SOSTENIBILITÀ. Scoccimarro (Friuli): “Si alla transizione energetica, ma non a scapito del tessuto produttivo o gravando sulle famiglie”

(Fabio Scoccimarro, Assessore alla difesa dell'ambiente, energia e sviluppo sostenibile Regione Friuli Venezia Giulia)
Uno sguardo aperto valutando tutte le opzioni per garantire un equilibrio energetico stabile. In una intervista esclusiva a CUOREECONOMICO, l’assessore assessore alla difesa dell'ambiente, energia e sviluppo sostenibile Regione Friuli Venezia Giulia Fabio Scoccimarro, spiega le strategie regionali nella produzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare l’idrogeno.
L’impatto del nucleare di nuova generazione sui territori italiani e più in particolare nella sua regione risulta molto complesso. Riguarda aspetti ambientali, economici e sociali molto delicati. Può, secondo lei, essere una tecnologia da prendere in considerazione nell’immediato?
Il Friuli-Venezia Giulia, come l’intero Paese, sta compiendo importanti passi avanti nella produzione di energia da fonti rinnovabili e sta investendo con convinzione anche nell’idrogeno, in particolare quello verde, che rappresenta una delle soluzioni più strategiche per un futuro a basse emissioni. In questo contesto, non si possono escludere a priori, per motivi ideologici, tecnologie innovative come i reattori modulari di nuova generazione, che offrono garanzie superiori in termini di sicurezza. Pur nel rispetto della volontà popolare (che fu anche la mia) espressa con il referendum, è giusto oggi mantenere uno sguardo aperto, valutando ogni opzione utile a garantire un equilibrio energetico stabile, competitivo e attento all’ambiente, al servizio di cittadini e imprese.
Quale è la sua opinione a riguardo e come riuscire a sviluppare un equilibrio energetico duraturo per cittadini e imprese?
Credo che la chiave per un equilibrio energetico duraturo stia nella diversificazione delle fonti. Per cittadini e imprese serve un mix che garantisca stabilità nei costi e continuità nell’approvvigionamento. Le rinnovabili stanno crescendo con forza, e gli investimenti si fanno anche su una rete infrastrutturale moderna e politiche di lungo respiro: oggi le reti elettriche non sono in grado di sopportare il sovraccarico e abbiamo visto recentemente i danni che ha causato in Spagna. Ritengo quindi indispensabile procedere per step alla completa transizione energetica che porterà indubbiamente all’eliminazione dei fossili, ma non possiamo farlo a scapito del nostro tessuto produttivo o gravando sulle nostre famiglie. Oltre agli investimenti che il Governo e le Regioni stanno disponendo sui propri territori, ma creata anche una nuova generazione di professionisti capaci di cogliere le innovazioni tecnologiche e modellarle secondo le nostre necessità specifiche: la formazione e l’informazione restano quindi pilastri su cui poggiare, assieme agli investimenti pubblici lungimiranti (e non ideologici o elettorali), per garantire il raggiungimento degli obiettivi della decarbonizzazione e neutralità climatica… condivisa con i paesi più sviluppati e non a scapito di noi stessi.
Simona Fuso
(Riproduzione riservata)
Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com











