TERRITORI. Commissario Castelli: “La frattura non è più Nord-Sud, ma tra città e aree interne”

(Guido Castelli, Commissario Straordinario alla Ricostruzione post sisma 2016)
"Per anni la frattura territoriale italiana (e non solo) si misurava lungo la linea Nord-Sud. Oggi, quel discrimine appare riduttivo". Con queste parole forti e chiarificatrici, Guido Castelli, Commissario Straordinario alla Ricostruzione post sisma 2016, ha tracciato una nuova mappa della diseguaglianza territoriale italiana, anticipando il clima del Norcia – Camerino 2025 Glocal Economic Forum ESG89
Secondo Castelli, "è emersa una faglia più profonda e trasversale, che oppone i grandi centri urbanizzati — dotati di infrastrutture, capitale umano e capacità amministrativa — alle aree interne, spesso montane, periferiche", come quelle del cratere del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016. Una regione estesa per 8000 chilometri quadrati, che abbraccia quattro Regioni e 138 Comuni, e che rappresenta oggi "una terra di mezzo che costituisce il vero banco di prova per una politica che voglia essere insieme di coesione e di sviluppo."
Castelli ha ricordato come la ricostruzione post-sisma abbia assunto in questo contesto una portata del tutto nuova. "L’esperienza della ricostruzione/riparazione del cratere sisma 2016 presenta caratteristiche senza precedenti nella storia degli interventi post eventi catastrofici", ha sottolineato. E non si parla solo di ricostruzione materiale: "Per la prima volta la ricostruzione degli insediamenti danneggiati è accompagnata da risorse dedicate a creare le condizioni per migliorare gli standard di vita, con il programma NextAppennino." È proprio NextAppennino a incarnare un modello di rinascita innovativo e replicabile, basato su uno sviluppo territoriale che valorizzi le specificità locali e garantisca servizi, occupazione e infrastrutture anche lontano dai grandi centri urbani.
Castelli ha evidenziato come anche l’Unione Europea stia riconoscendo la necessità di politiche differenziate per territori diversi. "La nuova politica di coesione europea prende finalmente atto che il territorio europeo presenta distinte diversità geografiche, ciascuna con le sue sfide specifiche." Di qui l’importanza di "adottare modelli di governance multilivello che tengano conto delle diverse esigenze."
In questo scenario, il Laboratorio Appennino Centrale nato dal processo di ricostruzione diventa un simbolo di resilienza, ma anche un banco di prova per l’intero Paese. "Dal Glocal Economic Forum ESG89 può venire una testimonianza forte e autorevole: il Laboratorio Appennino Centrale, quello che è sorto nel processo di ricostruzione e rigenerazione post-sisma 2016, va in questa direzione."
Claudia Boccucci
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