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29/07/2024

Silenzi (CNA Marche): “Fare sistema per vincere sui mercati internazionali”

(Paolo Silenzi, Presidente Cna Marche)

“Imprese e Mercati Export, il futuro delle Marche” è l’evento a cui prenderanno parte la Regione e la Camera di Commercio delle Marche insieme a CNA Marche e CNA Nazionale che si riuniranno nella città di Ancona per discutere della posizione delle Marche nel mercato internazionale.

Tra i protagonisti della tavola rotonda sono presenti il Presidente della Regione Francesco Acquaroli, il Presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini, Antonio Franceschini di CNA Nazionale, Giovanni Giorgetti Presidente ESG89 Group e i due rappresentanti di CNA Marche, il Segretario Moreno Bordoni e il Presidente Paolo Silenzi. A moderare l’incontro è la giornalista parlamentare Sky Tg24, Daria Paoletti.

Analisi, obiettivi, sfide e opportunità per il futuro dell’export marchigiano, a parlarne è Paolo Silenzi.

In previsione dell’evento previsto per il 30 luglio nella città di Ancona, qual è l’obiettivo dell’incontro?

"L’obiettivo è un confronto tra le analisi della situazione dei mercati internazionali e della posizione marchigiana e per individuare soluzioni che si prospettano per rafforzare la competitività delle nostre imprese sui mercati esteri.

Le dinamiche recenti delle esportazioni marchigiane non sono positive, anche al netto delle forti oscillazioni negative registrate dalle attività farmaceutiche. Più precisamente, la variazione delle esportazioni del primo trimestre 2024 rispetto allo stesso periodo del 2023, pone le Marche come la regione più in difficoltà (export in calo del 55,5%).

Se si considera l’export al netto degli articoli farmaceutici chimico-medicinali e botanici, la variazione tendenziale del I trimestre di quest’anno risulta assai meno negativa per le Marche (-2,6%) e comunque allineata con il dato dell’Emilia Romagna (-2,6%), migliore del dato del Veneto (-5,5%)".

Ad oggi cosa dicono i dati inerenti all’export delle Marche?

"Dicono che tra i pochi settori con export in crescita nei primi mesi del 2024 vi sono, in primo luogo, i mezzi di trasporto (nel loro complesso mettono a segno una crescita di 108,8 milioni pari al +150%).

In particolare, la crescita delle vendite del settore è dovuta soprattutto alle produzioni della nautica di lusso. L’export di navi e imbarcazioni cresce da solo nel I trimestre 2024 rispetto allo stesso trimestre 2023 di quasi 90 milioni di euro, pari al +412,9%.

Ma cresce anche l’export delle produzioni alimentari (+4,4%) e quello degli apparecchi elettrici (+9,6 milioni di euro, pari a +2,9%).

In deciso calo, invece, è l’export dei settori della moda (43,2 milioni di export in meno rispetto al primo trimestre 2023, pari al -6,3%) ma soprattutto di una componente importantissima della meccanica marchigiana come quella della produzione di beni strumentali, e cioè di macchinari e impianti destinati agli investimenti delle imprese: il calo dell’export del I trimestre supera in questo caso i 113 milioni (-17,3%) e si spiega in larga parte con le difficoltà dell’economia tedesca".

Quali sono le strategie pensate da CNA Marche per promuovere all’estero i prodotti e le tecnologie delle aziende marchigiane e incentivare il Made in Marche nei mercati internazionali?

"La CNA Marche ritiene in primo luogo opportuno collaborare con le Aziende Speciali delle Camere di Commercio, preposte a sostenere i processi di internazionalizzazione delle imprese marchigiane: Tecne, l’Azienda Speciale della Camera di Commercio delle Marche per i settori mobile e meccanica; Linea di Macerata, che supporta e favorisce i processi di internazionalizzazione delle imprese marchigiane del settore Moda-Calzature; Linfa di Ascoli Piceno, specializzata nel settore agroalimentare.

