Sichetti (Cia Abruzzo): “Sovranità alimentare non sia solo propaganda, tutelare le filiere”

(Nicola Sichetti, Presidente di Cia Abruzzo)
Il presidente degli agricoltori abruzzesi: “La Pac non ci convince a comminare dai tagli di circa il 30 percento per gli aiuti diretti, visto che le piccole aziende e sono quelle in maggioranza qui in Abruzzo. Siamo critici anche sui provvedimenti sulle coltivazioni estensive”
L’Abruzzo con le sue viticolture è stata una delle regioni con colpite da peronospora, registrando perdite di produzioni fino al 70 percento delle potenzialità e un danno economico stato stimato a oltre 200 milioni di euro.
A fine gennaio, Cia Abruzzo ha incontrato il Ministro per le politiche agricole, Francesco Lollobrigida a cui hanno fatto presente la situazione.
“Abbiamo fiducia nel Ministro perché ha riconosciuto l’entità dei danni e insieme abbiamo definito una road-map per il percorso di aiuti e per valutare le risorse disponibili”, dice Nicola Sichetti, Presidente di Cia Abruzzo.
“Le misure - continua - prevedono la riduzione per i contribuiti Inps e la moratoria dei mutui per le aziende di trasformazione per due anni. La Regione ha messo a disposizione più di 2 milioni di euro e ora occorre stabilire se verranno stanziati insieme agli aiuti del Governo o a parte”.
Presidente, restando sulle politiche del governo pensa che il Fondo di sovranità alimentare rappresenti un aiuto all’agricoltura?
“Con le risorse qualcosa si è fatto, ma alla fine è stata più un’operazione di propaganda che un aiuto vero e proprio per tutelare i redditi dei produttori e la spesa dei consumatori.
Occorre tutelare le filiere agroalimentare e rivedere i rapporti perché ad oggi perché alla stalla un prodotto viene pagato 40 centesimi e ai consumatori costa 2 euro.
Sul piano per il granaio italiano che prevede il registro telematico dei cereali l’entrata in vigore nel 2025 è assai tarda mentre avremmo bisogno di tempi più corti per tutelare il nostro grano e la pasta italiana”.
Venendo alle politiche europee, pensa che il cambio di passo del Green Deal sia stato giusto?
“Gli obiettivi della razionalizzazione degli antibiotici e il limite delle densità degli allevamenti vanno nella giusta direzione, ma erano sbagliati i tempi e quindi siamo contenti che il limite del 60 percento sia stato spostato al 2035.
Abbiamo atteso questa riforma perché in Italia esistono colture e biodiversità che vanno tutelate e che hanno bisogno dei fertilizzanti e l’agricoltura italiana si è sempre dimostrata sensibile al rispetto dell’ambiente, tanto che negli ultimi anni ha ridotto i fitofarmaci del 30 percento”.
Come valuta gli obiettivi della Pac?
“La Pac non ci convince a comminare dai tagli di circa il 30 percento per gli aiuti diretti, visto che le piccole aziende e sono quelle in maggioranza qui in Abruzzo. Siamo critici anche sui provvedimenti sulle coltivazioni estensive perché alcuni settori come quello cerealicolo hanno subito danni a causa dei recenti dissesti idrogeologici”.
Come vivete la protesta degli agricoltori tedeschi contro il taglio delle agevolazioni sui carburanti e tutte le altre manifestazioni in corso?
“La manifestazioni ci preoccupano e seguiamo con attenzioni le proteste, ma il Ministro Lollobrigida ci ha rassicurato che non verranno tagliate le agevolazioni.
L’agricoltura ha bisogno di carburante e senza agevolazioni aumenterebbero i costi di produzione che si ripercuoterebbero sul prodotto finale, con aumenti per il consumatore”.
Sul Pnrr come valuta i passi fin qui fatti?
“Siamo soddisfatti per le filiere ortofrutticole e siamo contenti per la partenza dei bandi, tanto le prime strutture sono già state occupate dalle aziende.
Ci aspettavamo risorse per riformare i consorzi di bonifica e ci dispiace che non sia avvenuta perché sono in commissariamento”.
Di Matteo Melani
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