mar 03 feb 2026

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SVILUPPO RURALE. Toscana, modello europeo per la gestione delle risorse. Giani: “Coniugato visione, concretezza e capacità amministrativa”

La Toscana si conferma tra le regioni europee più virtuose nella gestione dei fondi destinati allo sviluppo rurale. E’ quanto emerso in occasione dell'ultimo Comitato di sorveglianza del Programma di sviluppo rurale (PSR) 2014/2022 della Toscana (cofinanziato dal FEASR) che si è svolto a Firenze lo scorso 14 e 15 ottobre dove sono stati presentati i risultati raggiunti, alla presenza dei rappresentanti della Commissione Europea e dei Ministeri coinvolti.

Con oltre 1 miliardo e 291 milioni di euro investiti attraverso il PSR 2014-2022, la Regione ha saputo programmare e gestire in modo efficace tutte le risorse, sostenendo migliaia di imprese agricole, agroalimentari e forestali in un percorso di crescita, innovazione e sostenibilità.  Un risultato che ha portato anche ai complimenti dei rappresentanti della Commissione europea, per la qualità della programmazione e la capacità di spesa dimostrata.

“La Toscana ha saputo coniugare visione, concretezza e capacità amministrativa – ha sottolineato il presidente della Regione Eugenio Giani – investendo su un futuro rurale sostenibile e competitivo, senza lasciare indietro nessuno”. “Grazie al lavoro di squadra di tutti i settori della direzione regionale "Agricoltura e sviluppo rurale" e con Artea - ha detto la vicepresidente e assessora regionale all’agricoltura Stefania Saccardi – e grazie a una gestione attenta delle risorse, la Regione si avvia dunque a chiudere con successo la programmazione e il pieno utilizzo delle risorse, entro il 31 dicembre 2025” .

Tra le priorità del PSR toscano figurano temi chiave come biologico, benessere animale, ricambio generazionale e sostegno ai territori svantaggiati.

Oggi il 34% della superficie agricola utilizzata in Toscana è dedicata al biologico, un risultato record anche a livello nazionale, raggiunto grazie a 300 milioni di euro stanziati con la misura 11 sulla coltivazione bio. La Toscana è stata inoltre prima Regione in Italia ad attivare la Misura sul benessere animale, con oltre 28 milioni di euro destinati a più di 2.000 allevamenti che adottano pratiche superiori agli standard minimi di legge.

Il ricambio generazionale è stato un altro asse strategico: circa 1000 giovani agricoltori hanno avviato nuove imprese con 117 milioni di euro di contributi, ai quali si aggiungono 31 milioni di euro destinati a 397 nuovi insediamenti nel bando 2024. Importante anche il ruolo del metodo Leader e dei GAL toscani, che hanno garantito il sostegno alle aree rurali, montane e più periferiche, rafforzando la coesione territoriale e l’identità agricola della Toscana diffusa.

Con la programmazione 2023-2027 ormai a pieno regime, la Toscana guarda già oltre, verso una PAC (Politica agricola comunitaria) più moderna e inclusiva, capace di valorizzare le PMI agricole e di promuovere innovazione, tecnologia e agricoltura di precisione.

Redazione CUOREECONOMICO
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