Riteniamo strategiche le attività di informazione sulle opportunità di internazionalizzazione, il sostegno nella ricerca dei finanziamenti e progettazione e gestione di iniziative per l’accesso ai fondi nazionali e comunitari, la definizione di strategie operative e di marketing a favore delle imprese del settore per la penetrazione dei mercati, locali e mondiali; sostegno dello sviluppo imprenditoriale e dell’internazionalizzazione.

Ad esempio: azioni di incoming ed educational tour di operatori esteri; assistenza, ricerca e studio idonei allo sviluppo scientifico ed all’innovazione tecnologica di processo e di prodotto; attività informativa e divulgativa sulle normative nazionali ed internazionali di settore; realizzazione di ricerche di mercato e statistiche; studio dell’offerta delle produzioni di settore con riferimento a qualità e tracciabilità dei prodotti e ad iniziative per la difesa del consumatore; produzione di materiale pubblicitario per la valorizzazione delle produzioni locali nel contesto storico, culturale e ambientale.

In sintesi: riteniamo valide le cinque categorie di intervento adottate dal recente Bando “Strategie innovative di internazionalizzazione” della Regione Marche: 1) Rafforzamento dell’immagine aziendale o consortile e/o del brand, 2) Incoming di operatori esteri, 3) Showroom e mostre temporanee, 4) Fiere internazionali di settore in Italia e all’estero, 5) Innovazione di design e ecodesign per mercati individuati come target".

Le sfide e gli ostacoli maggiori da affrontare?

"Attualmente le sfide maggiori sembrano essere quelle dell’incertezza legata ai molteplici eventi, molti dei quali imprevedibili, che complicano i rapporti tra gli Stati e le comunità internazionali.

Si ventilano sempre nuovi impedimenti al libero commercio per effetto di sanzioni, dazi, barriere all’ingresso, in risposta a politiche aggressive di penetrazione sui mercati o a comportamenti lesivi dei diritti civili e degli assetti internazionali.

In realtà, quasi sempre ciò che impedisce di affrontare tali eventi con buone possibilità di superarne gli effetti, è la mancanza o l’inadeguatezza dei servizi e delle infrastrutture di base: parlo di quelle per le comunicazioni e gli scambi di beni e servizi.

Attualmente sono in corso importanti sviluppi di tali strutture: penso alle piattaforme logistiche in costruzione, al potenziamento delle strutture portuali e aeroportuali della nostra regione. Ma i tempi sono stretti e la perdita di competitività di alcune nostre produzioni richiede risposte pronte ed efficaci". 

Che tipo di scenario si augura di raggiungere per quanto riguarda i dati export della regione?

"L’obiettivo non è tanto quello di riportare i flussi di esportazioni dalle Marche ai livelli degli anni precedenti quanto di assicurarne la sistematicità e la regolarità nel tempo, in maniera di consentire programmazione degli investimenti in tecnologie e formazione.

Sono già stati ampiamente recuperati i livelli di export della nostra regione precedenti la fase pandemica e quella degli eventi bellici in Europa e delle tensioni nel Mediterraneo.

Ma continuano a prodursi forti oscillazioni nelle attività commerciali internazionali per importanti settori della nostra economia: sono recentissime le dinamiche di diminuzione nell’export delle produzioni tessili marchigiane, di alcune componenti della meccanica regionale e dei prodotti marchigiani in legno e materiali di intreccio.

Quella delle Marche è un’economia di trasformazione, che trae ricchezza anche dal saldo largamente positivo tra esportazioni e importazioni. Se questa differenza si attenua, ciò non significa solo perdere competitività sui mercati (esteri e interni) ma anche ridurre la nostra capacità di produrre ricchezza.

E in un periodo come l’attuale in cui è necessario investire nelle tecnologie e nella formazione, nell’internazionalizzazione e nelle infrastrutture, la capacità di produrre ricchezza va mantenuta e se possibile, incrementata".

Di Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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