Sposato (Cgil Calabria): “Manca visione su futuro industriale del Paese. Pnrr e Zes unica penalizzano il Sud”

(Angelo Sposato, Segretario di Cgil Calabria)
Il segretario regionale della Cgil a CUOREECONOMICO: “Le misure della Manovra non aiutano a risolvere le marginalità sociali e non fanno nulla contro le basse retribuzioni e pensioni. Da noi tanti giovani se ne vanno a cercare fortuna altrove e la forte desertificazione bancaria non aiuta famiglie ed imprese”
Oltre a generare effetti nell’economia nazionale, le politiche di bilancio incidono anche negli affari regionali e da tempo i sindacati denunciano la mancanza di attenzione della politica per il Mezzogiorno, a cominciare dalla Legge di Bilancio promossa dal Governo.
“Le misure della Manovra non aiutano a risolvere le marginalità sociali e non fanno nulla contro le basse retribuzioni e pensioni. Le famiglie e i lavoratori sono stati quelli che più di tutti hanno pagato per questa situazione.
Dal Governo non è arrivato nessun intervento per lotta all’evasione fiscale e il ceto medio è sempre più povero, soprattutto al Sud”, dice Angelo Sposato, Segretario di Cgil Calabria.
La Cgil infatti è stata insieme alla Uil il sindacato che ha promosso lo sciopero lo scorso 17 novembre.
“Le promesse di aiuto al Sud - continua - sono state disattese e anche da parte della Regione notiamo ritardi negli investimenti”.
Segretario, come valuta l’istituzione del Tavolo per il lavoro da parte della Regione?
“Il Tavolo non sta aiutando il percorso per le politiche attive perché non si comprende la bontà dei progetti in essere, tanto che la Regione non ha ancora elaborato piani sia per la vecchia programmazione dei Fes che su quella nuova, così come non ha ancora trovato soluzioni per gli investimenti da 21 previsti dal programma Gol per la formazione.
A questi rallentamenti dobbiamo aggiungere che diverse imprese non hanno capacità di innovare e fare fronte comune. Ci auguriamo che quanto prima la giunta regionale possa mettere insieme i progetti per creare occupazione e offrire alle nostre realtà la giusta capacità per competere sul mercato”.
Per quando riguarda i progetti sul territorio, avete percepito l’evoluzione positiva del Pnrr?
“No, perché il Governo ha creato una cabina di regia nazionale quando servirebbe una cabina di regia a livello territoriale, così da connettere le imprese con la Pubblica amministrazione. Proprio la Pubblica amministrazione è in difficoltà nel programmare nuovi progetti perché necessità di più persone nel proprio organico.
Quanto ai progetti, quelli per la Calabria ammontano a 10 miliardi ma od oggi solo un progetto approvato quello dell’Enel ma che poi non è andato in cantiere”.
Crede che la Zona economica esclusiva meridionale possa portare vantaggi in termini di occupazione alla Calabria?
“Anche se siamo stati favorevoli alla Zes in passato, quella attuale non aiuta a fare programmazione economica perché le decisioni sono in mano al Governo.
La Calabria necessita di opere di rilancio economico che riguardano sia le infrastrutture che le opportunità di lavoro. Poi servirebbe un piano straordinario per la sanità, per migliorare le reti ospedaliere e velocizzare le liste di attesa”.
Restando in tema di politiche del territorio, vi preoccupa la chiusura di tanti sportelli bancari?
“La lontananza dalle banche non ha reso difficile solo le operazioni ordinarie, ma sta complicando sempre di più l’accesso al credito e questo problema rappresenta un macigno per lo sviluppo del Mezzogiorno. I residenti delle aree interne soffrono perché oltre agli sportelli devono spostarsi per usufruire di altri servizi pubblici.
La desertificazione bancaria rappresenta una dimostrazione della mancanza di visione del Governo e della Regione, con tanti giovani che non avendo un salario minimo lasciano la loro terra”.
Con lo stop all’aumento del costo del denaro crede che i lavoratori possano tirare un sospiro di sollievo?
“La scelta di alzare il costo del denaro è stata sbagliata e credo che le istituzioni europee debbano decidere delle politiche di bilancio tenendo conto dello sviluppo e del tessuto economico dei singoli stati. Occorre recuperare i valori fondanti della Ue perché l’austerità non fa altro che alimentare i sovranismi”.
Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)
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