Spaziani Testa (Confedilizia): «Bonus e detassazione per la riqualificazione del patrimonio edilizio italiano»

(Giorgio Spaziani Testa, presidente Confedilizia)
Il presidente dell’associazione di proprietari di immobili: «L’Europa chiede standard energetici sugli immobili, serve equilibrio. Bene il superamento dei vincoli alla cessione del credito. Ripresa degli sfratti è ritorno alla normalità»
L’edilizia è stato il vero motore della crescita del Pil di 6.5 punti dopo la pandemia.
CUOREECONOMICO ne parla con Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, l’associazione dei proprietari di immobili.
Il settore dell'edilizia è fra quelli che hanno trainato maggiormente la ripresa, anche grazie ai superbonus. Cosa c'è adesso all'orizzonte e cosa vi aspettate, anche in relazione alla recente stretta anti-frodi?
«Abbiamo accolto con soddisfazione la decisione del Governo di superare i vincoli alla cessione del credito recentemente introdotti.
Lo avevamo chiesto sin da subito, anche in sede di audizione parlamentare, per via degli effetti disastrosi che quei vincoli avevano creato già al momento del loro annuncio.
C’è da sperare che si tratti, per lungo tempo a venire, dell’ultima modifica normativa riguardante le detrazioni fiscali per gli interventi sugli immobili, così da consentire un sereno dispiegarsi degli effetti positivi che l’insieme del sistema degli incentivi determina – ormai da un quarto di secolo – sulla nostra economia.
Quanto al superbonus 110 per cento – che, come noto, è la misura meno interessata dai tentativi di frode – era evidente sin dall’inizio che dovesse avere natura temporanea.
Il nostro auspicio è che si consolidi un sistema stabile ed equilibrato di disposizioni incentivanti che, insieme con una decisa opera di detassazione, in specie di tipo patrimoniale, possa agevolare la riqualificazione del patrimonio edilizio italiano».

«E’ evidente che in questo come in altri settori ogni sostegno è utile. Tuttavia, occorre iniziare a smettere di ragionare in termini emergenziali, selezionando maggiormente le reali situazioni di bisogno e operando invece, per la generalità dei cittadini e delle imprese, in termini di detassazione, deregolamentazione, liberalizzazione».
I forti rincari dell'energia hanno avuto un forte impatto anche sulle bollette. Vi preoccupa la situazione geopolitica al confine ucraino? E cosa chiedete al Governo?
«Il problema dei costi dell’energia sta determinando conseguenze drammatiche su famiglie e imprese. La situazione geopolitica, evidentemente, preoccupa, considerate le implicazioni di carattere economico ben note (i timori di tutti noi sui rischi di una guerra in sé, evidentemente, li dò per scontati).
Quanto ai provvedimenti del Governo, attendiamo di conoscere i dettali del piano da 7 miliardi di euro che sta per essere approvato. Quel che è certo è che c’è bisogno di agire in fretta».
La transizione ecologica è una sfida chiave il Paese. Il settore è pronto ad affrontarle?
«Il tema, visto dalla rappresentanza storica della proprietà edilizia italiana, va guardato con molta attenzione. Tutti auspichiamo un miglioramento delle condizioni ambientali. Ci vuole, però, equilibrio e consapevolezza della realtà.
Un esempio: l’Europa sta per approvare una direttiva nella quale fissa alcune date entro le quali gli immobili di tutti i Paesi del continente sarebbero tenuti a raggiungere determinati standard energetici.
Ebbene, un provvedimento del genere – in un Paese come l’Italia, a proprietà immobiliare diffusa, con molte famiglie in condizioni di difficoltà economica anche quando sono proprietarie di più di un immobile (magari ereditato), con una conformazione territoriale e un clima ben diversi da quelli del nord Europa – rischia di avere effetti devastanti.
E si badi bene: la direttiva sarebbe stata ancora più pericolosa se Confedilizia non avesse indotto l’eliminazione della previsione, contenuta nella bozza, di un divieto di vendita e di affitto degli immobili privi, in certe date, di specifici parametri energetici.
Insomma, se non manteniamo equilibrio e buon senso, per essere green, rischiamo di diventare poor».
Ripresa degli sfratti e caro affitti: sono altri due temi caldi. Qual è la situazione e come si sta muovendo Confedilizia?
«Mi si perdoni la franchezza ma la “ripresa degli sfratti” non è che una “ripresa della legalità”. Ricordiamolo, a chi non abbia chiaro il concetto. Il 17 marzo 2020 era stato finalmente sancito il diritto dei proprietari a tornare in possesso dei loro immobili.
Il problema della ripresa degli sfratti, in realtà, è che in molte città essa è solo teorica, sia per evidenti ragioni di accumulo dei procedimenti, sia per iniziative dilatorie messe in piedi da più parti.
Quanto al “caro affitti”, i canoni di locazione, come i prezzi di tutti i beni e di tutti i servizi, sono determinati dal mercato, che a sua volta risente della legislazione e della fiscalità.
In ogni caso, nel settore abitativo vi è un importante canale di contrattazione dedicato alle fasce meno abbienti, i cosiddetti “contratti concordati”.
Occorre svilupparlo, anche attraverso l’intervento dei Comuni, che dovrebbero fissare aliquote Imu particolarmente ridotte per le abitazioni locate attraverso questi contratti a canone calmierato.
E bisogna far funzionare l’edilizia pubblica, che invece è lasciata in mano ad abusivi o al degrado».
Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)
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