure abbiamo riflettuto è quello della digitalizzazione delle banche che se da un lato ha efficientato il servizio, dall’altro ha aumentato i rischi di riciclaggio, fenomeno preoccupante specie al Sud.
Siamo convinti che le banche chiudendo sedi e dimezzando l’organico hanno raggiunto l’intento di aumentare utili?
E soprattutto, a quale costo?
Lo dico subito, le conseguenze della desertificazione bancaria sono state occupazionali, economiche e sociali. E ciò che più ci rammarica è che nonostante la nostra denuncia anzitempo sulle conseguenze della desertificazione bancaria, non siamo stati ascoltati e le istituzioni che ci governano non hanno avuto una forte attenzione su questo, sottovalutando il fenomeno e le sue conseguenze.
Di Giovanni Sgambati, segretario generale UIL Campania
(Riproduzione riservata)
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