mar 28 apr 2026

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Sicurezza: gli imprenditori toscani si sentono sicuri ma rimane allerta criminalità

(Franco Marinoni, direttore di Confcommercio Toscana)

In occasione dell’XI edizione della Giornata nazionale “Legalità, ci piace” (29 maggio 2024), Confcommercio Toscana pubblica i risultati dell’indagine commissionata a Format Research

Bene ma non benissimo, Gli imprenditori toscani del terziario si dichiarano abbastanza sicuri nelle loro attività, ma continuano a tenere alta l’allerta contro la criminalità temono che il fenomeno potrebbe riguardare la loro attività.

Secondo l’osservatorio di Format Research, oltre i due terzi delle aziende del terziario toscane reputa molto o abbastanza sicuro il territorio nel quale opera, il 26,1% lo valuta invece poco sicuro e il 5,6% per nulla.

Le province dove gli imprenditori si sentono meno sicuri sono Prato (il 55,7% si dichiara poco sicuro o per nulla sicuro), Pisa (40,7%) e Firenze (38,1%). Al di là della sicurezza percepita, gli imprenditori toscani appaiono piuttosto in ansia per i fenomeni criminosi: il 56,2% si definisce “abbastanza preoccupato”, anche se per motivi non direttamente collegati alla propria attività, il 13,9% si dichiara invece molto preoccupato proprio in qualità di imprenditore.

Il problema dell’esposizione delle imprese alla microcriminalità viene vissuto come particolarmente grave (molto o abbastanza) nelle province di Livorno, Firenze e Arezzo.

Tra le cause che alimentano il problema della criminalità, secondo gli operatori toscani del terziario ci sono in particolare la mancanza di certezza della pena (59,3%), la situazione economica difficile (52,5%) e la scarsa presenza delle Forze dell’Ordine (42,5%).

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Ad emergere dall’indagine è anche un certo grado di scoramento: il 23,3% degli intervistati ritiene che gli imprenditori minacciati dalla criminalità siano lasciati soli, il 40% circa avverte invece il supporto delle Forze dell’Ordine.

Sul fronte delle denunce, sette imprenditori su dieci (69,2%) sono convinti che fenomeni di criminalità quali atteggiamenti molesti, atti di vandalismo e simili debbano essere denunciati, qualcuno pensa che sia sufficiente segnalarli. Ma c’è anche un 3,6% che crede non si possa far nulla, perché sarebbe inutile.

I fenomeni illegali che ci rendono meno sicuri e che minacciano la sussistenza stessa delle imprese sono molteplici – spiega il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni – si va da taccheggio, furti e rapine, che mettono a rischio la vita stessa degli imprenditori e dei loro collaboratori, a contraffazione, abusivismo e pirateria, che oltre a drenare soldi alle casse erariali creano concorrenza sleale.

Ma ci sono anche corruzione, estorsioni, usura, infiltrazioni della criminalità organizzata. E purtroppo i fatti di cronaca dimostrano che nessuna terra, neppure la Toscana, ne è esente.

Per questo Confcommercio ha voluto dedicare una Giornata alla legalità: perché tutti ponessero attenzione su questo tema così importante nella costruzione e nella tutela della libertà, anche economica. Perché se manca la sicurezza mancano anche la fiducia nel futuro e diminuiscono gli investimenti”.

Redazione Cuoreeconomico
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