mer 29 apr 2026

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Ticca (Uil Sardegna): “Manovra, autonomia, Zes e Pnrr: serve una visione che coniughi sviluppo e lavoro”

(Maria Francesca Ticca, Segretaria Generale della Uil Sardegna)

La segretaria regionale del sindacato a CUOREECONOMICO: “Sull’occupazione in Sardegna dati positivi solo perché si contano i precari. Con l’autonomia il rischio è di aumentare le disuguaglianze. Infrastrutture e sanità, la Regione ha fatto poco ed invece siamo in ritardo”

Con una crescita delle posizioni di lavoro (+ 3 percento a tempo indeterminato e circa 1 percento a tempo indeterminato) e della produzione(tutti i settori hanno registrato un crescita intorno al 2 percento), la Sardegna ha  registrato un andamento positivo nei primi 9 mesi del 2023. Ebbene, se da parte della Giunta regionale prevale l’ottimismo, i sindacati esprimono scetticismo.

“Gli indicatori sono positivi perché si sono contati i lavori precari, i lavori stagionali e quelli legati al Superbonus, ma in Sardegna manca il lavoro vero e proprio, cioè quello in grado di dare un reddito”, dice Maria Francesca Ticca, Segretaria Generale della Uil Sardegna.

Nei piccoli comuni - continua - si sta assistendo a uno spopolamento diffuso perché oltre a non esserci nuove opportunità di lavoro i servizi sono sempre meno”.

Segretaria, con quale stato d’animo vivete la desertificazione bancaria?

Ci preoccupa perché oltre ai risvolti sull’occupazione marginalizza sempre tante piccole comunità, dove già adesso la presenza dello Stato è sempre più carente.

Infatti tante famiglie sono state costrette a abbandonare i loro luoghi di residenza perché è difficile raggiungere le scuole”.

Quanto alla Sardegna, come valuta i progetti legati al Pnrr?

Purtroppo non si sono fatti passi in avanti né con piani per promuovere l’occupazione né con nuovi progetti legati alla sostenibilità e all’innovazione, ma si ripropongono piani ormai scontati.

Non c’è una politica di sviluppo e non c’è stata ricerca per la Pubblica amministrazione, tanto che anche sui fondi Fse la regione ha accumulato ritardi”.

Secondo lei la Zona economica esclusiva può essere un’opportunità per la Sardegna?

Occorre vedere se la Zes riuscirà a attirare nuove condizioni d’impresa, ma la Regione deve avere un’idea di sviluppo che coniughi l’innovazione con le specificità territoriali, così da generare un circolo virtuoso che abbracci gli imprenditori e i lavoratori”.

Di recente il presidente Solinas ha incontrato il Ministro per le infrastrutture Salvini per chiedere attenzione alle opere infrastrutturali. Come valuta l’impegno della Giunta per la costruzione di nuovi collegamenti?

In questi ultimi anni sulle infrastrutture abbiamo sentito tante promesse ma pochi fatti. I trasporti sono fondamentali sia per la popolazione locale che per raggiungere il resto d’Italia e in Sardegna le nostre strade necessitano di maggiore attenzione, a cominciare dalla Strada 131. Purtroppo le carenze si notano anche nei trasporti con diverse infrazioni da parte dell’Ue”.

Restando sui rapporti tra regione e Stato, qual è il suo giudizio sull’autonomia differenziata?

Siamo contrari. Anche se la Sardegna è a statuto speciale, l’attuale disegno di legge rischia di dividere ulteriormente le regioni, aumentando il divario tra quelle ricche e quelle più in difficoltà.

La nostra regione è a statuto speciale perché i nostri padri costituenti avevano compreso che la Sardegna necessita di forme di autonomia per la sua lontananza dal resto del Paese, ma questa legge va a incidere sui diritti fondamentali del cittadino.

Un esempio riguarda la sanità che dal 2005 è a capo dalla Regione ma che è stata capace di gestirla risorse personali e che per questo motivo sciopereremo il prossimo 27 Novembre”.

Venendo alle politiche del Governo, che opinione ha sulla Manovra?

Dal Governo arriva una narrazione che non corrisponde alla realtà perché la Manovra non risponde alle necessità attuali, tanto che inasprisce i limiti imposti dalla legge Fornero e dalle prime bozze sembra che si voglia cambiare le pensioni miste tra sistema contributivo e retributivo.

Quanto alle misure contro l’inflazione, gli effetti non si sono ancora visti anche perché i generi di prima necessità sono aumentatati, mentre i salari sono fermi a cominciare da quelli pubblici”.    

Crede che la decisione della Bce di fermare l’aumento del costo del denaro possa portare vantaggi a chi lavora?

Si tratta di un decisione giusta, ma non incoraggia le persone a chiedere nuovi prestiti. Oggi la situazione è ancora incerta e le famiglie hanno perso potere d’acquisto

Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)

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