Tonino Russo (Cisl Calabria): “L’autonomia differenziata non deve indebolire l’unità del Paese. Dato Svimez sul PIL del Sud positivo e incoraggiante”

(Tonino Russo, Segretario Generale Cisl Calabria)
Cisl Calabria ribadisce la propria posizione sulla questione dell’autonomia differenziata, la priorità è che la riforma risaldi e non indebolisca l’unità nazionale, valore alla base della Repubblica.
Positivo il dato Svimez sul PIL del Mezzogiorno, zona importante per la crescita del Paese. A CUOREECONOMICO ne parla Tonino Russo, Segretario Generale Cisl Calabria.
Autonomia differenziata. Quali sono i principali pro e contro?
"Su questo tema la Cisl conferma e sottolinea anche in questi giorni la propria posizione: la riforma può trovare un senso nella misura in cui non indebolirà, ma rinsalderà l’unità del Paese, che costituisce un valore fondativo della Repubblica; nella misura in cui cresceranno l’efficienza e la responsabilità delle istituzioni regionali e locali.
Come abbiamo sempre sostenuto nel confronto sulla questione e come ha ribadito in queste ore il Segretario Generale Luigi Sbarra, per la Cisl dovranno essere precondizioni essenziali di ogni accordo tra Stato e Regioni la definizione e il pieno finanziamento dei Livelli essenziali delle prestazioni, la definizione dei fabbisogni standard, senza dimenticare la creazione di un fondo di perequazione nazionale per il riequilibrio delle aree deboli. E ogni intesa dovrà essere preceduta e accompagnata dal coinvolgimento delle parti sociali".
Dati Svimez. Quali sono i dati emersi e quali sono le prospettive economiche per incentivare gli investimenti?
"Il dato Svimez sul PIL del Sud è positivo e incoraggiante. Si tratta di un dato riferito al 2023, che conferma una fase di ripresa iniziata dopo il Covid, nel 2021. Emerge che il Mezzogiorno partecipa alla crescita del Paese. Si tratta di una spinta che non deve andare perduta né resa inutile.
Bisogna sia insistere sugli investimenti che hanno fatto da traino, sia stimolare l’imprenditoria del Sud, le piccole e medie imprese, perché colgano le opportunità offerte dalle misure sull’ammodernamento tecnologico e digitale finanziate dal PNRR.
E per quanto riguarda il PNRR, bisogna raggiungere gli obiettivi e rispettare il cronoprogramma, ma anche accelerare sulla messa a terra degli investimenti.
Bisogna utilizzare, inoltre, i fondi coesione europei e nazionali nel quadro di una strategia programmata che comprenda, insieme al finanziamento della ZES unica, strumenti di politica industriale complementari e selettivi a partire dai Contratti di Sviluppo".
Redazione Cuoreeconomico
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