sab 14 mar 2026

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Somma (Confindustria Basilicata): “La regione è piena di risorse, la sfida è farla tornare attrattiva e fermare lo spopolamento”

(Francesco Somma, presidente di Confindustria Basilicata)

Il presidente degli industriali lucani a CUOREECONOMICO: “Noi poco colpiti dall’inflazione grazie ai bonus gas, ma imprese e famiglie vanno comunque tutelate. Possiamo diventare un grande hub energetico e va potenziata la risorsa del turismo”

Le imprese lucane alla prova del Pnrr e della fase più difficile della ripartenza italiana. Francesco Somma, presidente di Confindustria Basilicata traccia con CUOREECONOMICO il quadro economico della regione, stretta fra le diverse opportunità di crescita che le tante eccellenze del territorio presenta e le difficoltà di fare impresa al Sud, con l’autonomia differenziata alle porte che rischia di scavare ulteriori solchi.

Qual è lo stato di salute dell’industria lucana ad un terzo dell’anno?

In linea il con il trend nazionale, la frenata del prezzo dell’energia si ripercuote positivamente sull’andamento dell’industria. Purtroppo, l’inflazione rimane ancora alta, così come i tassi di interesse che rappresentano un freno agli investimenti. Soprattutto nell’attuale clima di incertezza per effetto degli instabili equilibri geopolitici.

Sono questi i motivi principali per i quali ci aspettiamo una crescita moderata per l’anno in corso. C’è da segnalare l’ottimo andamento di settori importanti per l’economia lucana, e fra questi soprattutto il turismo.

 Il recente Salone di Milano ci ha mostrato che anche un Mobile Imbottito in buona salute, anche se i settori maggiormente orientati all’internalizzazione sono fortemente condizionati dalle dinamiche dei mercati esteri.

I settori tradizionali della meccanica sono quelli maggiormente esposti alla doppia transizione ecologica e digitale e dunque sono alle prese con una delicata riconversione. Tutto sommato, però, sul territorio stiamo registrando un buon dinamismo imprenditoriale.

Alcune iniziative messe in atto dalla Regione Basilicata come i bandi per l’efficientamento energetico e i contratti di sviluppo a valenza regionale, di cui chiediamo il rifinanziamento, hanno suscitato molto interesse.

Lo stesso si può dire relativamente l’avvio della procedura semplificata per investimenti nelle aree ricadenti nella Zes Interregionale Jonica, a cavallo tra Basilicata e Puglia. Ottima la risposta, oltre le attese, anche per il bando relativo all’idrogeno”.

Lo Svimez ha indicato 500.000 nuovi poveri nel 2023 al Sud e l’aumento della dispersione scolastica, già molto alta. Quanto vi preoccupa questa cosa e quali sono le proposte per arginare questo rischio?

Sono numeri molto allarmanti soprattutto se letti in corredo con un altro dato particolarmente preoccupante: secondo Istat, la Basilicata al 2050 perderà il 17,11 percento della popolazione attuale, che equivale quasi al triplo della media nazionale.

Abbiamo assoluta urgenza di recuperare capacità di trattenere i nostri giovani e al contempo di attrarre nuove risorse umane e investimenti.

E questo possiamo farlo con tre macro azioni: valorizzare le enormi risorse di cui disponiamo, colmare il gap infrastrutturale che limita fortemente la capacità competitiva della regione e creare imprese, più impresa per generare maggiore crescita economica e sociale sul territorio.

Anche attraverso un sistema di formazione in grado di creare sul territorio le competenze che maggiormente possono essere spese sul territorio stesso”.

Recentemente l’area di Melfi è stata riconosciuta come Area di crisi complessa. Punto di partenza?

Un ottimo punto di partenza per aiutare le imprese di un eccellente indotto che però si sta scontrando con notevoli difficoltà.

Regione, parti economiche e sociali sono chiamate ora a fare il miglior gioco di squadra per attivare tutte le possibili leve di rilancio dell’area industriale. Siamo consapevoli che però non si tratta della panacea a tutti mali.

 La transizione verso l’elettrico rappresenta solo una parte del problema e neanche la più rilevante. La componentistica che viene prodotta in Basilicata per lo stabilimento Stellantis riguarda in minima parte i motori.

Il vero nodo sta nel portare a Melfi la produzione di altri veicoli per mantenere livelli produttivi e occupazionali, oltre ai quattro modelli previsti a partire dal 2024 che invece da soli porterebbero a un inevitabile ridimensionamento di produzioni e posti di lavoro”.

Quanto sta incidendo l’inflazione sull’impresa lucana? Lagarde ha anche chiesto alle banche di tendere le mani alle aziende su accesso al credito e alle famiglie sui mutui a tasso variabile…

L’Istat ci dice che la Basilicata è tra le regioni meno intaccata dall’impennata dell’inflazione anche grazie al bonus gas derivanti dalle compensazioni ambientali delle Oil Company presenti in Regione di cui hanno beneficiato le famiglie lucane.

Misura che però, almeno per ora, non ha riguardato le imprese. A questo si aggiunge, come dicevamo prima, che bilanci aziendali già erosi dal caro energia si misureranno con tassi d’interesse record.

Come sistema nazionale, abbiamo chiesto al sistema bancario, per il tramite dell’Abi di calmierare il più possibile l’impennata dei tassi d’interesse, almeno per quanto riguarda gli spread applicati e sostenere il sistema di imprese e famiglie per evitare default.

Anche a livello locale si può fare qualcosa: le nostre imprese vadano sostenute nella crescita dimensionale e nella carenza di liquidità attraverso strumenti di ingegneria finanziaria quali forme di venture capital, emissione di mini bond aziendali, nuovi strumenti agevolativi finanziari.

Ma è soprattutto necessario procedere con la riduzione della bolletta energetica, al pari di quanto è stato già fatto per le famiglie lucane”.

 Qual può essere il ruolo dei territori in questa particolare fase dell’economia italiana?

Posso sicuramente dire che considero determinante il ruolo del Mezzogiorno e della Basilicata. Alla valutazione complessiva sul valore anche economico del Sud per il Paese, aggiungo il peso specifico che abbiamo nella questione energetica: nel progetto che vede il Paese Hub energetico nel Mediterraneo, la Basilicata, con il potenziamento del mix energetico che è già in grado di esprimere, potrà incidere da vera protagonista”.

 Il Governo in carica sta mostrando minore sensibilità su alcuni temi chiave del Pnrr, come la transizione ecologica e sta chiedendo di modificare il piano, spostando anche alcuni progetti sui fondi regionali per dilatare i tempi. Qual è la vostra posizione?

Non credo che si tratti di minore attenzione al tema della transizione ecologica, che seppure presenti molti aspetti di complessità, è una direzione obbligata.

Il problema è più complessivo e riguarda la difficoltà di rispettare il timing stringente del Pnrr. Concordiamo con la scelta del Ministro Fitto di puntare sui progetti strategici, concentrando su di essi tutti gli sforzi, con l’opzione di traslare sui fondi comunitari quei progetti che oggettivamente non hanno possibilità di essere realizzati entro il 2026.

Diamo priorità agli interventi più importanti per il Paese e maggiormente incisivi per favorire la coesione e ridurre i divari del Mezzogiorno. Questa straordinaria occasione non può essere sprecata”.

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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