Territori: segnali di ripresa e le nuove sfide del 2025

I dati economici diffusi nelle ultime ore dall'ISTAT evidenziano un'Italia in chiaroscuro: positivo il calo del tasso di disoccupazione che raggiunge un livello da record, abbassandosi del 5,7%. Preoccupa l'inflazione che a dicembre 2024 è aumentata dell’1,3% su base annua e dello 0,1% rispetto al mese precedente
I segnali positivi si intrecciano alle sfide cruciali di questo 2025 tutto da scrivere, ma che già festeggia un traguardo per il mercato del lavoro, che registra un calo dell'indice di disoccupazione pari al 5,7%, il livello più basso mai riportato.
Dati meno incoraggianti riguardano l'inflazione che a dicembre 2024 ha visto un aumento dell’1,3% su base annua e dello 0,1% rispetto al mese precedente. Questo dato, pur moderato rispetto ai picchi dello scorso anno, solleva preoccupazioni per l’impatto che potrebbe avere sul potere d’acquisto delle famiglie italiane, già messo a dura prova dall’aumento delle spese per energia e beni di prima necessità.
Tema centrale per il 2025 sarà proprio il costo dell’energia. Stefano Besseghini, presidente dell’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente), ha annunciato un incremento previsto delle bollette del 9-10%. Questo aumento, legato alla volatilità dei mercati internazionali dell’energia e agli investimenti necessari per la transizione energetica, rappresenta una sfida per le famiglie e le imprese, che rischiano di vedere ridursi i margini di risparmio e competitività.
A livello territoriale, le Regioni del Nord continuano a guidare la ripresa economica, grazie a un tessuto produttivo resiliente e innovativo. Tuttavia, il divario con il Sud rimane marcato, nonostante i fondi del PNRR abbiano favorito investimenti in infrastrutture e digitalizzazione nel Mezzogiorno. Per colmare questo gap, l'attenzione è rivolta alla gestione efficace dei fondi europei, e in particolare, verso progetti capaci di generare occupazione stabile e crescita sostenibile.
Si preannuncia un anno impegnativo, con il PNRR che si avvia verso la fase di piena implementazione, il 2025 potrebbe rappresentare un punto di svolta per l’economia e i territori italiani.
Claudia Boccucci
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