SOSTENIBILITÀ. Philip Morris Italia, Trippella: “È uno dei pilastri fondamentali per il futuro”

(Cesare Trippella, Head of Leaf EU Philip Morris Italia)
«La sostenibilità sociale è oggi uno dei pilastri fondamentali per il futuro dell’economia e della società». Con queste parole Cesare Trippella, Head of Leaf EU di Philip Morris Italia e protagonista del Norcia – Camerino 2025 Glocal Economic Forum ESG89, sottolinea l’importanza di un impegno concreto da parte delle imprese nel generare valore per i territori
La partecipazione dell’azienda al Forum ESG89 si inserisce in un percorso già avviato da tempo, che punta a coniugare innovazione, sostenibilità e sviluppo locale. «Partecipare a quest’evento è per noi un'importante occasione per condividere il nostro impegno e confrontarci sul ruolo delle imprese nello sviluppo dei territori e nella creazione di valore», ha spiegato Trippella.
La vision tracciata dall’azienda è ambiziosa e guarda lontano. «Per Philip Morris, la sostenibilità è la pietra angolare di una visione ambiziosa: costruire un futuro senza fumo, in cui le sigarette diventino un ricordo del passato nel più breve tempo possibile, sostituite da prodotti alternativi senza combustione per i fumatori che non smettono». Un obiettivo che va oltre la transizione del prodotto, investendo direttamente in filiere, competenze e territori.
Proprio l’Italia, e in particolare l’Umbria, si trovano al centro di questa trasformazione industriale e culturale. «Questa trasformazione globale ha il suo epicentro proprio in Italia, e coinvolge una filiera del Made in Italy fatta da 8000 imprese e oltre 40.000 persone». Una filiera che parte dalla terra, grazie al rapporto diretto e continuativo con i coltivatori italiani. «Tutto comincia dal nostro impegno a fianco dei coltivatori italiani. Dal 2011, grazie agli accordi pluriennali con il Ministero dell’Agricoltura e Coldiretti, garantiamo a circa 1000 imprese agricole stabilità e prospettive di lungo periodo, promuovendo iniziative relative a sostenibilità ambientale, transizione digitale e formazione».
Il legame con l’Umbria è particolarmente forte e si traduce in investimenti reali, strutture e innovazione. «Il nostro legame con l’Umbria è concreto: qui acquistiamo più del 40% della produzione tabacchicola, trasformiamo tutta la produzione di FCV e siamo presenti con un hub per lo sviluppo di nuove competenze agricole, una struttura per il primo stoccaggio del tabacco e un centro per supportare i consumatori adulti dei prodotti senza combustione italiani».
Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)
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