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07/02/2026

STRATEGIE. Emilia Romagna, gli Enti locali attivano 8 progetti dei Laboratori territoriali per l’innovazione e la sostenibilità con 158 aziende. Colla: “Sostegno al sistema economico regionale”

(Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione Emilia Romagna, con delega allo Sviluppo economico)

Dall’innovazione nei servizi alla persona a nuove soluzioni per la logistica sostenibile delle merci, fino alla moda e al welfare aziendale collaborativo. Sono questi gli otto progetti, dei “Laboratori territoriali per l’innovazione e la sostenibilità delle imprese”, che hanno contribuito all’attuazione delle strategie regionali per l’Agenda 2030 e del Patto per il Lavoro e il Clima.

Sono progetti realizzati da Enti locali dell’Emilia-Romagna, assieme a partner tecnici come i Clust-ER e Centri per l’innovazione della Rete alta tecnologia, e finanziati dalla Regione per il biennio 2024-25 con un investimento di oltre 640mila euro che ha consentito di finanziare, con un contributo del 100% delle spese previste, fino a un massimo di 40mila euro annui per progetto.

I laboratori sono stati attivati: dal Comune di San Mauro Pascoli (Fc), dalla Camera di Commercio della Romagna, Forlì-Cesena e Rimini, dal Comune di Cesena, dall’Unione Terre D’Argine nel modenese, dalla Città Metropolitana di Bologna, dal Comune di Calderara di Reno (Bo), dal Comune di Ravenna e dal Comune di Mirandola (Mo).

Nelle diverse progettualità sono state complessivamente coinvolte 158 imprese e 52 altri partner: sono stati, inoltre, organizzati 52 tra eventi di diffusione e workshop. Da questa esperienza sono state avviate ulteriori 22 iniziative progettuali.

“L’esperienza dei laboratori territoriali- afferma il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla- si è rivelata molto positiva per il sostegno alla competitività e alla sostenibilità del sistema economico regionale. Si sono sviluppati approcci collaborativi e multilivello tra istituzioni, imprese, enti di ricerca e altri attori. Gli enti promotori hanno valorizzato la conoscenza dei territori e dei bisogni, mentre i partner tecnici hanno facilitato i processi di innovazione e connessione tra soggetti diversi. Gli studi di fattibilità e la creazione di reti relazionali hanno aperto la strada a nuove progettualità, generando un effetto moltiplicatore delle risorse”.

Le iniziative sono state caratterizzate da percorsi di innovazione partecipati, che hanno come protagoniste le imprese, in grado di generare valore condiviso e portare alla co-progettazione di esperienze pilota replicabili, integrando sostenibilità economica, sociale e ambientale anche all’interno di specifiche filiere produttive.

Redazione CUOREECONOMICO
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