ven 30 gen 2026

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Summa (Cgil Basilicata): «Terziario e realtà energivore, a rischio: in ballo 10.000 posti di lavoro»

(Angelo Summa, segretario regionale Cgil Basilicata)

Il segretario regionale del sindacato: «Pmi sono il 90% del tessuto imprenditoriale lucano e non escono dal territorio, serve investire su internazionalizzazione. Ma nell’immediato occorrono interventi per le famiglie. Pnrr? Manca personale per fare i bandi»

Angelo Summa, segretario regionale della Cgil della Basilicata, traccia un quadro nerissimo della situazione del suo territorio, che sta soffrendo ancora di più la crisi nazionale.

Come vede l'attuale momento della Basilicata sul fronte del lavoro e delle imprese, anche in relazione alla situazione nazionale?

«La situazione del paese è di grande emergenza, ed è dovuta alla crisi energetica che rischia all’interno del sistema produttivo di essere in fase recessiva molto precoce mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro.

La Basilicata non è immune a questo fenomeno perché vive una situazione molto fragile dal punto di vista economico come il resto dell’Italia già prima della pandemia, ed è evidente che in questo momento particolare le aziende energivore sono le più colpite come le piccole attività del terziario che non hanno la possibilità di reggere questa condizione».

«Le statistiche del nostro centro studi, in base ad un sondaggio operato nella regione, vedono circa 10.000 posti di lavoro quindi servono misure urgenti a livello europeo e nazionale, ma anche regionale, perché le risorse di cui disponiamo relative alle royalties ed al gas, pari 200 milioni metri cubi, non devono essere fornite alle famiglie con reddito superiori ai 100.000 euro e ai ceti più abbienti».

L'estate è stata devastante, sul fronte degli incendi anche in Basilicata dove l'agricoltura è un settore chiave. Quali sono le future prospettive e cosa serve ora?

«La Basilicata, come altre regioni, purtroppo è stata colpita da siccità ed incendi, ma credo abbia una grande dotazione equipaggiata dalla forestale, settore nel quale bisogna mantenere continui investimenti ed aumentarli riguardo le risorse boschive.

La nostra area deve essere incentivata soprattutto sotto questo punto di vista, nei suoi 10 mila chilometri quadrati di area guardando con lungimiranza le proprie bellezze».

Il commissario Ue Gentiloni ha detto che bisogna andare avanti col Pnrr, senza rinegoziarlo come qualcuno propone. Lei che ne pensa? Come il Pnrr come può aiutare imprenditori e famiglie della sua regione?

«Il Pnrr deve essere l’opportunità per superare i divari del sud col resto del paese e la comunità europea ha riconosciuto 190 miliardi di euro, mettendo sul piatto proprio la possibilità alla regione di uniformarsi al resto della nazione, per attuare dei piani di progetto consegnati tramite bandi.

Una recente valutazione effettuata nell’ultimo periodo evidenzia che siamo in grande ritardo e difficoltà, perché il sistema di accesso appunto avviene tramite bandi, e avendo una classe dirigente senza funzionari credo che il tema vero sarebbe quello di rivedere la sua governance, quindi sono dell’avviso che sarebbe servita un’agenzia nazionale di sviluppo se vogliamo eseguire i disegni di lavoro relativi al Pnrr».

Le piccole e medie imprese della regione Basilicata come possono affrontare e uscire dalla crisi che stiamo vivendo?

«Questo resta un tema molto dolente della nostra area perché la composizione produttiva è costituita proprio da piccole e medie imprese.

Il numero arriva fino 56 mila aziende ed il 90% rimane caratterizzata da diversi problemi, quindi se vogliamo migliorarne il tessuto connettivo e industriale bisogna continuare con delle politiche imprenditoriali facendone crescere la dimensione, aiutandole ad espandersi favorendo l’internazionalizzazione per renderle competitive col resto del mondo.

Abbiamo bisogno che diventino più grandi e che avvenga uno sviluppo anche extra-regionale perché il mercato purtroppo è povero essendo una regione molto piccola, abitata da poco più di mezzo milione di persone che nel tempo ha subito un grosso spopolamento».

L' aumento dei prezzi di gas e materie prime che ricadute sta avendo sulle famiglie della sua regione?

«Siamo dentro una delle crisi maggiori perché abbiamo redditi bassi, precarietà e pensioni molto irrisorie, dunque dobbiamo affrontare questo stallo con una doppia leva, intervenendo con bonus regionale per le fasce di reddito meno abbienti, dando risposta immediata alle famiglie più povere.

Bisogna inoltre incentivare l’efficientamento energetico affinché avvengano misure volte nella nostra regione in modo che nuclei familiari possano dotarsi degli strumenti di energie rinnovabili per poterne calmierarne il costo dopo gli aumenti».

Di Andrea Rizzatello
(Riproduzione riservata)

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