Tonini (Cna Toscana): “Aumento dei tassi terremoto per Pmi. Serve intervento sul Superbonus”

(Luca Tonini, presidente di Cna Toscana)
Il presidente della Cna Toscana a CUOREECONOMICO: “Giovani scoraggiati dal fare impresa. Si rischiano ricadute importanti, come anche per chi non riesce a riscuotere i crediti. Tutelare Made in Italy dalla contraffazione. Green deal condivisibile, ma vanno coinvolti gli imprenditori”
Con l’aumento del costo del denaro imposto dalla Banca centrale europea, anche le aziende a conduzione familiare rischiano di chiudere i battenti. Fra queste anche quelle artigianali, che in Toscana nel 2022 sono calate complessivamente dell’1,8%.
“Con il costo del denaro non diminuisce solo inflazione, ma anche gli investimenti delle imprese e ne risente l’intero sistema bancario.
Questa situazione scoraggia i giovani che già stanno facendo i conti con i tassi che sono aumentati del 5%”, dice Luca Tonini, presidente di Cna Toscana.
Presidente Tonini, come valuta la riforma del Superbonus?
“Purtroppo la modifica ha portato diverse problematiche che hanno coinvolto l’intera filiera delle costruzioni: dalle imprese ai clienti fino alle banche.
I crediti incagliati sono diventati soldi che non verranno riscossi e le famiglie che hanno risparmiato per comprare una casa si trovano in difficoltà. Quanto alle ricadute occupazionali, si rischia di perdere fino a 150.000 posti di lavoro.
Insomma il Superbonus non riguarda sole le relazioni economiche, ma rappresenta un problema sociale e mi auguro che la Presidenza del Consiglio convochi un tavolo con le associazioni di categoria”.
Che cosa avete chiesto al Ministro dell’impresa e del made in Italy nell’ultimo incontro?
“Abbiamo chiesto di tutelare tutti i prodotti Made in Italy, non solo quelli legati all’agroalimentare o alla moda ma anche all’artigianato.
Purtroppo sugli scaffali dei supermercati si vedono troppe volte prodotti contraffatti e ciò danneggia la nostra economia e la nostra reputazione. La produzione artigianale rappresenta un vanto dell’Italia nel mondo e il ministro Urso ci ha assicurato di impregnarsi su questo fronte.
Credo che servano norme migliori sia a livello europeo, perché va bene il principio della tracciabilità ma non deve ghettizzare le nostre eccellenze, sia a livello italiano per incrementare il controllo delle forze dell’ordine”.
Rimanendo in ambito internazionale, crede che gli obiettivi del green-deal europeo siano fattibili?
“Le norme Ue contengono dei principi condivisibili, ma una volta entrate in vigore spesso ci si accorge della loro debolezza, segno che prima di scriverle ci sarebbe bisogno di un maggiore confronto con gli imprenditori.
Nel tempo abbiamo assistito a norme come quelle sulle quote latte, sul vino o sui pomodori che hanno danneggiato il sistema produttivo italiano, caricando le imprese di ulteriore burocrazia. Credo che le istituzioni europee debbano ma tutelando chi lavora”.
Voi di Confartigianato siete stati tra i firmatari della riforma della legge regionale sui finanziamenti alle imprese…
“Siamo contenti che il presidente Giani e la sua giunta abbiano ascoltato le nostre istanze e per noi quella è un’ottima legge, ma occorre sbloccare i meccanismi per l’uso dei voucher”.
Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)
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